Il macchinista del treno di Santiago era al telefono a 192 chilometri orariIeri le esequie dell'unica vittima italiana

Il macchinista del treno deragliato mercoledì alla porte di Santiago de Compostela, in Spagna, causando 79 morti, era al telefono al momento dell'incidente. Lo hanno riferito fonti giudiziarie, spiegando che prima del deragliamento il treno viaggiava a 192 chilometri all'ora, mentre l'incidente è avvenuto alla velocità di 153 chilometri all'ora. Il macchinista, Francisco garzon, è stato scarcerato ieri l'altro. Il macchinista Francisco Josè Garzon Amo, accusato di omicidio plurimo per «imprudenza», secondo le prime indiscrezioni aveva consultato poco prima del deragliamento una cartina; poi avrebbe avuto una telefonata con i tecnici della società ferroviaria Renfe, forse per discutere dei piani di viaggio. Il freno fu azionato una manciata di secondi prima dell'impatto, troppo pochi per ridurre la velocità e portarla sui livelli di sicurezza. Nella curva «A Gradeira» di Arois, luogo dell'incidente, il limite è di 80 km/h, ma alcuni tecnici interpellati dai media nei giorni successivi al deragliamento, hanno sostenuto che è strutturata in modo da garantire la stabilità del treno fino a un 50 per cento oltre il limite. Ieri intanto tutto Forza d'Agrò, Messina, ha partecipato ai funerali di Dario Lombardo, unica vittima italiana dell'incidente di Santiago. Il centro collinare del messinese che si affaccia sul golfo di Taormina e Capo dei Greci, si è stretto attorno alla famiglia del giovane. In chiesa non erano ammesse telecamere e macchine fotografiche.