Da Mani Pulite a Expo. Il ritorno di Greganti, il Compagno G

Operaio della Fiat, uomo del Pci, condannato per finanziamento illecito al partito, oggi torna nel mirino della procura

Operaio della Fiat, uomo del Pci, poi aderente al Pds; coinvolto e arrestato nell’ambito dell’inchiesta Mani Pulite, Primo Greganti si professò sempre innocente, guadagnandosi l’appellativo e la fama di "Compagno G", cioè l’uomo che non molla e resiste a tutto pur di difendere fede politica e partito. Vent’anni dopo Tangentopoli, dalle cronache giudiziarie rispunta il nome di Primo Greganti: 70 anni, tessera Pd in tasca e una nuova accusa formulata dai pm milanesi in merito all'Expo. Nato nel 1944 a Jesi, in provincia di Ancona, Greganti è a Torino già 14 anni dopo; lavora come operaio in casa Fiat, ma la passione politica s’affaccia presto e prende le forme dei primi incarichi nel partito comunista che scalerà con il tempo, fino alla segreteria della Federazione di Torino e alla collaborazione con la direzione nazionale, per poi seguire Occhetto nel progetto del Pds. Ma è Mani Pulite a renderlo famoso: complice l’atteggiamento granitico con cui ha difeso la propria asserita innocenza di fronte ai magistrati milanesi, senza mai concedere alcuna confessione. Condannato a 3 anni e 7 mesi per finanziamento illecito al partito, patteggiò vedendosi la pena ridotta a 3 anni.

Commenti
Ritratto di CIOMPI

CIOMPI

Gio, 08/05/2014 - 20:17

Ottimo aver raccontato la storia del compagno G. ma per completezza di informazione sarebbe utile raccontare anche le storie degli altri furbacchioni. Ringrazio anticipatamente la Redazione!

Ritratto di Tristano

Tristano

Gio, 08/05/2014 - 21:37

E' un'indecenza che questi magistrati rossi spendano soldi pubblici per intercettare chiunque. Perfino nei ristoranti. Per forza se mettono sotto controllo tutta Italia prima o poi qualcuno beccano. No non sono improvvisamente rincoglionito a fare queste affermazioni. Queste cose le scrivono i sudditi del pregiudicato nei loro blog e giornali. Pensate che il voto di uno di questi dementi vale quanto il mio. Non è giusto

killkoms

Gio, 08/05/2014 - 22:20

l'utile ixxxxa che ha salvato il pci/pds/ds "!immolando" se stesso!e qtutto grazie al quel giudice poi parlamentare piddì,oggi defntò,che stabilì che i soldi li prendeva per sé!

brunog

Gio, 08/05/2014 - 22:37

Come in precedenza l'inchiesta si fermera' all'indirizzo civico del PD perche' non sara' possibile identificare in quale ufficio sono finiti i soldi e idenficare la persona. Naturalmente va tenuto conto che per il PD non vale la regola del "non poteva non sapere". Poi il magistrato che fermera' l'indagine sul marciapiede sara' candidato al Mugello come senatore o come deputato. Aspettare per credere.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Ven, 09/05/2014 - 00:18

Torna fuori di nuovo l'uomo di paglia che si era sacrificato per salvare il PCI dalle accuse di tangentopoli. Si ripete il copione già collaudato con successo anni fa?

cicikov

Ven, 09/05/2014 - 01:07

qualcuno credeva che avesse cominciato a lavorare? questo ha maneggiato più buste di mike.

maicon.silvio

Ven, 09/05/2014 - 08:04

Condannati, ricercati, espatriati...ma quanta crema abbiamo mandato in politica... Siamo proprio degli ignoranti e abbiamo soltanto quello che ci meritiamo.

Duka

Ven, 09/05/2014 - 08:12

Chissà se anche i rossi incalliti quelli, per intenderci, con il paraocchi, ora capiscono come funzione nel PCI,PDS,DS,PD passando per Quecie e Ulivi. Considerando che lo sporco affaire Monte Paschi non è bastato ad aprire gli occhi.