L'alluvione frena i soccorsi. Due morti nelle Marche

Piove senza sosta da oltre 48 ore e la regione finisce sott'acqua. Anziano ucciso da un malore, un altro travolto dal fiume in piena

Roma - L'acqua ha invaso abitazioni, scuole, negozi, cancellando ponti e strade. Ancora una volta il maltempo si fa beffa delle Marche e lo fa, come già era accaduto nel novembre scorso, in modo violento, provocando due vittime. C'era d'aspettarselo del resto, in una regione dove l'82 per cento dei comuni sono a rischio. Sono bastati due giorni di pioggia per dimostrare che la prevenzione non è stata fatta e che il territorio è sempre più fragile. La pioggia, che cade incessantemente da venerdì, ieri ha scatenato una sorta di psicosi. I centralini di vigili del fuoco e protezione civile sono stati presi d'assalto dai cittadini, che denunciavano allagamenti in palazzi, scantinati, esercizi commerciali e danneggiamenti di molte auto nel Fermano, a Porto San Giorgio, Lido di Fermo e Porto Sant'Elpidio, dove il sistema fognario non è riuscito a fare da filtro. Strade e sottopassi allagati anche in provincia di Ancona, fra Jesi e Senigallia, dove a scopo precauzionale è stata evacuata la frazione di Vallone e gli abitanti sono stati ospitati in due scuole. Ma a pagare il prezzo peggiore è stata Senigallia, divisa in due, per i ponti bloccati, e rimasta per ore senza energia elettrica e con le linee telefoniche in tilt.
In giornata è stato necessario rialzare artificialmente le sponde del fiume Misa, che è comunque uscito dagli argini in diversi punti, come anche il Cesano. E alla fine il bilancio è stato pesante. Un anziano, infatti, è stato travolto dalla piena del Misa a Borgo Bicchia di Senigallia: non ha fatto in tempo a salire sulla canoa di salvataggio, dopo aver aiutato altre persone a mettersi in salvo. A Senigallia, invece, un ottantaseienne colpito da malore è morto in attesa dell'autoambulanza, ferma per l'interruzione delle strade e, quando l'eliambulanza è giunta nell'abitazione, era tardi.

Ma un po' tutti i comuni hanno avuto problemi. Tra Ostra e Chiaravalle gli operai hanno lavorato per ore per liberare dall'acqua case e fabbriche. Purtroppo ad aggravare la situazione ci si è messo anche il mare mosso che, con il vento contrario, non ha assorbito l'acqua scaricata dai fiumi. Gravissimi secondo la Coldiretti le perdite per l'agricoltura e di danni incalcolabili parla anche Piero Farabollini, consigliere nazionale dell'Ordine dei geologi. «Dopo gli ultimi eventi del novembre 2013, del dicembre 2013 e dal febbraio 2014, cosa è stato fatto? - domanda -. Nelle Marche il dissesto idrogeologico si attiva appena dopo poche gocce di pioggia». «Altre situazioni di difficoltà ci sono state in passato ma non di queste proporzioni - spiega il presidente del Consiglio della Regione Marche, Vittoriano Solazzi -. Sono proporzioni drammatiche, soprattutto a Senigallia, ma anche in provincia di Pesaro e nella città». Il governatore, Gian Mario Spacca, ha fatto sapere che chiederà al più presto lo stato d'emergenza, ma ci vorranno giorni per tracciare un bilancio dei danni che si preannuncia pesante. Ora c'è solo da sperare che con il passare delle ore non aumenti la lista delle vittime o dei dispersi.