I precari pugnalano la collega: «Faceva porno-soft»

Il tribunale proletario dei precari ha emesso la sua condanna contro la nemica del popolo Sonia Topazio. La sentenza contro l’addetta stampa dell’Istituto nazionale di geofisica non prevede appello: morte (sociale) per sputtanamento. I 400 precati dell’Ingv sono sia giuria che accusa (la difesa ovviamente non è prevista). Ecco il reato: i «cari colleghi» di Sonia Topazio hanno fatto sapere via web che lei è stata assunta all’ufficio stampa nonostante da giovane abbia girato dei film soft porno. Che competenza in sismologia può avere una che ha girato Corti circuiti erotici, Vol.2 di Tinto Brass oppure Benedetta trasgressione? Evviva i sismologi precari, che fanno gli straordinari per far la guardia contro gli usurpatori di meriti.
Oltretutto Sonia Topazio, con quel nome che pare inventato da Tinto Brass, non cerca di rendersi simpatica. Intervistata dal Corriere.it ammette lei stessa: «Come ho avuto questo posto? Mi ha raccomandato un politico». Rea confessa. Ma non tutto torna. A sollevare la questione della raccomandazione non sono stati i precari del movimento. Loro tanto preparati eppure da tanti anni sono appesi ai rinnovi dei contratti, insistomo. Che invece è un’accusa piuttosto scricchiolante. I precari infatti fanno girare le foto ammiccanti di Sonia, ma dimenticano di dire che i filmetti li girò a 18 anni. Oggi ne ha 42. E da dieci si occupa di comunicazione. La «raccomandata» dignitosamente non nega il suo (lontano) passato si limita a chiedere di verificare i suoi titoli, tra cui l’iscrizione alle associazioni dei giornalisti scientifici in Italia e in Europa. Ma vallo a spiegare, una volta che il venticello della malignità inizia a soffiare in Rete. E pensare che al movimento la sua faccia piacente aveva fatto comodo quando era finita sui manifesti dei cortei di protesta dei precari della ricerca. Tra l’altro Sonia Topazio resta tutt’ora una precaria, seppur raccomandata. I colleghi non hanno esitato a pugnalarla, con un’accusa che emana un forte odore di sessismo. Tanto più che nessuno pone la vera domanda: ma perché l’Ingv ha ben 1.000 dipendenti, di cui ben 400 precari? Non è che è un altro ente statale gonfiato di amici degli amici? «Non cosa di mia competenza. Certo che la tendenza nel mondo è di enti con massimo 100 scienziati», ammette Emanuela Guidoboni, la ricercatrice che ha denunciato il rischio terremoti a Ferrara. Ma questo su internet i precari non lo scrivono.