La legge non è uguale per tutti Così la Cassazione si è tradita

Sconcertante linea delle Sezioni unite civili sul caso di un magistrato sanzionato. La Suprema Corte: vale il principio della discrezionalità. E le toghe di Md si salvano 

La legge è uguale per tutti. Ma non al tribunale dei giudici. Vincenzo Barbieri, toga disinvolta, viene inchiodato dalle intercettazioni telefoniche, ma le stesse intercettazioni vengono cestinate nel caso di Paolo Mancuso, nome storico di Magistratura democratica. Eduardo Scardaccione, altro attivista di Md, la corrente di sinistra delle toghe italiane, se la cava anche se ha avuto la faccia tosta di inviare un pizzino al collega, prima dell'udienza, per sponsorizzare il titolare di una clinica. Assolto pure lui, mentre Domenico Iannelli, avvocato generale della Suprema corte, si vede condannare per aver semplicemente sollecitato una sentenza attesa da quasi sette anni. Sarà un caso ma il tribunale disciplinare funziona così: spesso i giudici al di fuori delle logiche correntizie vengono incastrati senza pietà. Quelli che invece hanno un curriculum sfavillante, magari a sinistra, magari dentro Md, trovano una via d'uscita. Non solo. Quel che viene stabilito dalla Sezione disciplinare del Csm trova facilmente sponda nel grado superiore, alle Sezioni unite civili della Cassazione, scioglilingua chilometrico, come i titoli dei film di Lina Wertmüller, per indicare la più prestigiosa delle corti.

E proprio le Sezioni unite civili della Cassazione, nei mesi scorsi, hanno teorizzato il principio che sancisce la discrezionalità assoluta per i procedimenti disciplinari: se un magistrato viene punito e l'altro no, si salva anche se la mancanza è la stessa, pazienza. Il primo se ne dovrà fare una ragione. Testuale.
Così scrive l'autorevolissimo collegio guidato da Roberto Preden, dei Verdi, l'altra corrente di sinistra della magistratura italiana, e composto da eminenti giuristi come Renato Rordorf e Luigi Antonio Rovelli, di Md, e Antonio Segreto di Unicost, la corrente di maggioranza, teoricamente centrista ma spesso orientata a sua volta a sinistra.

A lamentarsi è Vincenzo Brancato, giudice di Lecce, incolpato per gravi ritardi nella stesura delle sentenze e di altri provvedimenti. La Cassazione l'ha condannato e le sezioni unite civili confermano ribadendo un principio choc: la legge non è uguale per tutti. O meglio, va bene per gli altri, ma non per i giudici. Un collega di Lecce, fa notare Brancato, ha avuto gli stessi addebiti ma alla fine è uscito indenne dal processo disciplinare. Come mai? È tutto in regola, replica il tribunale di secondo grado. «La contraddittorietà di motivazione - si legge nel verdetto del 25 gennaio 2013 - va colta solo all'interno della stessa sentenza e non dal raffronto fra vari provvedimenti, per quanto dello stesso giudice». Chiaro? Si può contestare il diverso trattamento solo se i due pesi e le due misure convivono dentro lo stesso verdetto. Altrimenti ci si deve rassegnare. E poiché Brancato e il collega più fortunato, valutato con mano leggera, sono protagonisti di due sentenze diverse, il caso è chiuso.

Senza se e senza ma: «Va ribadito il principio già espresso da queste sezioni unite secondo cui il ricorso avverso le pronunce della sezione disciplinare del Csm non può essere rivolto a conseguire un sindacato sui poteri discrezionali di detta sezione mediante la denuncia del vizio di eccesso di potere, attesa la natura giurisdizionale e non amministrativa di tali pronunce». Tante teste, tante sentenze. «Pertanto non può censurarsi il diverso metro di giudizio adottato dalla sezione disciplinare del Csm nel proprio procedimento rispetto ad altro, apparentemente identico, a carico di magistrato del medesimo ufficio giudiziario, assolto dalla stessa incolpazione». Tradotto: i magistrati, nelle loro pronunce, possono far pendere la bilancia dalla parte che vogliono.
Il principio è srotolato insieme a tutte le sue conseguenze e porta il timbro di giuristi autorevolissimi, fra i più titolati d'Italia.

È evidente che si tratta di una massima sconcertante che rischia di creare figli e figliastri. È, anche, sulla base di questo ragionamento che magistrati appartenenti alle correnti di sinistra, in particolare Md, così come le toghe legate alle corporazioni più strutturate, sono stati assolti mentre i loro colleghi senza reti di rapporti o di amicizie sono stati colpiti in modo inflessibile.

