Manager Trony si lancia dal 7° piano E sul suicidio indaga anche la Digos

Ha aperto la finestra e si è lanciato nel vuoto. Giacomo Mirabilia, responsabile marketing di Roma della società Edom alla quale fa capo anche catena Trony, si è suicidato giovedì sera a Roma lanciandosi dal settimo piano dell'azienda in via Schiavonetti. A trovare il corpo del manager intorno alle 20 è stato un vigilantes, che ha notato quel corpo riverso a terra. Ma per Mirabilia non c'era nulla fa fare. Gli inquirenti, che si occupano del caso, sono certi che si tratti di suicidio. L'uomo è parente del presidente della società, Alessandro Febbraretti, finito in manette lo scorso 11 dicembre per una frode fiscale milionaria.
D'obbligo, quindi, accertamenti a 360 gradi e sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori sono finiti i computer e altro materiale informatico di Mirabilia. Difficile al momento capire cosa possa aver spinto il manager a farla finita. Al momento, infatti, non ci sarebbero ipotesi specifiche sulle motivazioni. Ultimamente Mirabilia, secondo alcune testimonianze, attraversava un brutto periodo e aveva anche problemi familiari. Ma altre testimonianze raccolte dalla polizia, parlerebbero di un uomo tranquillo e nei giorni scorsi nulla avrebbe fatto pensare che avesse in mente questo tragico disegno. Le indagini sono affidate ora alla squadra mobile ed alla Digos.
Intanto si sa dagli investigatori, che hanno cominciato i loro accertamenti fiscali nel gennaio scorso, che il gruppo Edom avrebbe emesso fatture che non venivano registrate, ma erano contabilizzate dalle singole società controllate (sette sono già sottoposte a verifica e altrettante lo saranno molto presto) che a loro volta gestiscono i singoli negozi. In questo modo venivano creati fittizi crediti d'Iva e, per non squilibrare i bilanci, il gruppo emetteva note di credito, anche queste non veritiere. Motivo per cui l'ex presidente del gruppo è stato arrestato.