Mariti in affitto e gossip spinto Ecco cosa libera oggi le donne

Certo, tutti (tutte) sappiamo che l'emancipazione delle donne è cosa ben più seria, ma perché non ammettere che oggigiorno s'insinua anche in piccoli grandi gesti quotidiani che consentono di assecondare la vera indole femminile: il multitasking emozionale, ovvero l'abilità non soltanto di districarsi in un tourbillon contemporaneo di imprevisti e di impegni programmati che da sempre le differenziano dagli uomini, ma anche di abbandonare i clichè di donne femminili per puro dovere di anagrafe.
Un aiuto arriva proprio dalla tecnologia del futuro. Piatti autopulenti ma anche automobili che frenano e parcheggiano da sole, che leggono gli sms, rispondono ai comandi vocali e mantengono libere la testa e le mani consentendo ritocchi del trucco, lettura flash dei giornali e variegate operazioni emancipanti anche se al limite del codice della strada. Da case domotiche che permettono di accendere elettrodomestici a distanza e mettere contemporaneamente arrosti in cottura, bucati in centrifuga, riscaldamento in funzione, facendoci sentire meno colf e più Q, l'inventore di James Bond. Più semplicemente da «mariti in affitto», niente di compromettente per carità, ma soltanto uomini-maggiordomo che prendono ordini e risolvono le piccole e grandi incombenze casalinghe e che poi si dissolvono, senza lasciare cuori infranti.
Ma forse la vera emancipazione femminile non è questa. Piuttosto è dire o fare cose impopolari. Ognuna ha le sue. Per alcune può essere sparlare di altre donne, Eva contro Eva, nemiche amiche, senza sensi di colpa, senza ridicole solidarietà fuori tempo massimo perché quando c'è da schierarsi il sesso conta meno di zero. Per altre è dire con noncuranza di non avere il pollice verde, anzi di detestare piante e fiori e di non provare nessun interesse nel far diventare il basilico un fenomeno transgenico da Superquark. Può essere anche fingere con ingenuità di essere discriminate per attirare l'attenzione maschile e accelerare i tempi, puntando sulla residua galanteria dell'altro sesso, ma anche ammettere con sincerità che i propri figli sono insopportabilmente antipatici invece che continuare a parlarne come farebbe Cornelia, la madre dei Gracchi. Significa non provare sensi di colpa se si parte in vacanza da sole o con amiche di valigia lasciando fuori rotta (a casa) mariti o fidanzati, ma anche essere consapevoli che si capisce di target price, ticker, forex e stop loss molto meglio di tanti uomini sempre connessi al trading on line.
E poi vi sono i tipici cliché femminili che, volendo davvero essere emancipate, di tanto in tanto andrebbero dimenticati. Significa ammettere saltuariamente e a volume low di avere torto anche se forse non è mai vero, ma anche provare a dimenticare, esercizio quasi impossibile vista la memoria femminile capace di estrarre dagli archivi del cervello anche i dettagli più arrugginiti e dimenticati dai comuni mortali maschili. Oppure ammettere che gli uomini sono più bravi a fare la spesa anche se scelgono incuranti di qualsiasi tabella nutrizionale e si eclissano per ore tra gli scaffali. E magari imparare anche a stare zitte, qualche secondo, non di più.
Certo, per fare tutto ciò ci vuole un bel po'di esercizio. D'altra parte lo diceva già Simone de Beauvoir. E a volte per riuscirci anche una stoviglia autopulente può aiutare. Così come un po'di emancipazione. Quella vera, però.