Peccato che questo meccanismo vada contro la Convenzione dei diritti dell'uomo: «L'articolo 14 vieta di trattare in modo differente, salvo giustificazione ragionevole e obiettiva, persone che si trovino in situazioni analoghe».

Per i giudici italiani, a quanto pare, questo criterio non è valido. Non solo. La stessa Cassazione, sezione Lavoro, afferma che la bilancia dev'essere perfettamente in equilibrio. Il caso è quello di due dipendenti Telecom che avevano usato il cellulare aziendale per conversazioni private. Il primo viene licenziato, il secondo no. E dunque quello che è stato spedito a casa si sente discriminato e fa causa. La Cassazione gli dà ragione: «In presenza del medesimo illecito disciplinare commesso da più dipendenti, la discrezionalità del datore di lavoro non può trasformarsi in arbitrio, con la conseguenza che è fatto obbligo al datore di lavoro di indicare le ragioni che lo inducono a ritenere grave il comportamento illecito di un dipendente, tanto da giustificare il licenziamento, mentre per altri dipendenti è applicata una sanzione diversa». Il metro dev'essere sempre lo stesso. Ma non per i magistrati, sudditi di un potere discrezionale che non è tenuto a spiegare le proprie scelte.

La regola funziona per i dipendenti Telecom, insomma, per i privati. Non per i magistrati e il loro apparato di potere. La legge è uguale per tutti ma non tutti i magistrati sono uguali davanti alla legge.

(5. Fine)

Commenti

pansave

Lun, 19/08/2013 - 08:43

L'oligarchia togata continua a delegittimare l'Italica civiltà millenaria.

Ritratto di GABRIELE FOGLIETTA

GABRIELE FOGLIETTA

Lun, 19/08/2013 - 08:46

Ho avuto modo di scriverlo in un "post" degli scorsi giorni. Non serve la legge. Non servono le prove, i fatti. Basta il giudice giusto, al posto giusto, nel momento giusto.

maesto

Lun, 19/08/2013 - 09:08

CSM come il marchese del grillo: io sono io e voi non siete un c....

rossini

Lun, 19/08/2013 - 10:01

Come a dire: "la legge è uguale per tutti, ma le sentenze no"! E' con principi di questo tipo che in Italia si sta affermando la DITTATURA DEI GIUDICI! Andate, correte a firmare i referendum sulla Giustizia Giusta dei Radicali prima che sia troppo tardi!!!

giovanni PERINCIOLO

Lun, 19/08/2013 - 10:05

"Tradotto: i magistrati, nelle loro pronunce, possono far pendere la bilancia dalla parte che vogliono. Il principio è srotolato insieme a tutte le sue conseguenze e porta il timbro di giuristi autorevolissimi, fra i più titolati d'Italia." Sempre sicuri che la legge é uguale per tutti??? E il sommo magistrato, al secolo re Giorgio, continua a sonnecchiare!

LAMBRO

Lun, 19/08/2013 - 10:39

DISCREZIONALITA' (la loro)! Ciò è la loro DITTATURA!! Inutile lo SFORZO di LETTA per RASSICURARE i MERCATI !!!Gli INVESTITORI NON SI FIDANO e DELOCALIZZANO!! MAGARI SCAPPANDO di NOTTE!!

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Lun, 19/08/2013 - 11:53

Poco tempo fa, un giudice ha affermato di avere emesso una sentenza "secondo coscienza". Andiamo bene! Altro che interpretazione o discrezionalità! Se un giudice si commuove facilmente libera tutti!

handy13

Lun, 19/08/2013 - 12:04

...è brutto ammetterlo,..ma da quello che si legge,...NON c'è soluzione,...

ALASTOR

Lun, 19/08/2013 - 12:05

Noto con piacere che il giudice Esposito non è più l'oggetto principale degli articoli de Il Giornale. Ma siccome non vogliamo farci mancare nulla, ora allarghiamo l'orizzonte alla Magistratura ''in toto''. Bene. Naturalmente non ci si può aspettare simpatia e comprensione dai magistrati se da anni, tutti i giorni, li bombardate indiscriminatamente.

