L'omicidio stradale slitta ancora Ma spunta lo sconto sulle multe

Slitta l'«omicidio stradale» e arriva il verbale telematico; ci sarà più attenzione per guidatori e passeggeri portatori di handicap e verrà introdotta la multa con lo sconto, in caso di pagamento entro 5 giorni. Sono queste le principali novità del disegno di legge di delega al governo per la riforma del Codice della strada, l'ennesima annunciata prima delle vacanze, attualmente al vaglio della Camera. La speranza di tutti gli automobilisti che circolano in Italia è che i divieti diventino finalmente sensati (in quanti ci siamo chiesti: ma sulle rampe dell'autostrada è logico un limite di 40 all'ora che costringe a immettersi a una velocità che per forza di cose non può essere superiore ai 50/60 all'ora?) e che le procedure acquistino in razionalità (in quanti ci siamo chiesti: ma perché il taglio dei punti della patente non scatta il giorno della violazione ma scatta invece nove o dieci mesi dopo, scaduti tutti i termini per appelli e ricorsi «a sua Eccellenza il prefetto di» che quasi mai i sani di mente presentano?).
E chissà che con il nuovo Codice della strada il governo imbocchi, magari in tempi rapidi, la via della civiltà dei rapporti fra istituzioni e cittadini. Una riforma organica sarebbe di per sé un passo nella direzione giusta, visto che negli ultimi vent'anni le norme sulla circolazione stradale sono state cambiate una sessantina di volte, quasi sempre con articoli e commi contenuti in finanziarie, manovre, decreti o leggi omnibus.
La prima novità della prossima riforma, però, non farà certo piacere ai tanti che, interessati all'aumento della sicurezza stradale, chiedono pene severe per ubriachi e drogati al voltante. L'«omicidio stradale», che prevede pene da 8 a 18 anni per chi uccide in condizioni di guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro e non presta soccorso, sparisce dal testo per formare oggetto di una «successiva e prossima proposta di legge» di Mario Valducci (Pdl), presidente della commissione Trasporti della Camera.
Quanto ai princìpi che il governo dovrà rispettare nella stesura del nuovo codice, sono quantomai generali e quindi perfettamente condivisibili. Si prevede la graduazione delle sanzioni in funzione della gravità, della frequenza e dell'effettiva pericolosità del comportamento e l'inasprimento della sanzione stessa per comportamenti particolarmente pericolosi; si prevede poi l'introduzione di procedure per la notifica degli atti di accertamento mediante posta elettronica certificata; e si prevedono anche disposizioni che permettono il pagamento immediata della multa con conseguente riduzione dell'ammontare della sanzione. Molto importante anche la disciplina generale della sosta dei veicoli adibiti al servizio degli invalidi. Inoltre sarà semplificata la procedura da seguire per il ricorso al prefetto e sarà riordinata la normativa sui compiti della polizia stradale.
Lapidario il commento del presidente dell'Aci, Angelo Sticchi Damiani: «Sono favorevole a un nuovo codice, l'importante che, a parte i tecnicismi, sia ben comprensibile anche agli automobilisti».
Gli ultimi dati diffusi da Istat e Aci sulla sicurezza stradale - fra il 2010 e il 2011 gli incidenti sono diminuiti del 3%, i morti del 7,1 e i feriti del 3,5 - segnalano che siamo sulla strada giusta. Gli addetti ai lavori sottolineano che il «tutor» ha dimezzato in numero dei morti in autostrada. Ma c'è ancora molto da fare, perché in Italia dal 2000 al 2009 il calo degli incidenti è stato del 16% contro il 20 della media dell'Unione europea.