Marina: «Fango su mio padre per screditarlo come politico»

Milano Non riesce a tacere Marina Berlusconi. Troppo grande è il senso dell'ingiustizia subita, dell'oltraggio giudiziario che non ha colpito solo il leader Pdl ma anche tutti coloro che lavorano per lui. Così, anche il giorno dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato il maxi risarcimento di Fininvest a favore di Carlo De Benedetti, prende carta e penna per rilasciare un'altra dichiarazione di fuoco: «La decisione della Suprema Corte è uno schiaffo alla giustizia. Ma anche uno schiaffo, vergognoso e vile, a un grande gruppo imprenditoriale e alle migliaia di persone perbene che vi lavorano».
Dopo la bordata contro le toghe, la presidente di Fininvest e Mondadori prende di mira i media, perché se «la sentenza della Corte di Cassazione sulla vicenda Lodo Mondadori merita le critiche più dure, il modo in cui alcuni media la stanno utilizzando risulta ancora più indecente, indegno di un Paese che vorrebbe a tutti i costi mantenersi civile». Attacchi certo non casuali, secondo la figlia dell'ex premier, ma frutto di un piano preordinato e ben congegnato perché «ognuno svolge una parte ben precisa nella persecuzione sempre più accanita contro mio padre. Con l'esproprio da mezzo miliardo di euro lo si colpisce pesantemente sul piano patrimoniale. A ruota, la grancassa mediatica si incarica per l'ennesima volta di ribaltare totalmente la storia e il presente economico e politico di questo Paese. L'operazione è fin troppo scoperta: gettare fango su Berlusconi imprenditore per gettare fango su Berlusconi leader politico». E prima di affermare con spirito combattivo che «non ci daremo per vinti perché la verità non può finire seppellita, neppure sotto una sentenza», l'erede del Cavaliere rivendica con orgoglio i meriti del gruppo Fininvest che «deve il suo successo al talento, alla tenacia e al coraggio di mio padre e di tutti coloro che vi hanno lavorato e vi lavorano. Siamo un gruppo che occupa migliaia e migliaia di persone, abbiamo versato allo Stato negli ultimi vent'anni oltre 10 miliardi di euro di tasse, abbiamo sempre operato nella più totale correttezza e non abbiamo mai corrotto nessuno. I comportamenti criminali, piuttosto, appartengono a chi non si fa scrupolo di diffamare tutto questo per un killeraggio politico tanto evidente quanto disgustoso».
E per finire Marina ricorda la vera storia del lodo Mondadori ricordando che «la spartizione del gruppo non fu voluta dalla Fininvest ma ci venne imposta dalla politica». Inoltre «De Benedetti non subì alcun danno ma ottenne solo benefici. A lui andò infatti una parte molto rilevante dell'azienda, sia sotto il profilo economico che sotto quello del peso politico: La Repubblica, l'Espresso e i 18 quotidiani locali della Finegil. Lo stesso de Benedetti in svariate dichiarazioni rilasciate all'epoca fu il primo a dirsi non solo soddisfatto ma addirittura soddisfattissimo dell'esito della transazione».
E un nuovo intervento in difesa del padre arriva anche da Barbara Berlusconi: «Alcuni fingono di non capire: se considerano Silvio Berlusconi un delinquente, perché hanno fatto con lui gli ultimi due governi?».