Libertà75

Lun, 19/08/2013 - 12:06

un giorno il nemico era Silvio Berlusconi, piano piano sarà la casta dei giudici

squalotigre

Lun, 19/08/2013 - 12:10

Solo in Italia vale il principio del libero convincimento del giudice. Con queste due paroline si giustifica qualsiasi nefandezza. Sentenze prive di prove oggettive, riscontri, perfino dell'oggetto del reato. Con il suddetto principio infatti si può condannare all'ergastolo un cittadino per omicidio senza che si sia trovato un cadavere, basta il convincimento del giudice. Basta la parola come per il confetto Falqui. A rimetterci non è Silvio Berlusconi, cosa che sta a cuore alla sinistra ed a certi giornalisti che copiano le veline trasmesse loro dalle procure facendole apparire verità evangeliche (il riferimento a gente come Travaglio è voluto), a rimetterci sono i cittadini che non hanno alcuna certezza quando incappano nelle mani di una classe che si è messa al di fuori di ogni regola democratica. Con la decisione riportata dall'articolo finalmente si è svelata la vera natura della giustizia praticata in Italia ed un paese in cui viene meno la certezza del diritto, viene meno la libertà. Ecco perché la riforma della giustizia viene prima della crisi economica, prima del problema della disoccupazione, prima di ogni altro problema. Tutto è possibile in un paese libero, tutto è perduto in un paese soggetto alla dittatura di una precisa e determinata casta che fa il bello ed il cattivo tempo senza controllo e senza responsabilità.

tiptap

Lun, 19/08/2013 - 12:15

Potere stalinista (che è peggio di quello fascista perché è piú ipocrita). La legge non è uguale per tutti. La sentenza contro Berlusconi ne è un'altra dimostrazione.

Giangi2

Lun, 19/08/2013 - 12:20

Ma il presidente della repubblica non è' anche il capo supremo della magistratura? Perche non fa niente e non dice niente su queste anomalie che sono chiare pure a chi ha le fette di prosciutto sugli occhi?

gionaelabalena

Lun, 19/08/2013 - 12:21

E le pronunce di questi "signori" sarebbero quelle sentenze che gli opportunisti fiancheggiatori di sinistra, con in testa il più infido tra di essi, il vegliardo del Colle, vorrebbero che si debbano rispettare ed applicare senza se e senza ma? Ma andassero a quel paese. Temo, tuttavia, che il regime giudiziario è "ingessato" dallo scellerato accordo tra la Supercasta dei magistrati, da un lato, e parte della stampa di regime e la sinistra beneficiati dallo stesso regime giudiziario, dall'altro lato. Quindi, non resta che far "saltare il tavolo". E in Italia, paese di notori vigliacchetti e opportunisti, vi è solo un uomo che ha mostrato di avere il coraggio per poterlo fare: Silvio Berlusconi. Forza, Cavaliere, cominciamo la battaglia finale, accendendo le micce con i referendum dei radicali.

mastra.20

Lun, 19/08/2013 - 12:26

sputtanateli fino alla morte,stanno distruggendo il diritto

giovanni PERINCIOLO

Lun, 19/08/2013 - 12:28

x Alastor. Perché per te andrebbe bene subire sempre e supinamente i soprusi e le angherie delle caste per amor di quieto vivere?? Per fortuna non tutti la pensano come te, radicali e Pannella in testa e se la magistratura esce fuori dai limiti previsti dalla costituzione é giusto farlo rilevare e possibilmente mettere rimedio. Certamente non saranno i trinariciuti e stampa collaterale a sollevare il problema, a loro va bene cosi e stanno semplicemente seguendo ed eseguendo alla perfezione i dettami di Antonio Gramsci.

terzino

Lun, 19/08/2013 - 12:29

Il potere discrezionale dei giudici è vero. Ne riporto un esempio di cui sono stato partecipe:escusso come teste in un procedimento penale ho visto l'imputato condannato, per direttissima, a tutta le serie di reati riscontrati meno uno. Al termine dell'udienza chiesi al PM" dottore se se mi dovesse succedere una situazione analoga come devo comportarmi? Risposta" lei ha fatto tutto nel modo dovuto quindi rifaccia esattamente tutto quello che ha fatto, può darsi che troverà un giudice che la pensa in maniera diversa". Credevo che il codice penale fosse scritto in italiano e non in turco, quindi non soggetto a traduzioni od interpretazioni invece.......

ego

Lun, 19/08/2013 - 12:31

--E' certo che fra tutti i paesi civili e democratici..l'Italia è l'unico ad avere una simile, incredibile magistratura. Come risultato di questa grottesca situazione abbiamo che l'Italia, pur inserita nel novero dei paesi democratici e pur facendo parte di un consesso evoluto come l'Unione Europea, in realtà è costretta a vivere una situazione da terzo mondo. Infatti se un'istituzione fondamentale come la magistratura, deviando dalla sua missione, mette in atto continue azioni eversive, pretendendo di sostituirsi al voto degli elettori, la conseguenza è quella di vivere come in certi paesi nord-africani o latino-americani dove la democrazia è una chimera e la guerra civile sempre dietro l'angolo. Le retoriche parole di Napolitano a difesa del "prestigio"di questa magistratura, suonano quanto mai false e beffarde o nascondono forse la paura di contrastare quella che è diventata (la magistratura), a tutti gli effetti, una cancrena antidemocratica da cui il ns.Paese, anche per colpa di una sinistra collusa, non riesce a liberarsi

Ritratto di Andrea B.

