M5S, Mastrangeli ancora in tv e Crimi vuole espellerlo

Mastrangeli per la seconda volta in tv dalla D'Urso. Crimi si infuria e vuole portarlo davanti al tribunale pentastellato per farlo espellere

Il capogruppo al Senato di M5S, Vito Crimi, ospite di Bruno Vespa

Nel Movimento 5 Stelle tira una brutta aria. Si rischiano nuove epurazioni. Questa volta potrebbe saltare la testa di Marino Mastrangeli. L'accusa? Il senatore pentastellato ha partecipato per la seconda volta alla partecipazione televisiva di Barbara Urso. Questa volta potrebbe, infatti, partire la proposta di espulsione. A firmarla ci pensarebbe Vito Crimi. "Per rispetto dei cittadini che ci hanno votato e pagano lo stipendio - ha annunciato questa sera il capogruppo del movimento a Palazzo Madama - proporrò l’espulsione di Mastrangeli dal gruppo parlamentare del M5S". Insomma, i Cinque Stelle sono pronti a riaprire il tribunale per giudicare Mastrangeli.

Mastrangeli è finito definitivamente nella black list dei CInque Stelle per infrazione al divieto di partecipazione ai talk show che, com’è noto, vincola ogni parlamentare grillino. Il primo atto d'accusa è arrivato dai risvolti della partecipazione dello stesso Crimi alla puntata di ieri di Porta a Porta. Perché la scelta dell’ospite è cambiata in corso d’opera e la presenza nel salotto buono di Bruno Vespa è stata contingentata a un’intervista chiusa, peraltro proposta dal movimento stesso. Dalla sua pagina Facebook, Crimi ha spiegato che lo staff di Porta a Porta aveva invitato Mastrangeli che ha accettato. Però, e qui è arrivata la scomunica: "I senatori portavoce del Movimento Cinque Stelle hanno ritenuto, in un momento così delicato per il Paese come quello che coincide con l’elezione del presidente della Repubblica, che a parlare su un palcoscenico così seguito non dovesse essere chi diffonde informazioni parziali in rappresentanza solo di se stesso, ma il portavoce designato in grado di spiegare bene ai cittadini le posizioni ufficiali". Che il giudizio su Mastrangeli sia quanto meno articolato all’interno dello stesso movimento, lo confermano anche i post sulla sua stessa pagina Facebook, i più moderati dei quali lo invitano a sostituire la dicitura "senatore" che campeggia in apertura con il più ortodosso "cittadino portavoce". Ma la conferma del "caso Mastrangeli" arriva dalla pagina Facebook di Claudio Messora, responsabile per la comunicazione proprio dei senatori: "Abbiamo dovuto scegliere il male minore".

In serata, la resa dei conti. Con Crimi che ha annunciato l'epurazione. Mastrangeli dovrà presentarsi davanti a un tribunale pentastellato per essere giudicato e, nel caso di condanna, gli verrà strappata la tessera del M5S. "Mentre, in questo momento, tutti gli altri cittadini portavoce del Movimento 5 Stelle al Senato e alla Camera sono al lavoro su progetti di legge, su nuove interrogazioni e si preparano all’importantissimo appuntamento dell’elezione del presidente della Repubblica - ha scritto Crimi - il Mastrangeli non trova di meglio da fare che andare per l’ennesima volta in televisione dalla D’Urso. Per rispetto dei cittadini che ci hanno votato e che ci pagano lo stipendio, proporrò l’espulsione di Marino Mastrangeli dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle al Senato - ha concluso - la proposta d’espulsione seguirà tutto l’iter previsto dal codice di comportamento parlamentare del M5S".

Commenti
Ritratto di ersola

ersola

Mer, 17/04/2013 - 20:29

gli scansafatiche a casa le mele marce vanno buttate,visto che gli piace il salotto delle chiacchiere inutili della d'urso facesse compagnia a scilipoti nel pdl o nel pd.

