Leggenda made in Usa ma con il cuore brianzolo

La catene sono prodotte dalla Regina Chain. Pure i freni sono lombardi

È americana che più americana non si può. Ma ha il cuore è italiano. Perchè le catene che danno movimento al sogno sono fatte da noi. Merito dell'azienda Regina Chain, 530 dipendenti nel mondo e 65 milioni di euro di fatturato consolidato. Sono quasi quindici anni che forniscono direttamente alla Harley Davidson la catena primaria, quella che collega l'albero motore alla frizione doppia e tripla a seconda del modello. Come performance e durata non hanno rivali. Ma per essere ancora più vicino al marchio creato nel 1902 da William Harley e Arthur Davidson, allora ventenni e poco più, hanno creato una succursale per garantire l'assistenza molto vicina a Milwakee dove c'è la sede della public company. Non sono solo le catene ad essere italiane. Alcuni modelli di Harley montano freni prodotti da un'altra azienda italiana, la Brembo.
Regina Chain è una delle aziende più antiche d'Italia, è nata infatti nel 1919 e in Italia ha tre stabilimenti dove vengono prodotte sia catene da moto, per tutte le moto così da sviluppare anche nuovi materiali e nuovi prodotti, che catene industriali che catene in plastica che servono per il trasporto di lattine per bibite. La gamma di catene Regina è ampia e differenziata, con l'obiettivo di proporre le soluzioni tecnologiche più adeguate ad ogni categoria di moto. Il vanto dell'azienda è quello della produzione propria: tutte le catene delle moto vengono fatte in Italia, il cento per cento della produzione, negli stabilimenti di Cernusco Lombardone e Tulcinate. Così perfette per la Harley-Davidson che persino molti dipendenti di Regina Chain ce l'hanno nel garage, corazza americana, cuore italiano. Quando si dice la fiducia...

Commenti

franco@Trier -DE

Sab, 15/06/2013 - 10:21

Possiamo definirla una buona notizia? Dopo scannamenti, investimenti assassinii, pistolettate in fronte e violenze alle donne furti, scippi omicidi, ma si consideriamola una bella notizia.

gimuma

Sab, 15/06/2013 - 18:39

Ma la GUZZI e' tutta un'altra storia.Nonostante il De Tomaso abbia fatto di tutto e di piu' per distruggere questo nobile marchio.Dalle mie parti si dice che l'harley l'e' "un bafech",ovvero cianfrusaglia,solo esteriorita'e ferraglia lucidata..hahahahahah