Andrea B.

Lun, 19/08/2013 - 12:50

"libero convincimento del giudice", interpretabilita' delle norme e discrezionalità sono malanni italici che ci consegnano all'incertezza del diritto e danno spazio ad abusi,clientele e corruzioni... e poi pensano che fare una leggina e sbattere dentro qualcuno metta tutto a posto, qui bisogna rifondare tutto, ma ahinoi non si farà mai.

Ritratto di rapax

rapax

Lun, 19/08/2013 - 12:58

ma questi sono dei farabutti infami arrestateli tutti! mandate i carabinieri al Csm, "san" Cossiga pensaci tu!

narteco

Lun, 19/08/2013 - 13:03

La casta delle caste intoccabile e ingiudicabile ossia la magistratura è il vero cancro del paese, fanno quel cazzo che vogliono impunemente, il csm è un organo fantoccio lo stesso cossiga inviò i carabinieri al csm per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla settarietà dell'organo che anzichè punire i vari magistrati ideologizzati o militanti che hanno commesso illeciti procedurali di ogni tipo li promuovono specie se si sono distinti nella lotta contro berlusconi, si aprono perfino un procedimento a tutela fanno perfino le vittime come esposito o mesiano bocassini zagrebesky ingroia caselli per citarne alcuni, poverini la stampa berlusconiana li sputanna non sono le loro azioni ad averli delegittimati e sputannati no neanche un po il colpevole è silvio come nel caso fassino del uè alura ciabbiamo la banca e relative conversazioni con consorte che lo incastrano, ma chi viene processato e condannato non è fassino bensì silvio reo di essere proprietario del giornale, reo di essere proprietario di un giornale che ha pubblicato fatti irrefutabili,e i casi sono infiniti dal mp di siena a penati a errani a tedesco e vendola o dalema veltroni e rutelli o compagno fini e casa di montecarlo a prodi,coop rosse o tycoon alla debenedetti e relative malversazioni o evasioni, il soccorso rosso e pronto ed efficace tutto archiviato al più una multina o una prescrizione tipo quella di cui ha usufruito il compagno travaglio lo stesso che chiedeva a berlusconi di rifiutare la sua insieme a demagistris che negli stessi giorni al parlamento italiano chiedeva ed otteneva l'immunità parlamentare.Urge una seria riforma della magistratura e galera dura per le toghe che fanno politica o prevaricano sulle leggi dello stato o eletti dal popolo,la costituzione parla chiaro il popolo è sovrano non le toghe che debbono solo applicare ciò che il parlamento legifera e non dettar legge secondo il modello corea del nord o cuba.

Ritratto di dbell56

dbell56

Lun, 19/08/2013 - 13:17

Si, in effetti, qui in Italia abbiamo una giustizia da supercazzola prematurata come se fosse antani del codice penoso e poco civile al tarapia tapioco abilitata dal csm come fosse in giudizio! Ecco, è questa la nostra giustizia, amministrata da buffoni vestiti a festa come i farisei nelle sinangoghe di evangelica memoria!! Tronfi e pieni di se da essersi scordati che nell'atto della loro assunzione hanno giurato fedeltà alla Repubblica e alla sua Costituzione! Complimenti!!!

Ritratto di Gigliese

Gigliese

Lun, 19/08/2013 - 13:47

DIMINUIRE GLI STIPENDI AI MAGISTRATI??? E' ANTICOSTITUZIONALE (QUANDO RIGUARDA LORO E NON GLI ITALIANI)- PAGARE QUANDO SBAGLIANO???? NO! LORO SONO I PERFETTI E GLI INTOCCABILI!-- E Q U E S T A E' GIUSTIZIA?? SI PER LORO!

