«Macché bomba d'acqua qui si paga l'incuria»I geologi

Le bombe d'acqua sulle Marche sono una trovata mediatica affascinante. Ma la verità è un altra, secondo il Consiglio nazionale dei Geologi: a far acqua da tutte le parti è il territorio e non per criticità dei fenomeni, quanto per scarsa manutenzione e mancanza di programmazione negli interventi. «Eventi disastrosi legati a precipitazioni meteoriche considerate anomale - spiega Piero Farabollini, consigliere del Cng - di anomalo hanno solo il fatto che si ripropongono con tempi di più brevi rispetto al passato. Non la quantità di pioggia caduta». Il problema è che in Italia 6 milioni di cittadini vivono in comuni a elevato rischio idrogeologico. Dall'inizio del '900 abbiamo avuto più di 4000 eventi gravi, con 1600 vittime e 700mila sfollati. «Nelle Marche il 10 per cento delle scuole è in aree potenzialmente ad rischio idrogeologico - prosegue l'esperto -. Il quadro è aggravato dalla scarsa pianificazione e programmazione territoriale e dall'inesistente pulizia di fiumi e torrenti».