«Il leader c’è già, le primarie non servono»

Oggi a Napoli si tiene la manifestazione del Pdl. Annunciata la presenza di 10mila persone. Sono i potentissimi mezzi di Mr. Cosentino in Campania.
«Sono piuttosto i mezzi di un partito forte e radicato che dopo vent’anni di malgoverno della sinistra in questa Regione (e in quattro delle cinque province) vuole continuare a lavorare per cambiare».
Stando ai numeri però, a livello nazionale il Pdl è a rischio deflagrazione.
«Nelle ultime due settimane i sondaggi hanno registrato una crescita di consensi. È un segnale positivo».
Il segretario Alfano lo ha ricordato nel corso dell’assemblea dei gruppi parlamentari di martedì.
«Un’assemblea dove ha regnato un clima soporifero. Il problema è che a mio parere la crescita è dovuta prevalentemente alle esternazioni del presidente Berlusconi negli ultimi giorni. L’inversione di tendenza nei sondaggi è merito suo.
Berlusconi è ancora il traino del Pdl?
«Non c’è dubbio. Le sue uscite sulla linea da tenere in Europa nei confronti della Merkel, sull’euro e sul suo possibile ritorno in campo hanno pagato. Il nostro elettorato non digerisce il politichese. Siamo un partito carismatico, e il carisma è di Berlusconi».
Ad Alfano manca il quid?
«Ad Alfano manca la legittimazione congressuale che l’avrebbe reso più forte. Ma è chiaro che dopo Berlusconi c’è Alfano».
Le primarie si faranno?
«Quando il leader c’è già, le primarie non servono».
Come si esce dall’attuale impasse, secondo lei?
«Dobbiamo tornare a parlare alla gente, a proporre le nostre soluzioni per migliorare la vita di ogni giorno. Berlusconi riesce a farlo come nessun altro. Rinchiuderci nelle discussioni interne su apparati e organigrammi è il nostro canto funebre».
Ma Berlusconi ha detto di voler fare il ministro dell’Economia di un governo Alfano...
«Se lo dice lui io sono d’accordo».
Berlusconi è il maestro delle smentite.
«Siamo ancora in attesa».