L'Ue annulla i bandi in sole tre lingue

L'Italia vince il ricorso: i bandi di concorso per le istituzioni europee devono essere scritti anche in italiano

Sono stati annullati alcuni bandi di concorso per posti di lavoro nelle istituzioni europee perché scritti - nelle versioni integrali - solo in inglese, francese e tedesco.

Lo ha stabilito il Tribunale Ue del Lussemburgo su richiesta dell’Italia, che faceva notare una "diversità di trattamento" vietata dalla Carta dei diritti fondamentali. I risultati dei bandi annullati, precisa il Tribunale, restano comunque validi in applicazione del principio del "legittimo affidamento" dei candidati prescelti. Tuttavia la sentenza, spiegano fonti della Corte, dà indicazioni molto chiare e concrete alla Commissione Ue sulla necessità di pubblicare i bandi integralmente in tutte le lingue ufficiali dell’Ue. E questo perché la loro pubblicazione parziale - come avvenuto nei casi al
centro del ricorso presentato dall’Italia - non è sufficiente né per avere una buona conoscenza dell’oggetto del concorso, né per prepararlo adeguatamente, al punto che chi avesse voluto partecipare ai concorsi era "svantaggiato" rispetto a un candidato di lingua madre inglese, francese o tedesca. Nella stessa sentenza il Tribunale Ue ha annullato anche un bando che stabiliva che le prove e le comunicazioni con i candidati si dovessero svolgere unicamente in inglese, francese e tedesco. Una scelta possibile, ma che nel caso specifico al centro del ricorso i giudici europei hanno ritenuto "non giustificata".

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Gio, 12/09/2013 - 12:52

L'inglese potrebbe essere la koinè europea. Basterebbe solo quest'opzione linguistica per affermare la supremazia culturale del vecchio continente. Ricordiamo che il Regno Unito è fuori dalla moneta unica e che un'assurda ideologia monetaria è divisiva. In campo economico e finanziario la classe dirigente selezionata dal PD per l'Europa non è neanche all'altezza dell'Italia settentrionale. Pensando a Cofferati, Bersani e compagni appaiono piuttosto come una tifoseria rozza, ignorante e isterica.

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Gio, 12/09/2013 - 13:48

Gianfranco Robe...: invece il giullare SB ci ha fatto onore, si, onore di grandi risate.

Ritratto di ANGELO POLI

ANGELO POLI

Gio, 12/09/2013 - 14:01

Era ora!

no b.

Gio, 12/09/2013 - 14:19

guarda caso l'italiano fu escluso quando al "governo" c'era B.

Cinghiale

Gio, 12/09/2013 - 14:22

Bah!? Una vittoria di Pirro. Comunque meglio che niente.

timoty martin

Gio, 12/09/2013 - 14:23

Giuridicamente l'Italia ha ragione, ci sono i trattati. Il ricorso dell'Italia mette pero' in evidenza la mancanza di preparazione linguistica della popolazione lavortiva italiana; da li' il timore di "perdere" un'occasione. La fattura pero' gli Italiani la pagano più tardi perchè, dopo aver superato tutte le prove e avere il proprio nome sull'elenco degli idonei, quale servizio assumerà un candidato senza una perfetta conoscenza di una delle tre lingue basi/di lavoro dell'UE? E cosi' gli Italiani rimangono... a casa di mamma e papà!!

galerius

Gio, 12/09/2013 - 14:43

Gianfranco, che l'Inglese sia da decenni la lingua franca mondiale è indubbio, come è indubbio che sia bene conoscerla, però...non so...gli Inglesi stanno nell'UE con aria di sufficienza...non mi sembra il caso di fargli anche questo favore ! Poi poche storie, o si adotta ufficialmente una lingua e si usa sempre e solo quella, o gli atti devono essere redatti nelle varie lingue nazionali. Non ci sono paesi "più belli" di altri.

liberitutti

Gio, 12/09/2013 - 14:46

Presto! Riscrivere la sentenza in tutte le lingue ufficiali dell'unione!

