«Marina in politica? Una buona soluzione»

Roma Non è né il battesimo del fuoco né una vera e propria benedizione. Ma, certo, Silvio Berlusconi non aveva mai parlato della discesa in campo di sua figlia Marina con toni così possibilisti come ha fatto ieri a Virus. Intervistato da Nicola Porro, il leader di Forza Italia ha infatti ripetuto di averla «sempre sconsigliata», ma ha anche aggiunto di considerare «una buona soluzione» il fatto che possa «a un certo punto interessarsi del nostro Paese». «Non credo» lo farà, spiega l'ex premier, ma «naturalmente a decidere sarà lei». Con un corollario: «Non è assolutamente una cosa matura, ma soprattutto ricordo che i leader li scelgono gli elettori, non i padri». Parole che arrivano all'indomani del duro botta e risposta tra Marina e Agelino Alfano, con la primogenita del Cavaliere che giovedì ha replicato ad un'intervista in cui il ministro dell'Interno definiva la sua eventuale discesa in campo «la paura della fine di una storia». «Alfano mi contesta la coerenza, caratteristica - ha ribattuto Marina Berlusconi - che lui invece non sembra tenere in gran conto».
Un Berlusconi, quello di ieri a Virus, deciso a trasformare la sua campagna elettorale in una vera e propria maratona tv. Visto che i giudici mi negano la possibilità di fare dei comizi in giro per l'Italia in cui non farei altro che ripetere quel che dico in televisione - è il senso del ragionamento dell'ex premier - vorrà dire che per recuperare non mi perderò neanche una trasmissione. Così, dopo un'intervista a Studio Aperto il primo maggio e la prima serata di ieri sul secondo canale Rai, oggi sarà la volta del Tg2. Domani, invece, in diretta da Villa San Martino, l'ex premier sarà ospite su Raitre di In mezz'ora. Oltre a collegarsi in videoconferenza alle 17 con il Teatro Tim di Bari, proprio per quel comizio a cui il Tribunale di sorveglianza gli ha impedito di partecipare. Una sorta di apertura ufficiale della campagna elettorale, visto che all'appuntamento organizzato da Raffaele Fitto parteciperanno per la prima volta insieme tutti e cinque i capolista di Forza Italia alle Europee (Giovanni Toti per il Nord Est, Elisabetta Gardini per il Nord Ovest, Antonio Tajani per il Centro, Gianfranco Micciché per le Isole e lo stesso Fitto per il Sud).
Berlusconi, intanto, ha deciso di alzare sempre più il tiro sui suoi diretti «concorrenti». Al netto dell'astensionismo, infatti, Forza Italia può provare a drenare voti su Ncd (e infatti da qualche giorno i toni nei confronti di Alfano sono più duri) ma anche sul M5S, che di consensi tanti ne ha presi proprio al partito del Cavaliere. Beppe Grillo - dice Berlusconi durante l'intervista a Porro - è «un uomo cattivo, così dicono tutti coloro che l'hanno conosciuto» e «ha caratteristiche troppo vicine a dittatori sanguinari che conosciamo nella storia». Insomma, se andasse al potere «ripercorrerebbe gli stessi itinerari tragici» di personaggi «come Hitler».
Ce n'è anche per Matteo Renzi, ma con toni decisamente meno forti. «Una volta arrivato a conquistare una maturità espressiva e una capacità di contatto che ha ritenuto giusta - spiega Berlusconi - ha pensato a quali erano le sue possibilità. Guardando da questa parte c'era già il leader Berlusconi che occupava la posizione e guardando dall'altra parte c'erano dei leader che dalla sinistra non erano sentiti come leader al 100 per cento.
Così, per convenienza, ha scelto la sinistra profittando di una macchina di partito già organizzata». Insomma, è la tesi dell'ex premier, Renzi è di sinistra solo perché nel centrodestra già c'era Berlusconi.