I PRECEDENTI

Utilizzare carcerati in caso di calamità, come ha proposto il guardasigilli Paola Severino ha dei precedenti che segnalano come anche chi vive in carcere all’occorrenza ha saputo rimboccarsi le maniche e aiutare chi aveva bisogno.
Ecco alcuni dei casi più significativi. Novembre 1994, 40 detenuti volontari si misero a disposizione del coordinamento soccorsi nelle zone colpite dall’alluvione. Nel settembre 1998, 10 detenuti della Casa circondariale di Lauro vennero utilizzati per lavori di pulizia e manutenzione delle strade, bonifica dei canali ostruiti dall’alluvione di maggio. A dicembre 2004, i detenuti del penitenziario di Mamone vanno in aiuto delle popolazioni di Galtell, colpite dall’alluvione che interessò la Sardegna centrale. Un centinaio si occupò di spalare il fango, ma alcuni, esperti allevatori, aiutarono i pastori e le loro greggi. E nel 2009 con il terremoto dell’Aquila, i detenuti di Rebibbia, esperti nella ristorazione collettiva, hanno ottenuto di poter usufruire del loro permesso premio per cucinare in una delle tendopoli. E a Roma, nel dicembre del 2009, alcuni detenuti del carcere di Rebibbia hanno partecipato alla pulizia di un’area dei Fori Imperiali.