Imprese L'invito di Confindustria

«Siamo nella tempesta: servono molta coesione e grande compattezza» nel Paese e nella politica intorno all'azione del governo. È l'invito lanciato dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, all'indomani di un incontro riservato con il presidente del Consiglio. Quanto durerà il governo Monti? «I problemi della politica non li conosco, non posso esprimermi», risponde, ma «la situazione è complicata. Siamo su una barca nella tempesta e dobbiamo remare tutti nella stessa direzione», avverte il leader degli industriali. All'invito risponde il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: per uscire dalla tempesta, dice, «formuliamo insieme, sindacati e imprese, una proposta per il patto sociale, indichiamo insieme al governo Monti e alla forze di maggioranza obiettivi condivisi e strumenti necessari, come avvenuto in altre stagioni del Paese».
L'Italia non è nelle condizioni della Spagna, ma comunque in un quadro che crea grande preoccupazione, è lo scenario visto da viale dell'Astronomia. Per il leader degli industriali la nostra economia reale è scossa dalla crisi ma ha fondamentali solidi. «Credo che l'Italia sia più forte della Spagna come Paese, siamo molto più competitivi e molto più forti, e a differenza della Spagna non abbiamo l' esplosione della bolla immobiliare». Mentre l'Abi, l'associazione bancaria, avverte che oggi è «in seria discussione il futuro dell'euro» e stima che il segno più per il Pil in Italia tornerà solo nel 2014 (+0,6%), dopo un calo del 2% quest'anno e dello 0,2% nel 2013. Non solo: anche se i ricavi ripartiranno, per le banche il recupero non riuscirà a coprire le recenti perdite di reddito. Nessun milgioramento in vista, intanto, sul fronte del credit crunch che soffoca le imprese: la Banca d'Italia, in una indagine sul credito bancario, rileva che «il grado di restrizione dei criteri adottati nella concessione di prestiti» alle imprese nel secondo trimestre 2012 «è rimasto invariato, anche se, secondo le valutazioni degli intermediari, la restrizione dei criteri di offerta cesserebbe nel trimestre in corso»; mentre sul fronte delle famiglie «si è annullato l'irrigidimento dei criteri di concessione» dei mutui per l'acquisto di abitazioni, ma resta «un lieve irrigidimento» per il credito al consumo e gli altri prestiti.