Liti e show in tv: è la Repubblica dello scontrino

RomaD'altronde lo ha ammesso pure Piero Fassino lo scorso dicembre: «Questa prima era una Repubblica fondata sul lavoro, oggi sugli scontrini». In quel caso il sindaco di Torino rispondeva a un'interrogazione di una grillina piemontese, intenzionata a fare le pulci al primo cittadino, appena tornato da un viaggio a New York: una settimana a stelle e strisce con al seguito portavoce, capo di gabinetto, un assessore, una batteria di funzionari. Ebbene: quanto costa al contribuente un sindaco «globetrotter»?, s'è chiesta la pentastellata che ha preteso di vedere gli scontrini della trasferta. In tempo di crisi, di cinghie tirate, di morigeratezza, si diventa tutti formichine. Anche chi prima era cicala. Tema sensibilissimo, quello dei soldi, oggi più che mai.
L'ultimo scontrino che ha fatto notizia è quello della piddina Pina Picierno, capolista del Pd nella circoscrizione Sud alle prossime Europee. Giuseppina detta Pina, una tesi di laurea in Scienze della comunicazione sul linguaggio di Ciriaco De Mita, è inciampata proprio sulla comunicazione: infervorata nel difendere gli 80 euro che Renzi metterà in busta paga a qualche italiano, se l'è presa. «Ma quale elemosina? Con 80 euro una famiglia può fare la spesa per due settimane o andare a cena fuori 2 volte», s'è indignata. Apriti cielo. Su Facebook e Twitter è stato un diluvio di critiche. «Anziché capolista alle Europee manderei la Picierno a lavorare in un supermercato... Così capisce!» è solo uno dei commenti più teneri che hanno invaso i social network. La Picierno si aggrappa quindi a uno scontrino di 30 centimetri, sciorinato a Ballarò: «Zucchine, baguette, biscotti, tortellini, Nutella, latte, filetti d'acciuga, otto pacchi di spaghetti, 6 uova, salmone (parecchio salmone), würstel, stracchino e tarallucci. Totale: 80,02», legge a macchinetta il conduttore Floris. Salvata in corner? Macché. «Floris che legge ogni singola voce dello scontrino portato dalla piddina Picierno, autrice di una gaffe memorabile, è una delle pagine più surreali, servili, false, indecorose e grottesche della tv italiana di tutti i tempi. Questa qui è fuori come un balcone, le ride dietro mezza Italia e insiste pure spalleggiata dal conduttore, complice e bugiardo, invece di vergognarsi e stare zitta», la azzanna il blog di Beppe Grillo.
Scontrino: la fissa del grillino. Anche se i pentastellati, che hanno sempre rinfacciato al Pd di fare le feste di partito senza emettere gli scontrini, sono scivolati proprio su una ricevuta fiscale. Circola sul web un video in cui, luglio 2013, la responsabile di una loro kermesse a Trofanello, Torino, ammetteva: «A questa festa non possiamo emettere scontrini». Chi di scontrino ferisce, di scontrino perisce. Proprio il M5S aveva cavalcato l'inchiesta piemontese rimborsopoli in cui è coinvolto il governatore Roberto Cota: raccolta di firma per chiedere le dimissioni del presidente della Regione e scatoloni pieni di scontrini da spedire a casa del leghista.
Registrazioni di cassa che possono «cassare» intere carriere politiche. In Piemonte un consigliere regionale ha presentato scontrini per farsi rimborsare le mazze da golf, mentre un altro le briglie da cavallo. Un collega dell'Emilia ha rendicontato di tutto: dal divano letto ai salumi, passando per le caramelle e un asciugacapelli. Idem in Basilicata dove i rimborsi riguardavano mozzarelle di bufala, gioielli, fiori, ricariche telefoniche. Tanto paga Pantalone. Quello che devono aver pensato quattro consiglieri liguri che hanno chiesto il rimborso per il cibo per gatti. Fotografia amara del Paese. E per non farla sfuocata, un consigliere lombardo del Pd ha presentato lo scontrino di una Canon da 935 euro.

Commenti

angelomaria

Gio, 04/06/2015 - 15:36

POVERI MIEI CONNAZZIONALI!!!!