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mortimermouse

Mer, 17/04/2013 - 20:51

wow.. le contraddizioni di un movimento! no, aspettate, non parlavo del movimento come una associazione, ma come una attività motoria. quella di una mano e 5 dit... no... seg ...ehmmm... stelle :-)

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mambo

Mer, 17/04/2013 - 21:11

ma questi sono davvero grulli!

fabio cova

Mer, 17/04/2013 - 21:23

E' evidente che vuole essere cacciato via...e fanno bene a mandarlo via!! ...questo starebbe bene insieme ai vostri razzi, scilipoti....a mangiare lo stipendio parlamentare per intero senza mettere piede in parlamento. Ma vada a fare la stella in tv mentre chi lo ha eletto lo ha fatto per lavorare per l'italia e non per andare in tv. Spero che almeno chi lo ha eletto gli chieda conto....

oizienoz

Mer, 17/04/2013 - 21:25

Secondo me il problema non è tanto andare in tv, ma andare in quel becero pollaio che è la trasmissione della d'urso. I stessi deputati pd che vi partecipano, sembrano degli sparring partner che vanno lì appositamente a farsi beccare dal pubblico di gallinacci ammaestrati.

fabio cova

Mer, 17/04/2013 - 21:42

Tutti gli elettori del m 5 stelle lo vogliano fuori....una simile persona non merita di rappresentare il m 5stelle ma avete una faccia piu per il pdl o pd-l

vacabundo

Mer, 17/04/2013 - 21:49

E fà bene se lo espelle.E' un testa dura,non ha capito niente e continuando così provoca danni al movimento ed a se stesso perchè in caso di rielezioni chi lo voterà più?A parte che il movimento non lo porterà mai più.Se ne vada nel gruppo misto,lì starà bene ed in vendita anche, ancora se c'è di bisogno qualcuno potrebbe comprarlo.

kihaad

Mer, 17/04/2013 - 22:12

Concordo, se preferisce fare tv si candidi col PDL . Purtroppo le mele marce sono un po ovunque e questa è la prima nel movimento. Se non vuole seguire le regole che ha firmato vada dove di regole non ne hanno. Fuori dal movimento. Avanti così e forza m5 s

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Runasimi

Gio, 18/04/2013 - 00:16

Per quanto tempo dovremo sopportare queste assurde beghe tra grilloidi indottrinati dal fanfarone a non farsi intervistare? Non si rendono conto che ormai NON FANNO PIU' RIDERE MA FANNO SOLO PENA? Ci sono già i sinistri a ritenersi geneticamente superiori. Vogliono sorpassarli in imbecillità?

precisino54

Gio, 18/04/2013 - 15:20

La democratica santa inquisizione pentastellata continua; a quando il rogo sulla pubblica piazza dell'eretico di turno? Lo statuto dice, nello statuto, lo statuto, lo statuto. Parole senza senso. È noto a chi mastica anche un minimo di leggi, che un qualunque accordo tra le parti, oltre a prevedere tutto quanto alla base del contratto: parti soggette al rapporto, oggetto del rapporto, libera accettazione del rapporto, deve prevedere anche la "non antigiuridicità" di quanto si conviene. Ovvero non si può stipulare di compiere qualcosa di illecito. Su questa premessa, come dichiarare una regola che imponga il non poter parlare o il non poter rilasciare dichiarazioni nei posti più disparati? Non è una norma che contraddice il dettato costituzionale alla voce libertà personali: libertà di parola e di pensiero?

angelomaria

Ven, 19/04/2013 - 14:13

e lo schifo continua GRAZIE VESPA

angelomaria

Ven, 19/04/2013 - 14:17

ed anche stavolta vedo una opinione divisa da molti se' non tutti ovvero igrillini ladri di bciclette peccato che quei tempi siano finiti come finira grillo nel dimenticatoio che facciano controlli fiscali ha tutti gl'iscritti ne vedremo delle belle credetemi