"Mio fratello non si è ucciso" Incubo sette sulla morte di Carlo

Avrebbe tentato di impiccarsi e di darsi fuoco poi una coltellata ha spezzato il cuore di Carlo Mura. Ma molte cose non tornano. A partire da 5 morti sospette

Torino - C'è un paese, si chiama Saluzzo, e si trova nella ricca e cattolica provincia di Cuneo. Ci sono cinque suicidi irrisolti che hanno come protagonisti altrettanti adolescenti che hanno frequentato il liceo Soleri e che si sono tolti la vita tra il 2004 e il 2011. C'è un'inchiesta della procura di Saluzzo che annovera tra le possibilità quella che tutte le vittime, che non si conoscevano tra loro, in tempi diversi e con modalità diverse siano entrati a far parte di qualche setta. E poi c'è il misterioso caso di Carlo Mura, un ragazzo, un macellaio di 23 anni, che il primo giugno di quest'anno viene trovato morto nelle campagne di Mondovì. Si è suicidato, secondo gli investigatori. Una strana morte, la sua: il ragazzo avrebbe prima tentato di impiccarsi, poi non riuscendoci avrebbe provato a darsi fuoco. Fallito anche questo secondo tentativo, si sarebbe inferto una coltellata al cuore. E come essere di fronte a un triplice suicidio premeditato. Come se Carlo Mura avesse messo in conto di poter fallire al primo tentativo e per questo avesse pianificato delle tecniche suicide di riserva. Ed è per questo motivo che la sua famiglia continua a non credere alla tesi degli investigatori.

Il fratello Roberto Mura non molla. Ci ha provato in tutti i modi a convincere gli investigatori ad indagare più a fondo nella morte del fratello e ora che su Saluzzo aleggia il mistero del satanismo i suoi dubbi trovano nuova linfa e non gli danno pace. «Mondovì e Saluzzo distano pochi chilometri - racconta Roberto Mura -. Mio fratello era una ragazzo estremamente riservato. Nessuno di noi sapeva quello che faceva fuori di casa, aveva la sua vita e ce la teneva nascosta. Da quando ho letto dei suicidi di Saluzzo, della pista satanica, sono attanagliato dai dubbi. E se mio fratello fosse finito in qualche setta? Io non lo so, ma vorrei che si indagasse su questo fronte». Roberto Mura ha affidato le sue preoccupazioni al criminologo Ezio Denti perché indaghi, perché risolva il giallo. «Ci sono troppi interrogativi aperti - continua Roberto Mura -. Due mesi fa quando abbiamo deciso di chiedere aiuto ci è stata subito spiegata l'anomalia del suicidio di mio fratello. A cominciare dalle modalità. Immediatamente il nostro consulente ha ipotizzato che dietro alla morte di Carlo ci potesse essere del bullismo, più generalmente qualche setta. Non per forza satanica. Ma adesso che sono emerse tutte quelle storie di Saluzzo, voglio delle risposte».

L'indagine non è ancora archiviata: i primi esami autoptici avrebbero stabilito che Carlo Mura si sarebbe auto-inferto la coltellata al cuore, ma la perizia non è ancora stata deposita. «Gli investigatori ci tengono all'oscuro sulle indagini - spiega -. Ci dicono che non possono parlare con noi di queste cose. Io non ci credo al fatto che mio fratello si sia suicidato. O almeno che lo abbia fatto di sua iniziativa. Potrebbe essere stato indotto, magari in qualche assurda prova di coraggio come ci ha detto il dottor Denti. É un caso che giovani adolescenti come mio fratello si siano suicidati in modo così brutale tra il 2004 e il 2011, in modalità altrettanto macabre, nei paesi in provincia di Cuneo?».

Che non sia un caso, evidentemente, non lo pensa neanche la procura di Saluzzo, che dalla primavera del 2012 conduce un'inchiesta su queste morti sospette. La stessa inchiesta che poi ha dato origine all'arresto del professore Walter Giordano, 57 anni, al centro di uno scandalo per aver fatto sesso con le sue allieve del Liceo Soleri. Dallo scorso 10 maggio, il docente è indagato anche per istigazione al suicidio per la morte di Paola, una studentessa 18enne che frequentava il Soleri e che fu trovata morta il 7 dicembre del 2004 ai piedi di un pilone dell'acquedotto di Savigliano, a pochi chilometri da Saluzzo. Paola, in una lettera proprio al professor Giordano, pare si fosse definita una satanista. E un altro ragazzo, suicida, secondo i genitori era finita in qualche setta satanica. La famiglia di Carlo Mura ha dato incarico al criminologo di indagare anche su queste morti a caccia di un collegamento. Di una risposta.

Commenti

vince50

Sab, 31/08/2013 - 12:31

Una persona decide di farla finita quindi si procura una corda per impiccarsi,ma!! per essere sicuro che tutto vada a buon fine(si fa per dire)si porta anche una tanica di benzina e un coltello,non si sa mai.Anche i bambini credo a babbo natale per convenienza e non perchè sono scemi.