I Lombardo (padre e figlio) alla sbarra

I voti di papà, quasi 10mila, gli hanno regalato a soli 24 anni, uno scranno di deputato al Parlamento siciliano e uno stipendio di circa 9mila euro. Ma il rovescio della medaglia è una brutta tegola. Sì, perché i giudici di Catania hanno deciso di mandare direttamente a processo - saltando il passaggio dell'udienza preliminare - lui, Toti Lombardo, giovane delfino (anzi «pescespada», come si autodefinì in campagna elettorale) dell'ex governatore di Sicilia, e anche papà Raffaele. Il motivo? Reato elettorale, altrimenti detto voto di scambio. Per garantire l'elezione del secondogenito dell'ex presidente della Regione siciliana, avrebbero infatti promesso posti di lavoro in cambio di voti. E in un caso il lavoro sarebbe anche stato dato. Lombardo senior e Lombardo junior, che nella fase preliminare dell'inchiesta si erano avvalsi della facoltà di non rispondere ai pm, dovranno adesso presentarsi di fronte al giudice monocratico di Catania, il prossimo 19 maggio.