Angelo48

Lun, 19/08/2013 - 14:00

Riporto per i cortesi lettori un altro esempio di Giustizia "discrezionale". I fatti risalgono alle ultime regionali del 2010 in Lombardia. Stesso fatto (firme tarocche spacciate per autentiche), stesso capo d’accusa (falso ideologico), stesso appuntamento elettorale (le Regionali lombarde), stesso anno (il 2010). Eppure a Bergamo un esponente di centrosinistra esce dal processo perché il giudice stabilisce il "non luogo a procedere", mentre a Milano altri politici di centrodestra - tra cui il presidente della Provincia Guido Podestà - restano alla sbarra. Eppure quel tal Matteo Rossi assolto, era un consigliere provinciale di Bergamo del Pd, pubblico ufficiale e quindi abilitato a vidimare le sottoscrizioni a sostegno delle varie liste. Ne autentica perciò circa un centinaio in quel di Seriate a sostegno del Partito pensionati, all’epoca alleato del centrosinistra. Si da il caso però, che una decina di queste firme risultino essere false e ve ne sono altrettante di persone da tempo decedute. All’udienza preliminare l’avvocato Roberto Bruni, ex sindaco del capoluogo orobico e attuale consigliere regionale della lista Ambrosoli, invoca la prescrizione. Lo fa appellandosi a una riforma legislativa e il giudice gli dà ragione. Il testo a cui l'avvocato si appella, indica in 3 anni il tempo massimo per procedere ed emettere la sentenza ma la Cassazione, nel confermare il limite dei 3 anni per arrivarne a una, precisa che ciò è possibile solo se la denuncia è partita dai cittadini. Mentre nel caso di Rossi tutto è scattato per un intervento del Comune di Seriate. Come se i componenti del Comune non fossero cittadini al pari degli altri. Il GUP se ne infischia del dettato della Cassazione e decide per il non luogo a procedere. A Milano per lo stesso reato iniziato e consumato negli stessi giorni di quello di Bergamo, è coinvolto Podestà ed altri 4 consiglieri provinciali. I loro avvocati si appellano allo stesso testo richiamato dall'avvocato Bruni di Bergamo invocando la prescrizione per i loro assistiti. Ma il loro GUP è di parere contrario e, pertanto, il processo viene celebrato ugualmente e i consiglieri provinciali + Formigoni vengono rinviati a giudizio! Eccovi rappresentato un'altra perla di giustizia discrezionale!

Giangi2

Lun, 19/08/2013 - 14:09

Grazie a un parte della magistratura eversiva, ramificata ed organizzata secondo un preciso disegno eversivo cominciato anni fa, paga tutta la magistratura onesta e giusta. Inutile che certi personaggi si facciano scudo con Falcone e Borsellino, voi non valete nemmeno un capello di quei due eroi. Borsellino poi era a favore della se

ALASTOR

Lun, 19/08/2013 - 14:15

Passando davanti al tribunale a Milano ho visto , gigantesche , le immagini di Falcone e Borsellino appese alla facciata. Il messaggio è chiaro: noi siamo questa tempra d'uomini... voi invece chi siete? Chi ci contrapponete? Quando riusciremo a contrapporre uomini di una simile tempra allora la riforma della Giustizia si farà. Fino ad allora, come i polli di Renzo, come vasi di coccio tra vasi di ferro, il centrodestra non combinerà nulla.

hal9003

Lun, 19/08/2013 - 14:25

I magistrati sono un grande problema. La legge è uguale per tutti tranne che per loro. Forse perché nei tribunali ce l'hanno scritto alle spalle e fanno fatica a girarsi. (Giulio Andreotti)

Angelo48

Lun, 19/08/2013 - 14:27

ALASTOR: egregio, lei nel suo commento delle ore 12.05, alquanto incautamente scrive: " Naturalmente non ci si può aspettare simpatia e comprensione dai magistrati se da anni, tutti i giorni, li bombardate indiscriminatamente." Valutazione incauta ed imprecisa. Parto da quella imprecisa. Indiscriminatamente, vuol significare senza distinzione alcuna; ebbene da sempre questo Giornale e noi popolo di cdx, distinguiamo eccome. Da sempre attacchiamo la magistratura schierata politicamente (vuol negare per caso l'esistenza di correnti politiche tra essa?), così come stigmatizziamo sentenze basate su valutazioni personali e non su applicazione del codice sia esso civile che penale. Massimo rispetto invece, per i magistrati non schierati. E ce ne sono: eccome se ce ne sono. La mia più che trentennale esperienza nel settore, mi ha aiutato a formarmi tale convincimento. Vengo ora alla incauta sua valutazione. E' incauta perché se da anni i magistrati danno dimostrazione di calpestio continuo del codice e delle sue Leggi, altro non può esserci che una cassa di risonanza eguale a quella visibile e riscontrabile al giorno d'oggi. L'Italia tribunalizia, egregio lettore, sforna quotidianamente sentenze "anomali" e "ingiuste" e se un recente sondaggio evidenzia che la stragrande maggioranza dei cittadini (oltre il 60%)non ha fiducia nella magistratura o ne ha poca, qualche motivo ci sarà pure. E mi creda, questo a prescindere dalle vicende giudiziarie del cavaliere. Un esempio su tutti. Il giudice che ha depositato nei termini minimi previsti per Legge (15 gg.)le motivazioni della sentenza d'Appello contro Berlusconi per il processo Mediaset, da circa 1 anno e 3 mesi, non trova il tempo per depositare in Cassazione le motivazioni alla base di una condanna verso un noto medico milanese colpevole, attraverso filmati inequivocabili, di aver stuprato decine di donne nel suo studio. Senza quelle motivazioni, l'accusato gira a piede libero; anzi, ad oggi non riescono a rintracciarlo. Le è ben chiara ora la differenza applicativa delle norme del codice che fine fanno? Cordialità.

