L'economia reale del Prof: svuotare i mari italiani

«L'economia reale» che piace tanto al professor Monti? Svuotare i mari italiani. Mari tempestosi sui quali, fin dall'infelice prima uscita del governo dei tecnici quella della «tassa di transito», poi diventata «tassa di stazionamento» e poi ancora tramutatasi in tassa di possesso è soffiato il vento della protesta. Che ha spinto e sparpagliato le barche dei diportisti italiani e stranieri ben lontano dai porti italiani. E ha bastonato un mercato di 5,1 miliardi di euro di ricavi diretti.
«Mi sto guardando attorno mentre parlo con lei e, sarà per il vento a cinquanta nodi di ieri sera, sarà perché il clima non solo quello atmosferico resta incerto, oggi il porto è desolatamente vuoto. Sembra una giornata d'autunno». Sconsolatamente sincera la direttrice del Porto turistico internazionale di Rapallo, Marina Scarpino, che, sincerità per sincerità, aggiunge: «Possiamo già ritenerci soddisfatti noi perché su 400 ormeggi disponibili abbiamo avuto solo un calo fisiologico del dieci per cento ma è un dato di fatto che gran parte delle barche sono state messe in acqua dai proprietari solo a giugno e che la permanenza in porto è stata drasticamente ridotta. Non così fortunati possono dirsi i colleghi dei porti di Ponente che hanno dovuto subire una fuga in massa verso tutti i vicini porti della Costa Azzurra e verso la più gettonata affollata destinazione della Corsica, Saint Florent, che non ha più un ormeggio disponibile e ha dovuto addirittura ampliare rapidamente il porto per accogliere i turisti italiani spaventati dalle varie vessazioni».
«Non saranno trentamila le barche in fuga dall'Italia, come qualcuno ha azzardato, ma è un dato di fatto che su 150mila posti-barca disponibili nei porti italiani almeno un quindici per cento è destinato quest'anno a rimanere vuoto per colpa della politica del governo Monti». Così, a ragion veduta Roberto Perrocchio, presidente di Assomarinas, l'associazione che raggruppa circa un centinaio di porti turistici italiani. «Il pasticcio iniziale della tassazione dà l'impressione e non solo l'impressione di venire perseguitati dal fisco se solo si fosse scelto di fare le vacanze in barca o, peggio di comperare una barca, hanno procurato una falla enorme nell'economia del settore che si è ripercossa anche sull'attività di manutenzione e dell'indotto con un calo del 30 per cento degli introiti». Che la situazione sia piuttosto grama lo ammette, senza troppi giri di parole la direttrice di Marina Punta Faro, Paola Piovesana, a Lignano dove, basta girare l'angolo e si arriva in Slovenia e Croazia. «Sono stati furbi, da quelle parti: hanno subito proposto contratti biennali e preteso acconti e saldi per accaparrarsi i diportisti in fuga. Da noi abbiamo un buco di almeno 180 imbarcazioni che hanno traslocato a Portorose in Slovenia e in Croazia a Cittanova che l'anno scorso stava per fallire e a Orsera. Servizi decisamente inferiori rispetto a quelli che possiamo offrire in tutti i porti turistici italiani, ma prezzi concorrenziali».
Schiettezza di quelle terre anche dal porto di Marina di Rimini dove per il direttore Gianni Sorci «sono scappate almeno una quarantina di barche dai 20 ai 24 metri, cioè le barche più grandi che fanno la sostanza degli incassi». In rotta verso dove? «Non è un mistero che chi ha mollato Rimini si è diretto a Spalato, in Grecia e in Slovenia ma c'è chi ha scelto anche il Montenegro e l'Albania. Basta andarsene e non sentir più parlare di redditometro e spesometro». Posti vuoti, drammaticamente, anche al porto turistico di San Foca in Puglia. Dove sono finte le barche che mancano all'appello? «In Grecia, dove vuole che siano finite - risponde amareggiato il responsabile della Marina, Carlo Aprile - un indirizzo per tutti il porto di Gouvia a Corfù dove pare che gli italiani spaventati dai nostri governanti tecnici si siano rifugiati in massa e Gouvia ha subito pensato bene di offrire prezzi di ormeggio inferiori anche per attirare quella clientela di diportisti stranieri che di solito faceva rotta verso l'Italia. E in Sicilia? Anche qui il professor Monti è riuscito nell'intento di svuotare il mare e le tasche dell'irriducibile cavalier Pierino Rossi fondatore dell'omonimo porto turistico che si era appena avventurato in un pesante investimento per allargare la Marina di 800 metri. Risultato? «Risultato - sbotta Rossi - è che in giugno qui abbiamo visto solo due passaggi. Due passaggi sa che cosa vuol dire? Vuol dire che la gente anche nostri clienti di vecchia data ci sono venuti a dire che andavano a Malta. Malta ci porta via italiani ma anche un sacco di turisti stranieri che in tutti questi anni hanno sempre scelto di godersi le nostre isole, l'Etna e i nostri paesaggi».