Il leader a 5 Stelle ruba Guccini alla sinistra. I partigiani: è lui il dittatore

RomaIeri lo ha fatto notare le Monde. La provocazioni di Beppe Grillo non funzionano più, stanno stancando, sono diventate noiose. La tattica del fantasma che mozzica ha fatto il suo tempo, ma lui va avanti imperterrito. L'ultima è l'annuncio della morte della Festa della Liberazione con una sfilza di cause che ne hanno decretato il decesso, una ramanzina sulla falsariga di Dio è morto di Francesco Guccini, un successo dei Nomadi. Che è un po' come quando i fidanzatini di una volta a corto di fantasia si affidavano a Questo Amore di Jacques Prévert.
Decreta Beppe dal blog: «Il 25 aprile è morto nella nomina a presidente del Consiglio di un membro del Bildeberg, nella grassa risata del piduista Berlusconi in Parlamento il 25 aprile è morto, nella distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano il 25 aprile è morto». Lungo è il peana. La festa della Liberazione è morta «nella dittatura dei partiti, nell'informazione corrotta», nel tradimento della Costituzione, nella distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano. Sempre a cadenza Guccini, che all'epoca delle primarie Pd si era schierato con Bersani, prosegue: «Nell'informazione corrotta il 25 aprile è morto» così come «nel tradimento della Costituzione, nell'inciucio Pdl-Pdmenoelle, nella rielezione di Napolitano e il passaggio di fatto a una Repubblica presidenziale, nell'abbraccio tra Bersani e Alfano, nella mancata elezione di Rodotà, nella resurrezione di Amato, tesoriere di Bottino Craxi». E ancora: «Nel saccheggio Monte dei Paschi, nel debito pubblico, nel milione e mezzo di giovani emigrati per mancanza di lavoro». Conclusione: della festa della Liberazione «evitiamo di celebrarla, restiamo in silenzio col rispetto dovuto ai defunti, perché se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere». Ma Riccardo Lolli, 89 anni da Marzabotto, ex Brigata Stella Rossa più che piangere sbraita: «Se c'è un morto quello è lui con i suoi che lo seguono. Altro che pagliaccio, è un dittatore». «Grillo eviti di fare la parte del becchino planetario» twitta Nichi Vendola. «Il 25 Aprile è morto? Anche Dio è morto, ma Grillo non dice che dopo tre giorni è risorto», scherza il neopremier Letta. Chiude la Camusso: «Sarebbe come cancellare all'improvviso la memoria, pazzesco».