Ritratto di komkill

komkill

Lun, 19/08/2013 - 14:31

Ci sarebbe da ridere se non fosse tragico. Vengono quasi dei dubbi sui veri mandanti delle stragi di mafia.

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Lun, 19/08/2013 - 14:38

In galera insieme agli assassini ipocriti, che commettono omicidi e cercano di incolpare Altri.

Ritratto di Uchianghier

Uchianghier

Lun, 19/08/2013 - 14:39

Questa è Associazione a distruggere di stampo magistrato altro che Riina e Provenzano

Ritratto di dbell56

dbell56

Lun, 19/08/2013 - 15:02

Caro Angelo48 lei spiega a meraviglia il suo alto pensiero. L'unico appunto che le faccio è che a lavar la testa all'asino di spreca solo l'acqua ed il sapone! Lei, che è una persona di buonsenso, sta parlando con un trinariciuto in collegamento continuo, manco fosse un ripetitore ad onde di frequenza, con l'organo ufficiale del partito di Repubblica. D'altronde basta notare gli atteggiamenti presuntuosi, alteri e spocchiosi dei suoi giornalisti nelle varie trasmissioni tv in cui sono ospiti per poter immaginare che razza di gente siano i loro lettori. Trinariciuti, appunto! Non se la prenda troppo se non sarà riuscito nel suo nobile intento di parlare dei due pesi e due misure utilizzati dai giudici di Milano nei confronti del Berlusca. Chi odia non vuol sentire ragioni. Tutto qui. Stia bene!

orso bruno

Lun, 19/08/2013 - 15:03

Francisco de Quevedo ebbe a dire :'cento delinquenti fanno meno male di un cattivo giudice .'

orso bruno

Lun, 19/08/2013 - 15:12

Francisco de Quevedo ebbe a dire :' cento delinquenti fanno meno male di un cattivo giudice.' In Italia siamo messi proprio bene !

Ritratto di ASPIDE 007

ASPIDE 007

Lun, 19/08/2013 - 15:15

...Stefano! Per cortesia! Cambia il titolo! "La legge la facciamo noi, la interpretiamo noi, l'applichiamo noi e a chi vogliamo noi".

Lino1234

Lun, 19/08/2013 - 15:16

#Angelo48, lei ha tentato di spiegare e lo ha fatto egregiamente, al commentatore #ALASTOR. Considero quasi eroico il suo tentativo. Se la persona alla quale si rivolge è di sinistra, Lei avrà gettato al vento tutto il Suo tempo. Saluti. Lino W. Silvio.

Ritratto di dbell56

dbell56

Lun, 19/08/2013 - 15:23

orso bruno, in aggiunta alle sue ottime parole dico che è meglio avere libero un delinquente che un innocente in galera!!

narteco

Lun, 19/08/2013 - 15:23

Le toghe rosse si difendono dietro borsellino e falcone rendendosi ancor più ridicole non valgono un chiodo arruginito rispetto a loro, basterebbe che fossero come pierluigi vigna è andrebbe già super bene ma quelle più acclamate per faziosità e militanza sono sempre le stesse ossia bocassini,ingroia,depasquale,esposito,mesiano,zgrebesky,spataro ecc ecc per citarne alcuni, al momento nessun magistrato ha aperto fascicoli incriminatori o disciplinari nei loro confronti cane non mangia cane solo coperture e archiviazioni o elogi semmai dunque è inutile che continuino a fare pure le vittime, tutti gli italiani li schifano, in nessun paese democratico europeo vi sono simili pendagli da forca con la toga che osano pure definirsi super partes ahahahahahahahahahahah!!! viva forza Italia viva Silvio NO PASARAN!!!! EL pueblo unido jamas sera vencido!!!!!!

Ritratto di stenos

stenos

Lun, 19/08/2013 - 15:26

La frase piu' comica del secolo : in itaglia la legge e' uguale per tutti.

moshe

Lun, 19/08/2013 - 15:39

La magistratura italiana è da ROTTAMARE !!!!! Chi mai ha creduto alla favola della legge che è "uguale per tutti"? SOLO I DEMENTI !

tiger willer.

