Inizia la ripresa: per la prima volta cala la cassa integrazione

In diminuzione la Cig ordinaria su base annua. E' un forte segnale positivo per la grande industria

Scendono a novembre le ore autoriz­zate di cassa integrazione: rispetto allo stesso mese del 2009 - ha certifi­cato ieri l’Inps - hanno registrato l’8%in meno.In particolare sono sta­te autorizzate 90,7 milioni di ore con­tro i 98,6 milioni di novembre 2009. Ancora in salita invece, anche per le riconversioni, la cassa integrazione straordinaria con un aumento del 36,1% e per effetto appunto delle ri­strutturazioni delle aziende ancora in corso e dell’esaurimento della cas­sa ordinaria. Ma a testimonianza del fatto che il calo è reale e generalizza­to, c’è il dato congiunturale, mese su mese: -10% di Cig rispetto allo scor­so ottobre. Quella ordinaria è calata del 12,7%; quella straordinaria del 8,6%, mentre le ore di cassa in dero­ga sono calate del 9,9%. Si sono raf­forzati i segnali positivi di maggio, ha commentato il presidente Inps Antonio Mastrapasqua.  

di Francesco Forte

I dati sulla cassa integrazione di novembre indicano che il recupero industriale, trainato dal commercio estero, è iniziato e si sta consolidando. Infatti le ore di cassa integrazione a novembre, non solo si sono ridotte rispetto a quelle di ottobre, ma anche rispetto a quelle del novembre 2009. E la riduzione è molto consistente, cioè del 10 per cento rispetto a ottobre e dell'8 per cento sul novembre dello scorso anno, passando a 90 milioni in novembre rispetto ai 100 di ottobre 2010 e ai 98 nel novembre 2009.
Di fronte a queste cifre non regge la tesi della Cgil secondo cui la ragione del massiccio calo sta nel fatto che molte imprese hanno esaurito le ore di cassa integrazione a cui avevano diritto. Infatti, se i problemi delle nostre imprese industriali non fossero diminuiti, accanto alle imprese che hanno esaurito le loro ore di cassa integrazione, ne spunterebbero altre che ne hanno bisogno e il calo non sarebbe così massiccio. Inoltre esso riguarda soprattutto le ore di cassa integrazione ordinaria che riguarda gli addetti delle imprese che lavorano con attività produttiva ridotta, ma non sono in crisi. Esse hanno una flessione di ore utilizzate del 12% rispetto allo scorso ottobre e del 10% rispetto al novembre dello scorso anno. Per la cassa integrazione in deroga, la riduzione di ore autorizzate è stata del 9,9% rispetto a ottobre, ma non c’è rispetto allo scorso anno. Questa cassa integrazione riguarda sia gli addetti con contratti di lavoro temporanei, non ammessi all’ordinaria, che le imprese che hanno diritto alla cassa ordinaria, e hanno esaurito il quantitativo di ore di loro spettanza. Se le ore di cassa integrazione in deroga sono calate rispetto al mese precedente di circa il 10%, ciò vuol dire che c'è stato meno bisogno di tali deroghe delle imprese che avevano esaurito il monte ore. E ciò smentisce la Cgil.
Anche per la cassa integrazione straordinaria che riguarda imprese in crisi o riconversione c’è una marcata flessione di ore in novembre su ottobre 2010 (8,6%), ma non rispetto al novembre 2009. Ciò non deve stupire, perché su questa cassa pesano, in larga misura, le riconversioni, che sono caratteristiche dei periodo di crisi e non si attuano rapidamente.
L’aria di ripresa riguarda essenzialmente l’industria la cui cassa integrazione ordinaria decresce nel novembre del 63% rispetto al novembre 2009 e del 44% nei primi undici mesi di quest’anno. La cassa ordinaria riguarda oltre alle imprese industriali anche quelle edili e di impiantistica, le elettriche e telefoniche, le cooperative, le aziende di prima trasformazione dei prodotti agricoli. In sostanza, sono le industrie che operano sul mercato internazionale, il nucleo fondamentale della Confindustria, che hanno diminuito la cassa integrazione, magari riversando sulle fornitrici parte dei problemi residui.
Ci sono vari sintomi per cui, con questo inverno e con la neve, è arrivata la primavera economica, anche se non l’estate. Le domande di disoccupazione nel novembre sono state 128.000 contro 133.000 in ottobre, un calo del 3,2%. Quelle di «mobilità», che riguardano lavoratori licenziati, per un nuovo lavoro, sono calate del 18,2%, da 7.900 a 6.500. L'industria registra nei primi 9 mesi del 2010 un aumento di fatturato del 9,7% sui primi 9 del 2009. Ma mentre per il mercato interno la ripresa è ancora parziale, più 7,4%, essa è accentuata per l'export: più 15,5%.
E le prospettive, nonostante alcune oscillazioni, sono di miglioramento: gli ordinativi nei primi 9 mesi sono aumentati del 14,1%, con una divaricazione fra quelli sul mercato domestico, +9,4, e quelli sull'estero, +23,2%. Ciò testimonia che ci gioviamo della robusta ripresa tedesca e del riposizionamento sui mercati dell’Est asiatico, dell’Europa Orientale, dell’America Latina, del Nord Africa e del Medio Oriente, che ci compensano delle difficoltà in mercati tradizionali come quelli di Spagna, Portogallo, Grecia, mentre recuperiamo negli Usa e nel Regno Unito. Una primavera economica, da poco iniziata, è una stagione controversa, come capita in marzo e aprile. Ma apre prospettive che - insieme alla prudenza - inducono o ottimismo e comunque al respiro di sollievo. Mamma «cassa integrazione» non è più necessaria, il governo che l’ha fornita può essere rimpiazzato da uno che può dare cose più vivaci.