Incontro Buzzetti-Lupi. L'edilizia di nuovo al centro dell'azione di governo

Il presidente dell'Ance ha ricevuto il ministro per le Infrastrutture nella sede romana dell'associazione, per un confronto con i costruttori e ha espresso un giudizio positivo sull'esecutivo Letta

«Il Governo ha finalmente cambiato la politica economica: ha messo l'edilizia al centro, non con chiacchiere ma con provvedimenti. La crisi del settore non è finita, ma la rotta intrapresa è quella giusta». Lo ha detto il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti, durante l'incontro a Roma dei costruttori con il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi.
Buzzetti ha espresso così il giudizio positivo nei confronti di un esecutivo, ha spiegato, «che ci sentiamo di sostenere fortemente».
L'Ance ha stimato una ricaduta sull'economia di 48 miliardi di euro e la creazione di 250 mila nuovi posti di lavoro nel biennio 2013-14 per l'impatto delle misure sulla casa e sull'edilizia già varate dal governo (pagamenti Pa, potenziamento delle agevolazioni fiscali su ristrutturazioni e risparmio energetico, anticipazione obbligatoria del 10% sui lavori pubblici, abolizione dell'Imu sui fabbricati invenduti delle imprese e misure per il rilancio dei mutui) e di quelle previste nella prossima legge di stabilità (cioè, una prima tranche di 5 miliardi di investimenti infrastrutturali, il pagamento di ulteriori 10 miliardi di debiti pregressi alle imprese di costruzioni e la messa a regime degli incentivi del 50% e del 65%).
Considerata la delicata situazione politica attuale, il numero uno dei costruttori italiani ha auspicato che prevalga un «senso di pacificazione generale del Paese», perchè «un Paese equilibrato dovrebbe sapere che non può continuare a stare sull'orlo di un precipizio».
Nell'incontro nella sede romana dell'Ance, il ministro Lupi ha annunciato il via libera di due opere molto importanti.
«Il prossimo Cipe - ha detto- dovrebbe, il 26 settembre, per la prima volta approvare finalmente due progetti importanti, la Pedemontana piemontese e la Orte-Mestre».
E Lupi ha anche affermato: «In questo momento l'aumento di un punto dell'Iva avrebbe un effetto recessivo. Dobbiamo lavorare in questi giorni perchè l'aumento dell'Iva non scatti».
Il titolare di Infrastrutture e Trasporti ha precisato che si sta discutendo con il ministro dell'Economia Saccomanni «per verificare le coperture».
E ha lanciato una frecciata al Commissario Ue per gli Affari economici e monetari Olli Rehn. Come rispettare il tetto del 3% per il rapporto deficit/Pil, ha spiegato Lupi, «lo decide l'Italia, non un Commissario: siamo un Paese sovrano, fondatore dell'Europa unita, non siamo commissariati» .
Il presidente dell'Ance Buzzetti ha parlato a Lupi del piano per le scuole.
I costruttori lanciano un grido d'allarme, ricordando che in Italia oltre 24 mila edifici scolastici si trovano in aree ad elevato rischio sismico e circa 6.250 sorgono in aree a forte rischio idrogeologico.
Secondo l'Ance ci sono 2,5 miliardi di risorse ancora da attivare: circa 1,2 dei 2,3 mld - il 53% - stanziati nel 2004-2012, cui si aggiungono 1,3 mld stanziati nel 2013 (450 milioni nel dl Fare e 850 milioni nel dl Istruzione).
«Pur in assenza dell'anagrafe ministeriale, lo stato degli edifici scolastici del nostro Paese emerge in modo preoccupante da un recente Rapporto Ance-Cresme sulla situazione degli edifici strategici nazionali in relazione allo stato del territorio italiano», ha spiegato Buzzetti il giorno prima in un'audizione alla commissione Cultura della Camera, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla situazione dell'edilizia scolastica in Italia.
«Questa situazione - per Buzzetti - è il risultato più eclatante della mancanza di una politica di manutenzione del Paese e del progressivo disimpegno dello Stato nella realizzazione di interventi, come quelli di messa in sicurezza delle scuole e di mitigazione del rischio idrogeologico, in grado di garantire la qualità della vita dei cittadini».
Secondo Buzzetti è quindi «necessario avviare un piano massiccio che preveda tre grandi filoni di intervento: la costruzione di nuove scuole, in sostituzione di quelle obsolete, stimate in circa 15.000 unità (un terzo del patrimonio esistente); la messa in sicurezza degli edifici esistenti; la riqualificazione energetica e gli adeguamenti funzionali degli edifici esistenti».
Per l'Ance, l'avvio di un consistente programma di riqualificazione degli edifici scolastici dovrebbe rappresentare un elemento centrale di un più ampio programma prioritario di investimenti infrastrutturali, da definire già nell'ambito della prossima legge di stabilità.