I guru sbarcati in politica che si scoprono dilettanti

Grasso balbetta sull'Imu, Ingroia s'impappina sull'economia, la Tinagli fa scena muta: osannati come maestri, ora alle prese con i problemi reali del Paese rimediano figuracce

Da venerati maestri o giovani promesse a soliti noti, o anche meno, nel lampo di una frase: mi candido. Li si ascoltava con rispetto, ora li si guarda come dilettanti allo sbaraglio, messi sotto senza sforzo da mestieranti della politica che un attimo prima, davanti a loro, si sarebbero taciuti. È bastato un attimo e si ritrovano semplici questuanti di voti, tra i mille altri nel suk elettorale, ex personalità autorevoli divenute aspiranti colleghi di Scilipoti, con relativo downgrading istantaneo, giornalisti influenti prossimi a mutarsi in «un manipolo di frustrati, costretti a pigiare un pulsante in base agli ordini di partito» (Gramellini sulla Stampa). Ma chi gliel'ha fatto fare? L'effetto, su tutti, è tristemente peggiorativo: tendono a sgonfiarsi come palloncini.

A Piero Grasso, quando parlava da procuratore nazionale dell'Antimafia, si dedicavano copertine di settimanali e interviste dalla prima pagina sui quotidiani, per rimarcare l'eccezionalità dell'interlocutore. Adesso, da candidato nell'esercito di mille candidati, e fuori dai recinti di competenza (le reti criminali, il business della 'ndrangheta, le rotte della cocaina), magari a parlare di Imu o di ricette per ridurre il debito pubblico, racimola persino lui, magistrato stimato, magre figure, esposto al giudizio ultimo del telespettatore-elettore. La Rete poi è spietata e commenta in diretta. Mentre Grasso parlava a Ballarò, da candidato tuttologo, su Twitter lo sbertucciavano come l'ultimo dei peones dalla sintassi malferma: «La mafia si mangia le mani. Ha fatto di tutto per screditare Grasso, bastava mandarlo a Ballarò», «Se Grasso lottava contro la mafia come lotta contro l'italiano, era un partita persa», e via con una lunga serie di stroncature micidiali. In tv, da politici, tocca parlare di tutto, e specie, di questi tempi di finanza pubblica, spread e swap, anche senza essersene mai occupati. A quel punto le ricette possono diventare bizzarre. Grasso, ad esempio, ha proposto che gli italiani consumino solo prodotti italiani, una specie di autarchia. Sempre Twitter: «Consiglio un corso di economia domestica agli ex-magistrati... Tra Ingroia e Grasso sto affogando nelle lacrime...». Perché un altro che ha perso l'aura di santone per diventare santino elettorale è proprio Ingroia, anche lui già decaduto al rasoterra dello show politico. Da candidato, il telespettatore ti fa, legittimamente, l'esame a raggi X, come ti vesti, come parli, come rispondi alle provocazioni, qualità che da magistrato o professore universitario potevi anche non avere, ma da politico sì. E qui, specie i magistrati, cascano col botto. «Grasso, Ingroia, Di Pietro. Per entrare in magistratura bisogna fare un esame di lingua italiana. E non superarlo».

Anche Ingroia, pur controverso come pm, lo si leggeva con attenzione in cerca di segreti di Stato. Adesso, da capolista tra le liste, sembra anche lui l'avventore del Bar Sport, specie quando si arrabatta sull'economia. L'effetto del suo diario del Guatemala, già interrotto alla seconda pagina, è perturbante, perché letto inevitabilmente come programma politico. E vai con lo sfottò anche per lui, spernacchiabile in quanto già politico (categoria con credibilità pari ai venditori di orologi sul canale 956) quando dice che ha lasciato l'incarico Onu in Guatemala perché «quando la Patria chiama occorre rispondere», ma che se gli va male non ha dubbi «che alle Nazioni Unite e in Guatemala siano pronti a riaccogliermi», Onu a cui peraltro ha spiegato, dopo qualche settimana di permanenza caraibica, come migliorare la lotta «contro l'impunità a ogni latitudine, Guatemala compreso». Già pronto per la copertina di Crozza.

Il downgrading colpisce tutti. Anche l'austero Monti, a cui prima ci saremmo rivolti con il voi, ora fa «wow» e faccine su internet, costringendo il direttore del Corriere (dove Monti vergava editoriali) a bacchettarlo pubblicamente: «Niente wow e faccine, è come andare in bermuda all'inaugurazione di un anno accademico». Gli altri già in mutande, Monti almeno in bermuda. Si sgonfia pure Irene Tinagli, docente universitaria e ora candidata montiana, dopo decenni di studi non trova di meglio, interrogata sulle ricette per abbassare le tasse, che dire: «Un gruppo di esperti sta studiando come». A quaranta giorni dal voto, attende gli esiti. Anche per lei riduzione di statura in vista. Salgono in politica, scendono di peso.

