L'assessore di Pisapia ha già condannato D&G

Per fortuna che neanche un mese fa Giuliano Pisapia era arrivato elegante al pranzo di chiusura delle sfilate di moda maschile per celebrare il matrimonio Comune-fashion dopo due anni di polemiche e stangate continue. «Non ci faremo scippare la moda dalle altre città europee, lavorando insieme valorizzeremo le nostre eccellenze». Eventi collaterali, piazze per le sfilate all'aperto. Pace fatta? Il sindaco di Milano non ha fatto i conti con gli assessori scalpitanti della sua giunta. Ieri quello alle Attività produttive, Franco D'Alfonso, ideologo del movimento arancione, ha dettato le condizioni: «Se stilisti come Dolce e Gabbana (nella foto) ci chiedessero palcoscenici come piazza Duomo o il Castello dovremmo dire di no, il Comune non dia vetrine a chi evade il fisco, non è questo il nostro modello di eccellenza». A giugno D&G sono stati condannati a un anno e 8 mesi per omessa dichiarazione dei redditi. Assolti dall'accusa di dichiarazione infedele. Faranno ricorso ma l'assessore di Pisapia ha già scritto la sentenza.