Un Megafono fuori dal coro: Crocetta mette in croce il Pd

«Non sono preoccupato. Già negli anni '70 il Pci voleva farmi fuori. Oggi ci prova il Pd. Mi mettono sotto processo forse perché i miei atti sono per loro troppo estremisti. A questo punto non so se domani andrò alla direzione regionale del partito». L'ira del governatore siciliano Rosario Crocetta (nella foto) sembra segnare un bivio decisivo nel rapporto tra lui e il Pd, nei giorni in cui la formazione politica è alle prese con una complessa grana giudiziaria che ha prodotto il commissariamento dell'influente federazione di Messina. Una grossa fetta del partito siciliano non tollera più l'irriducibile pulsione autonomista del presidente, che col suo Megafono fa concorrenza diretta al Pd. Il segretario regionale Giuseppe Lupo si sarebbe lamentato con il leader Guglielmo Epifani, che gli avrebbe risposto picche: non possiamo fare figuracce. Ecco perché in serata Lupo è stato costretto a inchinarsi a Crocetta: «Il Pd sostiene Crocetta che in pochi mesi di governo ha fatto un lavoro straordinario».