Commenti

handy13

Ven, 11/01/2013 - 09:36

...che i magistrati facciano politica,..e scendano in politica è la più grossa anomalia di una nazione...perde credibilita' tutto il sistema,....purtroppo la colpa è di quei magistrati onesti che NON hanno contestato, isolato, criticato, espulso, multato chi portava discredito a tutta la categoria,....(solo tanti magistrati possono attaccare un magistrato) nessun altro organo può fare qualcosa....

Ritratto di 02121940

02121940

Ven, 11/01/2013 - 09:42

Che dire? Hanno una laurea in giurisprudenza ed hanno superato un concorso. Non mi sembra un titolo di per sé sufficiente, anche se moltissimi parlamentari in carica hanno mostrato livelli di ignoranza preoccupanti. Non ho molta fiducia nella magistratura in genere, ma mi augurerei che chi di loro passa alla politica poi non possa tornare indietro: eventualmente faccia l'avvocato, se ne è capace.

cgf

Ven, 11/01/2013 - 10:00

mi ricorda un certo sindaco di una cittá della pianura padana, tanto clamore e Parma....

ARNJ

Ven, 11/01/2013 - 10:02

Questi sono DILETTANTI ALLO SBARAGLIO.........poveri noi......con gente del genere l'Italia va in malora........non sono preparati su nulla........sono abituati ad inventarsi le false accuse ed a sostenere l'insostenibile.......QUESTO NON E' PROPRIO IL LORO MESTIERE !!!!!!....TORNINO A FARE I GIUDICI, CERCANDO DI MIGLIOTRARSI, ALTRIMENTI PROVINO A FARE GLI AVVOCATI........E POI VEDRANNO CHE....................

CARLINOB

Ven, 11/01/2013 - 10:06

Come sempre : alla fine agli Italiani piace di più farsela raccontare dai soliti vecchi arnesi come ho sentito dire in questi giorni . Se te la racconta Casini , Fini , la Rosy Bindy , Berlusconi , il Dr. Sottile, allora va bene : è chiaro che non si inventa niente ed abbiamo il governo e le amministrazioni che ci meritiamo. Che pena , anche se non ho grande simpatia per Ingroia e Grasso dato che dovrebbero avere il coraggio di parlare solo di quello di cui sono competenti !!!

ARNJ

Ven, 11/01/2013 - 10:14

Mi domando come mai il CSM non si accorga che la discesa in campo di certi magistrati è dannosa per la credibilità di tutta la categoria.......questa è una cosa che stupisce la maggior parte degli italiani per bene....!!!!..

esperto

Ven, 11/01/2013 - 10:23

è una cosa triste, la corsa alla poltrona politica aumenta,il posto è molto remunerativo, ed hai risolto per la vita il problema finanziario.E l'italia? tiramo a campà,diceva un ex.

marioMerc

Ven, 11/01/2013 - 10:41

Senza entrare nel merito di chi siano questi personaggi, ma non mi pare che qui in italia si trovino esattamente dei "professionisti" della politica...

robylella

Ven, 11/01/2013 - 10:47

Le figuracce sono assicurate quando si sopravalutano le proprie capacità. Sono giuristi e non capiscono un tubo di economia, ma ne parlano come se fossero i depositari dell'unica verità, ma in realtà sono degli spaventosi ingnoranti della materia! Ben vengano le figuracce di questi incapaci! È ora che la gente si rivolga a chi sia veramente competente per formazione e conoscenza, per risolvere i veri problemi! Se ho le scarpe rotte, vado dal calzolaio a farmele riparare e non dall'avvocato o dal farmacista. Non vi pare? Purtroppo tanti si rivolgono all'avvocato sapientino di turno ....

