Marani è sportivo e tropicale Ravizza va nella Parigi anni '70

«Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi» diceva Marcel Proust. E uno sguardo speciale sulle emozioni che si colgono lasciandosi alle spalle la banalità dell'etnico e cercando nel profondo del proprio bagaglio estetico e culturale, lo abbiamo colto ieri in alcune collezioni dedicate alla primavera-estate 2013. Angelo Marani, per esempio, ha esplorato la sublime bellezza della foresta pluviale senza cedere alla tentazione di una lettura scontata. È riuscito a coniugare il fascino della natura con l'energia dello sport. Da una parte la sperimentazione di nuovi punti a rilievo in tessuti elasticizzati, dall'altra l'appassionata combinazione di stampe ispirate alla flora tropicale e di motivi animalier. L'invenzione di dettagli come i deliziosi top di maglia stretch a metà strada fra il reggiseno e la canotta è l'idea che rende inediti e irrinunciabili i piccoli tubini di maglia che ondeggiano sui fianchi e le gonne godet che esaltano la bellezza delle gambe «à gazelle». Desiderabili tutti gli accessori, dai grandi collier in lamina dorata alle borse in patchwork di pelle stampata. Un lavoro magnifico: è la bravura di chi sperimenta la felicità della scoperta. Simonetta Ravizza, per esempio, ha tradotto in abiti le suggestioni dei colori caldi del Marocco - toccanti le punte di rosso e di turchese accostate nello stesso cappottino di pelle scamosciata - e il minimalismo della Parigi anni Settanta. E nel racconto di un viaggio stratificato nel tempo, ci ha fatto cogliere la bellezza degli abiti di pelle lunghi e sottili, della canotta di visone in bianco e nero, dei sandali con il plateau in pelo stampa animalier e della borsa «Hemingway» in pelliccia tiger-print con manico di corno. Il talento di Alessandro Dell'Acqua che disegna con mano felice la linea n.21, sta nella capacità di tracciare in un'affascinante sequenza di modelli l'uno più bello dell'altro: fra la libertà del casual e la classicità italiana. Forme semplici e oversize, preziose T-shirt in broccato su gonne di pizzo nero affusolate come matite, pantaloni e top bustier in broccati tridimensionali sono alcune delle proposte di una collezione che fra i suoi must ha anche un magnifico abito in duchesse blu Klein con la stampa siliconata dell'immagine di una vestale. Dello stesso segno, moderno e sofisticato, è il lavoro di Chicca Lualdi, giovane designer che cresce di spessore stagione dopo stagione. Con la collezione Bee Queen ha scelto l'architettura di Frank Lloyd Wright per ricordare il legame tra perfezione formale e natura. «Mi emoziona la relazione fra la materia e il colore, la lentezza del ben fatto» spiegava prima di mandare in scena abiti trapezio in sete stampate a pixel, pantaloni fluidi, piccoli caban di organza. E un nuovo cammino produce sensazioni forti anche quando si parte dall'osservazione della realtà perché come diceva Chatwin, il viaggio allarga la mente e le dà forma. Al Gruppo Miroglio non è sfuggito che il cinquanta per cento del mercato italiano ed europeo in fatto di moda femminile è presidiato dalle taglie 44, 46 e 48. Per questo ha lavorato su un nuovo progetto e mandato in passerella, con la collezione For.Me Elena Mirò, donne che del proprio corpo vanno fiere e che lo vestono con abiti nati per essere protagonisti: sahariane e gonne con preziosi ricami di ispirazione Africa e seducenti variazioni sul tema dell'iconico vestito Marilyn in doppio cady e tagli shaping che valorizzano fianchi e décolleté. Le curvy possono lanciare la propria sensualità oltre l'ostacolo.

Commenti

Nadia Vouch

Gio, 20/09/2012 - 13:36

Tagli del tessuto di grande maestria, equilibri estetici unici, oggetti che, anche quando a causa del proprio fisico si vorrebbe ma non si possono indossare, o semplicemente perché non si riesce con i propri redditi ad acquistare, fanno comunque sognare. Più che semplice moda è cultura del vestire. Magnifico.