«L’Europa non aveva scelta. Ora serve la crescita»

Bankitalia e Bce aiutino le piccole e medie imprese

Professor Luigi Campiglio, ordinario di politica economica alla Cattolica, cosa pensa del salvataggio delle banche spagnole?
«Non si poteva non fare la stessa cosa che gli Usa hanno fatto quattro anni fa, perché lo scoppio della bolla immobiliare impone alle banche spagnole di ricapitalizzarsi, cosa che non si può fare sul mercato nelle attuali condizioni».
Qual è la differenza con gli Usa?
«È tutta nella politica monetaria. Siamo di fronte a un problema europeo ma mancano gli strumenti come la possibilità di coordinare un alleggerimento della pressione fiscale. Servirebbe una politica monetaria espansiva che consenta se non di crescere, almeno di non arretrare».
C’è una scuola di pensiero che ritiene sia necessario prima abbattere il debito e poi stimolare l’economia altrimenti si creerebbe iperinflazione, soprattutto nei Paesi in difficoltà come il nostro.
«È una analisi legittima, certo. Ma tanto varrebbe tornare alle banche centrali nazionali».
Può spiegare meglio?
«In tutti i principali Paesi dell’area euro la priorità è il lavoro tranne che in Germania, dove si sta vivendo un ciclo economico di crescita giacché dalla moneta unica ha tratto guadagno in termini di avanzo delle partite correnti. Se tutti non si assumono le proprie responsabilità, è meglio tornare agli Stati nazionali: la gestione del debito non si può fare con la logica dei due tempi, cioè prima risanamento e poi crescita».
Non si è un po’ troppo indulgenti con Grecia e Spagna?
«La Germania ha chiuso tutti e due gli occhi al momento dell’ingresso nell’euro della Grecia. L’errore è stato quello di far diventare possibile l’impossibile: tre anni fa era inimmaginabile che la Grecia sarebbe diventata un infarto per l’area euro, eppure è stato così nonostante 30-50 miliardi fossero sufficienti per risolvere il problema».
Cosa servirebbe veramente?
«Costruire istituzioni stabili. Il fondo salva-Stati Esm è un ufficetto a Lussemburgo. Uno Stato federale dovrebbe avere garanzie comuni sui depositi contro la fuga dei capitali, ma oggi manca l’abc. Negli Usa non si dice che tutto va bene perché nella Silicon Valley l’economia tira».
E in concreto?
«Non si possono salvare solo le banche, serve una politica monetaria selettiva (come fatto con la Spagna). Le pmi italiane muoiono. Bisogna dare credito subito, magari con l’intervento di Bce e di Bankitalia».