L’INCHIESTA

Il caso che ha scatenato la bufera nel Pd è scoppiato lo scorso 20 luglio, quando la procura di Monza ha inviato un avviso di garanzia per corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti a Filippo Penati, ex capo della segreteria politica di Bersani, ex presidente della Provincia di Milano e vicepresidente del Consiglio della Regione Lombardia (si è dimesso in seguito all’inchiesta), nell’ambito di un’indagine sull’area Falck di Sesto San Giovanni. Per l’accusa, c’era un vero e proprio sistema di tangenti in cambio di concessioni edilizie e favori. Tra i principali accusatori dell’esponente del Pd uno dei coindagati, l’imprenditore Piero Di Caterina, che ha sostenuto di aver versato a Penati e per il partito, tra il 1997 e il 2003, oltre due miliardi di lire. Penati si è autosospeso dagli incarichi nel Pd e dall’incarico in Regione, e ha respinto tutte le accuse.