L'insegnante che seduceva le allieve e la sessuofobia dei magistratil'intervento

di Vittorio Sgarbi

La vicenda appare controversa. Ma non lo è. È l'ennesima intrusione della magistratura nelle vita delle persone.
La storia del professore di Saluzzo, Valter Giordano, inquisito e arrestato per aver fatto sesso con le allieve minorenni, ci riporta all'Italia del 1949, con le accuse a Pier Paolo Pasolini di aver avuto rapporti sessuali con i suoi studenti minorenni. Come si sa, e come io dico da mesi, Pasolini fu assolto perché il fatto non costituisce reato (e dunque il fatto era certo) e per assenza di querela di parte.
Siamo nella stessa fattispecie dell'inchiesta di Saluzzo. E probabilmente, per queste vicende di sesso, andrebbe oggi interpellato, dai moralisti che scrivono sui giornali, Aldo Busi, o richiamata quella lettera a La Repubblica, chissà se vera, di un diciassettenne omosessuale che reclama il rispetto per la sua sessualità. Pasolini e Busi ci spiegherebbero che i ragazzi consenzienti hanno diritto alla loro libertà e alle loro scelte sessuali.
Le accuse e i conseguenti titoli dei giornali sono inquietanti: «Sesso con le allieve in cambio di bei voti»; «Letteratura e sms, così il Prof manipolava le sue vittime». Soltanto chi finge di non vedere o di non sapere, può credere che i desideri sessuali si compiano e, per così dire, si «regolarizzino» a 18 anni.
I padri gelosi faticano ad ammettere che le amate figlie abbiano fantasie e desideri a 13, 14 e 15 anni. E solo chi non ha esperienza dell'ansia di libertà degli adolescenti, può pensare che non abbiano rapporti sessuali, persino spregiudicati. Basta leggere il libro di una sensibile giornalista e scrittrice, Marida Lombardo Pijola, Ho dodici anni, faccio la cubista. Mi chiamano Principessa, che descrive l'esperienza di poco più che bambine nelle discoteche.
Nella scuola poi c'è, in moltissimi casi, più che soggezione, un rapporto di innamoramento tra allieva (o allievo) e professore. Un innamoramento disinteressato. Ma i tribunali di oggi sembrano ispirati al modello iraniano. Dopo una grande battaglia dei radicali (oggi in sonno), è stato cancellato il reato di plagio, applicato nel caso di Aldo Braibanti, professore condannato a 9 anni di reclusione perché un allievo si era innamorato di lui. E, naturalmente, l'amore non era considerato spontaneo, ma condizionato da autorità e potere seduttivo del professore («schiavitù mentale»).
Eppure anche tra adulti i rapporti amorosi sono spesso rapporti di forza. E non sempre il più giovane è il più debole, come ritengono magistrati sessuofobi preoccupati di tutelare l'integrità fisica del minorenne. Il minorenne, invece, non richiede tutele: Pino Pelosi fu pagato da Pasolini e lo uccise. Ma qualcuno dovrà spiegarmi perché la morale non interviene anche per impedire a ragazze di 16 o 17 anni di sposarsi con uomini adulti. Vittoria Michitto sposò, a 17 anni, l'avvocato Giovanni Leone, che sarebbe diventato presidente della Repubblica. Un altro plagio?
Il Gip di Saluzzo scrive: «L'indagato attribuisce al soddisfacimento degli istinti sessuali un'importanza fondamentale». Per rispondergli basta la commessa del negozio di biancheria intima che, parlando delle ragazze, dichiara: «Sapeste cosa si comprano !». E l'assessore alle Politiche giovanili (sic !) del Comune di Saluzzo: «Ma quale storia di amore ? Nelle intercettazioni danno del lei all'insegnate, anche nell'intimità. Erano in soggezione». Dispiace contraddirla. Nella mia esperienza non è mancata la situazione (di soggezione?) di rapporti con giovani donne di 24 o 25 anni, anche piemontesi, che, nella intimità, continuavano a darmi del lei. La situazione poteva apparire comica, ma era comprensibile, e non prova assolutamente nulla, se non la conciliazione di amore, desiderio e rispetto.
I magistrati e l'assessore alle Politiche giovanili sembrano ignorare che molte ragazze sono attratte dal padre o da uomini che ne abbiano l'analoga esperienza e apparenza.
Infine, il grande pittore Balthus, ammiratissimo per avere manifestato questa condizione psicologica nei suoi dipinti, evidenziando la malizia degli adolescenti, sposò una ragazza giapponese, Setsuko, conosciuta quindicenne, proprio per l'apparenza di bambina, che mantenne per molti anni.
Approfittò forse del suo fascino? Andava processato?

Commenti

bonansea

Mar, 10/09/2013 - 15:36

finalmente una riflessione sensata. Bruno Bonansea Saluzzo