Ritratto di marforio

marforio

Gio, 12/09/2013 - 15:25

xgzorzi:in Germania si attua a tuttora l odio contro il SB reo di non aversi calato le mutande ne con schöder, ne con Sarkozy ne con la Merkel o con ilgrande mussulamno .Cosa che gente come lei pur di dare contro l Italia lo prenderebbe volentieri ..........dove faccia lei

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Gio, 12/09/2013 - 16:34

marforio: ma che stai a dì, che siamo lo zimbello del mondo grazie al giullare. Io magari lo prenderei, ma lei l'ha già preso e le piace e quindi continua, buona prosecuzione.

Ritratto di fritz1996

fritz1996

Gio, 12/09/2013 - 17:12

no b.: e il governo Berlusconi ha presentato il ricorso che l'Italia ha vinto... Ti sei dato la zappa sui piedi, genio.

releone13

Gio, 12/09/2013 - 17:37

CACCHIO..............queste si che sono vittorie!!!!!Allora contiamo qualcosa

Salvatore Albelice

Ven, 13/09/2013 - 01:28

Con l’esclusione dell’italiano dalle lingue di procedura della Commissione Europea l’Italia ha perso il suo statuto di Grande Paese, Stato Membro fondatore della Comunità Europea, e si è aperta una voragine di discriminazioni nei suoi confronti perché non è più considerata uno dei pilastri del progetto europeo ma resta confusa nella massa allo stesso livello dei Paesi più piccoli come Cipro e Malta. E’ una questione di fondamentale importanza che l'Italia ritrovi, in tutti i sensi, il ruolo di grande Paese che le compete in sede europea, cominciando proprio dalla lingua che deve essere posta su un piano di stretta parità con le lingue degli altri tre grandi Stati Membri: Francia, Germania e Regno Unito. Per salvaguardare gli interessi dei cittadini italiani nell’area dell’Europa comunitaria, è necessario e urgente portare presso le istituzioni europee la voce degli Italiani che esigono che l’Italia, in sede comunitaria, assuma, pienamente e sotto ogni profilo, in questo caso quello linguistico e culturale, il ruolo che le compete e che gli stessi Trattati le riconoscono. In sede di Consiglio Europeo l’italiano è altrettanto bistrattato che in seno alla Commissione ma, chissà perché, nessuno ne parla. Mentre i nostri politici di qualsiasi bordo si fanno a pezzi tra di loro per questioni interne di relativa importanza per le sorti del Paese, le questioni fondamentali, a livello europeo, passano sotto silenzio, abbandonate al corso “naturale” degli eventi come se non condizionassero pesantemente il futuro dell’Italia e degli Italiani.

Salvatore Albelice

Ven, 13/09/2013 - 01:44

I nostri solo insuccessi, in difesa dell’italiano, presso i nostri connazionali di qualsiasi livello e bordo politico. Il problema dell’Italia è che ha perduto, ormai da tempo, la libertà, l’indipendenza e la sovranità. Da anni, ormai,nessuno e in grado di occuparsi dell’Italia e degli Italiani, dei nostri valori, delle nostre potenzialità, delle nostre risorse territoriali e umane, dei nostri sacrosanti interessi a livello, europeo e globale. L’Italia è allo sbaraglio e l’Europa non aiuta, in mancanza di una presa di coscienza e della nascita di forze politiche di nuova generazione che rompano con gli schemi, del tutto obsoleti, della destra e della sinistra, e si occupino, in concreto, di affermare la nostra esistenza e individualità, i nostri valori, i nostri interessi e i nostri ideali di società, finiremo nella morsa della globalizazzione, nello scempio e nel marasma che essa comporta per l’Italia, per l’Europa e per tutte le più grandi e prestigiose civilizzazioni della Terra. Finiremo nelle riserve come gli Indiani d’America mentre il nostro Paese sarà occupato dagli affaristi, dagli speculatori, dalle multinazionali della globalizzazione, dal materialismo dilagante dove non ci sarà più spazio alcuno per l’uomo e per la sua identità, per la sua dimensione umana, intellettuale e spirituale.