Lun, 19/08/2013 - 15:51

Sul Procuratore Mancuso, state sbagliando è una brava persona anche sè non gli piace Berlusconi, ho avuto modo di parlarci e lui sapeva che sono Berlusconiano quindi potrei escludere un eventuale errato giudizio per diversa fede politica. Di altri magistrati politicizzati non mi fiderei, tra cui l'ex Lepore. Comunque bisogna mettere mano alla giustizia per un cambiamento totale del sistema, tra cui anche l'iscrizione a correnti sindacali, non è possibile che un giudice o un magistrato sia etichettato ad un colore politico, o che vada a cortei o manifestazioni (anche se acompagnatore di figli o altri).

bruna.amorosi

Lun, 19/08/2013 - 15:54

io non sò scrivere è certo ma so benissimo quello che mi piacerebbe .UNA MAGISTRATURA PULITA ED ONESTA E SOPRATTUTTO CHE LA LEGGE LORO _NON__ LA INTERPRETINO ..superato questo scoglio forse L'ITALIA DIVENTEREBBE UN PAESE CIVILE .

pgolivari

Lun, 19/08/2013 - 16:13

E' dal 1970 che vado dicendo che i giudici hanno troppo potere. Forse le BR hanno sbagliato per difetto: non solo alcuni giudici (tra l'altro, purtroppo, i più onesti, mi pare) ma tutti i giudici andavano eliminati. Magari non solo e non tanto fisicamente ma con una radicale rifondazione del sistema giudiziario. Sono passati più di 40 anni e nessuno mai si è incaricato, o ha potuto, porre mano alla rivoluzione necessaria per questa inversione di rotta, per una giustizia giusta. Mah... forse rimarrà un'utopia!

pgolivari

Lun, 19/08/2013 - 16:16

E poi si sa: la legge, con gli amici la interpreto, con i nemici la applico...

gibuizza

Lun, 19/08/2013 - 16:18

Siamo nel 2013, dopo 400 anni che la scienza è stata definita e siamo ancora in balia di sciochi che pensano di essere super partes. Se crediamo a questi imbonitori (che differenza c'è le motivazioni di Wanna Marchi e quelle di questi magistrati?) vuol dire che gli anni sono passati invano. Sogno una giustizia che dichiari PRIMA le regole e le condanne a seconda dei vari casi (fossero anche milioni di combinazioni che problema ci sarebbe con i computer attuali?) e poi apllichi l'algoritmo di condanna in modo uguale ed equo, magari senza neppure sapere chi sono gli imputati. Via i magistrati e avanti gli automatismi!

cicero08

Lun, 19/08/2013 - 16:37

E' evidente che si rifanno al principio per cui ogni fattispecie non è mai uguale ad un'altra avendo senz'altro peculiarità diverse

Angelo48

Lun, 19/08/2013 - 16:42

Alquanto singolare ed ideologicamente spocchioso, il commento del lettore ALASTOR delle ore 14.15. Dunque egli ci racconta che, passando davanti al tribunale di Milano, nota le immagini gigantesche raffiguranti Falcone e Borsellino. Nel vederle, sente distintamente le voci di entrambi che dicono: "..noi siamo questa tempra d'uomini... voi invece chi siete? Chi ci contrapponete? Io ci sono passato spesso di lì ed ho ascoltato.... distintamente quelle voci; ma - ignorante qual sono - non mi è mai riuscito di capire verso chi fosse indirizzato quel messaggio. Ora, grazie all'apporto del lettore su citato, ho scoperto chi fossero i veri destinatari di quell'aulico ammonimento: i politici del cdx. Mai interpretazione di un messaggio proveniente dal mondo dell'aldilà, fu più saccente e becera di questa.

Angelo48

Lun, 19/08/2013 - 17:01

dbell56- Lino1234: vi ringrazio per le belle parole spese e per la stima che riponete in me. Ma a questi finti unici depositari della cultura e della verità(quali essi ritengono di essere),vogliamo fargli capire che anche da quest'altra parte c'è chi potrebbe insegnar loro qualcosa e potrebbe aver studiato la materia in trattazione che è motivo del contendere? Il tutto -tra l'altro - senza dover essere necessariamente al servizio di nessuna testata. Per questo motivo, io spendo volentieri acqua e sapone pur sapendo in partenza che quegli "asini", dopo aver letto, andranno nuovamente a sporcarsi nel loro fango! Un abbraccio ed ancora grazie ad entrambi!

