Il killer di Santhià sorvegliato a vista nella sua cella

È sottoposto ad una sorveglianza particolare da parte degli agenti di custodia del carcere di Vercelli, dove è richiuso da sabato, Lorenzo Manavella, il giovane che ha confessato di aver ucciso i nonni e la zia a santhià. La decisione è stata presa dai magistrati in accordo con il legale del ragazzo, Andrea Brignoglio. Si tratta, è stato precisato, di una di una misura assolutamente precauzionale per scongiurare l'eventualità che il ragazzo possa commettere qualche gesto contro se stesso. Oggi l'avvocato lo incontrerà di nuovo mentre nei prossimi giorni è prevista la convalida del fermo da parte del gip. E adesso, nei giorni dello sgomento e del lutto, mentre il padre dell'assassino promette di volere restare sempre vicino a suo figlio, la madre cinquantenne, Donatella Marletto, che anni fa si era separata dal marito, non trova parole. Oggi vive alla periferia del paese insieme al nuovo compagno: «Donatella è sconvolta e non vuole parlare con nessuno: rivolgetevi agli avvocati», le uniche parole che l'uomo ha pronunciato al citofono di casa. Sulla cittadina pesa l'eco della strage ma tutti sembrano voler far finta di nulla. Persino il parroco. Don Paolo Turati, nella messa celebrata ieri mattina, non ha fatto cenno alcuno alla tragedia.