L'INIZIATIVA DEL «GIORNALE»I DISOBBEDIENTIL'EUROPA DICE NO, MA PER BERLUSCONI UN FIUME DI FIRME: DEVE CANDIDARSI

Già quindicimila. E non è finita. Quindicimila firme contro l'esclusione di Berlusconi dalle liste per le elezioni europee. Quindicimila firme di disobbedienza civile. Tutto questo in due giorni. E crescono, di ora in ora. Non è solo un fatto politico. C'è qualcosa di più in questa protesta. È il timore di perdere un punto di riferimento, come se ci fosse un vuoto di democrazia, un'assenza, una mancanza.
Sono quelli che si riconoscono nelle idee di Berlusconi, quelli mai considerati dagli altri leader politici, quelli che qualche volta sono rimasti delusi, ma non hanno trovato nessuno che li rappresentasse. Sono quelli che si svegliano la mattina presto e continuano a cercare di mandare avanti un negozio, una bottega artigiana, una piccola impresa. Sono quelli che la politica non vede e non ascolta. Sono quelli che vedono uno Stato che continua a dispensare privilegi e governi buoni soltanto a tartassare l'impresa e il lavoro. Non sono, come spesso si crede, ammaliati da Berlusconi. Sanno quello che il Cavaliere ha fatto e quello che non ha fatto. Si sono anche guardati intorno per cercare altri leader, altri partiti. Hanno visto sempre le stesse facce. Non si fidano di questa giustizia che appare ai loro occhi non imparziale. Non si sentono sicuri davanti a magistrati che agiscono con alle spalle retropensieri politici. Pensano che la sentenza di condanna contro Berlusconi nasca in una Procura dove si respira un clima torbido, come dimostra la guerriglia tra il capo della Procura e il suo vice. È gente che non ha voglia di seguire l'astro nascente di Renzi e non si riconosce in Alfano. Nessuno di loro voterà mai Cicchitto o Schifani. E sa benissimo che senza Berlusconi Forza Italia è un partito senz'anima.
È da qui che nasce la loro disobbedienza civile. Non è solo per Berlusconi. È per loro stessi. È per non sentirsi invisibili.

Commenti
Ritratto di Agrippina

Agrippina

Mar, 18/03/2014 - 08:39

Il vuoto politico che temete è unicamente riconducibile al fatto che per venti anni,dicasi venti,avete sempre ribadito il concetto per cui siccome c'era Lui,tutto il resto non vi interessava,non vi interessava pensare a migliorare il partito,no vi interessava una classe dirigente,non vi interessavano alternative valide,non vi interessava nulla che non fosse SB perchè l'assunto era,deleghiamo tutto a lui che è capace,che l'unico e solo,che sa come fare e sa scegliere i migliori e per il meglio al contempo.Purtroppo sulla scelta dei migliori avete visto che si è sbagliato non poche volte,idem per il meglio.Adesso che è gioco-forza escluso dalla competizione elettorale vi rendete finalmente conto di come in questi venti anni è stato un errore enorme non coltivare nulla attorno e vi sentite orfani.E' il minimo che vi sentiate così,e ne avete tutto il diritto,ma era una cosa che prima o poi sarebbe accaduta,che fosse per sentenza o cause naturali(mi auguro il più tardi possibile),sono i rischi di quando ci si affida mani e piedi ad un solo uomo e non si costruisce nient'altro.Sapete perfettamente che mandando avanti santachè,gasparri,biancofiore o carfagna,gelmini o toti,non arrivate da nessuna parte,ma al posto di interrogarvi sul perchè,al posto di porre rimedio,continuate a strapparvi le vesti.Io sono contentissima che i nodi vengono al pettine,per anni ho contestato questo aspetto sentendomi rispondere,chi se ne frega noi abbiamo silvio del resto non ci interessa,ecco,siamo arrivati al punto,dopo silvio vi resta il vuoto,significa che non è stato creato nulla di duraturo,avete perso tempo.