Triatec

Ven, 11/01/2013 - 10:55

I giudici pensano troppo alla politica e non trovano il tempo di celebrare i processi. Migliaia di detenuti in attesa di giudizio, tra questi alcuni hanno sulle spalle omicidi che, per decorrenza dei termini, vengono rimessi in libertà. I giudici che scendono in politica pretendono di salvare l'Italia, invece spesso salvano indagati che, non processati, tornano liberi.

blues188

Ven, 11/01/2013 - 11:56

Lo vedi cosa succede a regalare le lauree come fanno al Sudde? Poi questi parlano come mangiano e tirano fuori sconcezze mentali assurde, che finché rimangono nell'ambito territoriale, passi, ma quando alzano la testa e si infilano in un piano appena superiore, casca l'asino. Ci vogliono scuole serie e molto selettive (a partire già dagli insegnanti, a dire il vero), non fabbriche di posti di lavoro come al Sudde, ché tanto poi li assorbe il Nord.

kayak65

Ven, 11/01/2013 - 12:24

un magistrato che impersona lo stato,fonda un partito con il nome rivoluzione civile, e' la piu' grossa anomalia e bestialita' che uno stato democratico puo' avere.la realta' e' che questi incapaci non vogliono vincere, perche' vincere vuol dire governare e governare vuol dire avere un sacco di guai e scontento.i nuovi fanfaroni vorrebbero essere soltanto eletti per godere dei benefit della casta e per sparare a zero sulla maggioranza, senza sporcarsi le mani.il caso bertinotti ha fatto storia.e puntualmente guarda caso sempre dalla sinistra, fioriscono altri papaveri destinati ad essere soli,inutili e dannosi in mezzo ad un campo di grano che e' la nostra povera italia.

Wolf

Ven, 11/01/2013 - 13:06

sentirli parlare è come prendere una purga....

Ritratto di nontelomandoadiretelodico

nontelomandoadi...

Ven, 11/01/2013 - 13:19

NON CI BASTANO I NOSTRI GUAI, CI DOBBIAMO FARE CONOSCERE ANCHE ALL' ESTERO ?....IH IH IH IH, TORNA IN GUATEMALA E STATTE ZITTO CHE E' MEGLIO PER TUTTI, SOPRATUTTO PER TE, CHE DI CHE GUEVERA DE NOANTRI, NON CE NE DI BISOGNO,IL POLLAIO E' GIA' SUFFICIENTEMENTE AFFOLLATO, VAI! VAI! EEEE..VAI!

tiptap

Ven, 11/01/2013 - 14:05

Ma cosa vi aspettavate, non li avevate visti prima?! A proposito dell'italiano: la sinistra ha lavorato intensamente, soprattutto dal '68 in poi, all'obiettivo di far crescere generazioni di ignoranti, incompetenti, incapaci, perche' un popolo ignorante si imbroglia e si controlla meglio. Per i comunisti il popolo è al servizio dello stato e non viceversa. A cosa credete servissero le "occupazioni", gli "esami di gruppo", a cosa credete che servano i comitati di studenti che giudicano i loro insegnanti, la promozione facile od obbligatoria, il "buonismo", l'eliminazione del voto di condotta (reintrodotto dalla Gelmini: un punto a favore suo e di Berlusconi), la non responsabilità, la condanna di qualsiasi tipo di "punizione", la ridicolizzazione di ogni regola di rispetto degli insegnanti e cosí via? Il "popolo bue" si sfrutta meglio...

Ritratto di Bartuldin

Bartuldin

Ven, 11/01/2013 - 14:31

Il Procuratore Vigna disse una cosa verissima: Un magistrato non puó e non deve mettersi in politica, neppure quando é in pensione. Potrebbe dar adito a sospetti che, durante l'espletamento del suo officio, possa avere operato fuori dai rigidi canoni della imparzialitá. Aveva perfettamente ragione.

Ritratto di GABRIELE FOGLIETTA

GABRIELE FOGLIETTA

Ven, 11/01/2013 - 14:36

Solo da noi può accadere che un cittadino, dopo aver ricevuto mandato ad indagare su un altro cittadino, riceva il benestare a schierarsi politicamente contro lo stesso sul quale ha indagato. La riforma della giustizia dovrebbe partire da ciò: Chi diventa magistrato rinuncia ad ambizioni politiche, salvo poterlo di nuovo fare dopo 5 anni di allontanamento dalla magistratura.

francoberto

Ven, 11/01/2013 - 17:32

Caro Bracalini,circa la figura demenziale dei magistrati messi a "giocare in trasferta" ha detto tutto e bene(Grasso a blaterare di economia mi ha fatto autentica compassione!).Resta un dubbio:limite specifico o LIMITE (punto e basta)? A giudicare dall'andazzo della giustizia,azzarderei la seconda ipotesi... Ps Sostengo da sempre che un corso di laurea da venti esami,più un concorso(senza filtri psico.attitudinali,nè "di livello")non possono garantire l'eccellenza. Mentre la mediocrità,fuori dalla toga,eccome se la hanno dimostrata!