DOPO L'INTERVISTA A UN ANONIMOCarfagna querela «Il Fatto Quotidiano»: «Da loro solo fango sulle cene col Cav»

«Ormai non importa quello che si dice o da chi lo si fa dire, basta che sia fango. Sono 5 anni che “Il Fatto Quotidiano” tra blitz e maldicenze, cerca di accreditare la teoria che chi ha fatto scelte politiche diverse dalle loro appartiene a categorie ignobili e prive di moralità». La misura è colma per Mara Carfagna, portavoce del gruppo Forza Italia alla Camera, che annuncia iniziative legali dopo che Il «Fatto» ha pubblicato un'intervista di un anonimo che nomina l'ex ministro tra gli ospiti della cene al castello di Tor Crescenza con Silvio Berlusconi. «Ho cercato di “difendermi” con il mio lavoro - continua Carfagna -, ma quella del “Fatto” è una violenza inaccettabile che tende a delegittimare ancora una volta la mia reputazione e la mia dignità. Non sono mai stata ad Arcore né ho mai partecipato alle cene nel castello di Tor Crescenza. Tranne una con molti altri parlamentari. Porterò in tribunale questa gente».

Commenti

Gianfranco Rebesani

Dom, 08/12/2013 - 09:00

E con questa magistratura, onorevole, pensa di ottenere giustizia? Lei non rappresenta il PD,SEL,la sinistra in generale. Dovrà pagare anche le spese per la causa che si ripromette di iniziare.

angelomaria

Dom, 08/12/2013 - 10:35

cara carfagna si guardi attorno e veda che marito ha prima di lamentarsi d'accordo su chi come i vari saviano santoro ecc...se puo'li castighi ma non pensi d'avere il mio appoggio!!

nino47

Dom, 08/12/2013 - 11:33

Poi vi lamentate se Grillo battezza i giornalisti!!!

Ritratto di 02121940

02121940

Dom, 08/12/2013 - 13:20

Questo è il Bel Paese, quello nel quale i processi sono a lunghezza variabile e dove la prescrizione incombe. Le querele, poi, di regola hanno un valore puramente dimostrativo. Se Letta fosse una persona seria abolirebbe la prescrizione e chiamerebbe lo stato a retribuire le lungaggini processuali, con sanzioni a carico dei giudici dormienti. Ma non c'è speranza, Lui è pur sempre un DC convertito al postcomunismo.