odifrep

Lun, 19/08/2013 - 17:09

Caro Angelo, in ogni senso, voglio associarmi ai primi due periodi di @ dbell56 delle 15:02 che, però, ha omesso di trascrivere "il tempo" altro componente come l'acqua e il sapone. Lo scuso, per il semplice fatto di aver riportato in calce al commento, quella bella frase che sconoscevo:"Chi odia non vuol sentir ragioni". Angelo, sono residente di quel comune della Bergamasca e, pertanto, ben conosco quella vicenda. Sin dal '90 ci conosciamo con l'avv. BRUNI che, ritengo un professionista serio anche se politicamente di pensiero opposto. Forse non Ti risulta, ma sono stato sott/le nella G.diF. e negli ultimi 5 anni, P.G. presso la sezione della Procura del Tribunale di Bergamo. Come Tu ben sai, nel nostro ordinamento giuridico, vige il pensiero dell'applicazione e/o dell'interpretazione della Legge e, per tal motivo mi astengo da ogni diatriba, perché -a mio avviso- è tutto "tempo" sprecato. Quanti altri di milioni di cittadini o professionisti nel campo hanno potuto constatare le difformità del giudizio che hai riportato ad esempio? A tal proposito voglio esporre anch'io un esempio di Giustizia "discrezionale" citando gli stessi capoluoghi di provincia, di cui sopra. Dunque, in merito all'ultima Legge sulle sostanze stupefacenti, in merito al cosiddetto (possesso di modica quantità) lo scrivente ricorda che, a Bergamo, quando si procedeva al fermo di un soggetto con un quantitativo di solo un grammo superiore alla modica quantità, il P.M. ne chiedeva il carcere. A Milano, invece, il P.M. (forse perché impegnato a sbirciare nel buco della serratura del Cavaliere) faceva procedere solo per la segnalazione alla Prefettura. Tutto ciò solo per rinnovarTi la mia stima, Vincenzo. RicordaTi di perdonare dbell56 per l'appunto che ha cercato di rimuoverTi.

odifrep

Lun, 19/08/2013 - 17:37

Ancora una volta, dobbiamo ringraziare BERLUSCONI, seppure in circostanze poco piacevoli come questa della persecuzione giudiziaria. A tal proposito, volevo domandare a chi di competenza, il perché non s'è mai pensato di inserire nel quotidiano, un foglio centrale che riporta notizie analoghe? Così facendo si potrebbe ritornare ai tempi quando ogni famiglia voleva la sua enciclopedia da mostrare in libreria. Silvio forever

Angelo48

Lun, 19/08/2013 - 18:53

odifrep: caro Vincenzo, non conoscevo affatto il tuo passato lavorativo prima d'ora ma sappi che la stima e il rispetto che nutro nei tuoi confronti, da oggi acquista maggior risalto. In famiglia (tra figli, nipoti e cognati)sono contornato da zelanti servitori dello Stato (finanzieri, carabinieri, squadra mobile, avvocati e ben 2 magistrati)che, uniti alla mia più che trentennale esperienza lavorativa presso i tribunali della mia città, della mia regione e a volte anche in aule del centro e del nord Italia, han fatto si che maturassimo certi convincimenti su una parte della magistratura. Quanto alla omissione "benevola" dell'amico DBELL56, ho già risposto in un commento postato prima che tu mi scrivessi. Rischierei di esser ripetitivo. Ti assicuro che io ed i miei parenti, ne abbiam visto di tutti i colori nelle aule dei tribunali; il codice - per alcuni di questi magistrati- è un optional. E non esagero! Mio cognato, avvocato penalista, ai suoi assistiti ormai non rilascia più previsioni sul probabile epilogo delle vertenze giudiziarie che lo vedono impegnato. Ti faccio grazia poi, nel non raccontarti di quel che succede - ad esempio - nel settore civilistico con le cause condominiali. Una giungla infernale che, con la recente riforma, ha visto acuiti ancor più i disagi e le incertezze nell'affrontare tematiche processuali inerenti il rispetto del cod. civ. e dei regolamenti condominiali. Eppure qui Berlusconi non c'entra, ma ti garantismo che il codice ed il regolamento di condominio, vengono calpestati a più non posso a secondo di "certe" necessità! P.S. Ti prego con tutto il cuore, evita di mettere la T maiuscola quando mi scrivi: siamo due persone simili, con la stessa cultura , la stessa intelligenza e la stessa umiltà!! D'accordo? un abbraccio!

giovannibid

Lun, 19/08/2013 - 22:11

IPOCRISIA E MALCOSTUME SI VERGOGNINO

odifrep

Mar, 20/08/2013 - 15:21

Caro Angelo, innanzitutto voglio ringraziarti per le lusinghe nei miei confronti. Il tuo comportamento pacato non lo si poteva attribuire se non ad una persona saggia come te. Lasciare del "profumo" in giro non è solo di San PIO, ma anche di noi comuni mortali che, senza alcuna pretesa si pagamento cedono gratuitamente la loro cortesia. Ringrazio ancora e ricambio affettuosamente l'abbraccio con la preghiera di un saluto al grande Pinuccio T.. A risentirci, Vincenzo