I giovani in campo:"Idee per il Paese"

Domenica prossima la neonata associazione "Noi per l’Italia" si troverà a Milano per suggerire qualche idea per il Paese. Un'idea che parte dai giovani

Rinnovamento politico, ricambio generazionale e nuove proposte. Se ne parla molto, ma con pochi risultati. La classe politica è diventata "casta" proprio perché è poco propensa a cambiare nei nomi e nelle facce. Eppure qualcosa si sta muovendo. "Abbiamo un’idea per il nostro paese. Ti invitiamo all’evento Mille giovani idee per l’Italia" è il manifesto che, apparso settimana scorsa su Facebook, ha raccolto il consenso di molti utenti. Dietro c'è la neonata associazione "Noi per l’Italia" che domenica prossima si troverà al Teatro Manzoni di Milano per suggerire qualche idea per il Paese. Un'idea che parta dai giovani. "Per i nord europei a 25 anni non si è più giovani, o meglio, è giunta l’età politica per confrontarsi con gli adulti – spiega Marcello Gamberale Paoletti, rappresentante di Giovani per la Libertà presso lo Yepp (movimento giovanile del PPE) – da noi a questa età inizia la carriera, ma nel giovanile".

Sembra quindi una piaga tutta Italiana...
"Potremmo dire mediterranea, visto i problemi comuni con gli amici greci e spagnoli, e lì come da noi il problema è che i partiti continuano a relegare la questione a qualche dichiarazione di circostanza, c’è poca coscienza di quanto sia importante coltivare una nuova classe dirigente preparata".

Tutti i partiti sono chiamati a dare nuove risposte agli elettori: cosa sta cambiando?
"Grillo ha svelato agli italiani ciò che all’estero insegnano da anni: le strategie elettorali sono cambiate, finiti i partiti di massa, finita la videocrazia, il consenso oggi viaggia in rete in un rapporto diretto col singolo elettore. Qualcuno se ne sta rendendo conto ma vedo un grande ritardo dei grandi partiti nell’imparare la lezione. Inoltre oggi vince chi propone volti nuovi, chi scommetterà sui giovani avrà la meglio".

Come si sta muovendo il centro destra per risalire la china?
"L’impressione è che ci siano enormi risorse umane tarpate da una gran confusione politica. La caduta di Berlusconi, il governo tecnico, i consensi crollati alle amministrativa hanno creato un disorientamento a tutti i livelli. È opinione diffusa che le risposte non possano più arrivare da questi partiti e la società civile si sta muovendo di conseguenza".

Cosa intende?
"Le rispondo con un esempio: domenica 24 a Milano verrà presentata l’associazione 'Noi per L’Italia', un gruppo di trentenni che si uniscono per non rassegnarsi al declino dell’Italia e che hanno deciso di impegnarsi dove i partiti hanno lasciato il vuoto: nel rapporto coi cittadini e cioè nel dar voce a tutti coloro che hanno idee e bisogni. È un’iniziativa senza simboli di partito che dimostra il fermento che il Paese esprime, parlare di antipolitica quando migliaia di ragazzi di diversa provenienza geografica, sociale e professionale sono disposti a mettere in gioco le loro competenze per creare una nuova prospettiva politica fa sorridere".

Quindi non tutto è perduto?
"Assolutamente no, i giovani vogliono combattere per il loro futuro ma non si tratta di una contesa generazionale. È una battaglia di equa rappresentanza degli uomini e delle idee".