Mitra, chiodi e fumogeni La rapina perfetta va in scena in autostrada

Saronno (Como)Un colpo fulmineo, senza sbavature, pensato nei minimi dettagli. Conclusosi - nonostante gli oltre 30 proiettili di kalashnikov sparati - senza spargimenti di sangue. E un bottino di tutto riguardo. La rapina messa a segno ieri mattina da un commando di dieci banditi a un furgone portavalori della ditta «Battistolli» sull'autostrada A/9 Milano-Como-Chiasso, tra gli svincoli di Saronno e Turate, ha fruttato a chi l'ha realizzata circa dieci milioni di euro tra oro, oggetti preziosi e contanti. La banda ha svaligiato il mezzo ed è fuggita a bordo di due auto verso la Svizzera, attraverso strade normali. Fuggendo i rapinatori hanno anche lanciato sull'asfalto dei chiodi per rallentare qualsiasi inseguimento.
La polizia stradale, la scientifica e la squadra mobile di Como stanno ancora ricostruendo l'esatta dinamica. Tuttavia una cosa la sanno per certa: i malviventi sono gente decisa, ben coordinata ed esperta. E, con ogni probabilità, con più di un basista.
Il primo a lanciare l'allarme, è stato un automobilista, alle 7.05. Che ha chiamato il 118 segnalando un camion in fiamme che sbarrava la carreggiata in direzione Como, all'altezza dello svincolo in entrata per Saronno. Di telefonate al pronto intervento e al 113 ne sono arrivate poi molte altre. Qualcuno raccontava all'operatore di aver sentito anche dei colpi di arma da fuoco passando dalla carreggiata opposta, verso Milano.
La polizia stradale ha capito subito di cosa si trattava: una rapina messa a segno grazie a auto o camion posizionati di traverso in strada e usati come una barricata. Nel dicembre di due anni fa, infatti, un gruppo di banditi incappucciati aveva tentato nello stesso modo di assaltare un furgone della «Rossetti group» che trasportava un milione di euro lungo l'A1, a San Zenone, nel lodigiano. Allora la prontezza del vigilantes alla guida del furgone aveva avuto la meglio: alla vista dei mezzi che gli bloccavano la carreggiata, infatti, l'uomo, per nulla intimidito, aveva ingranato la retromarcia e sfondato il guardrail, fuggendo in contromano inutilmente inseguito dai banditi. I quali, dopo una furibonda sparatoria lungo le corsie dell'autostrada, avevano desistito ed erano fuggiti.
Non è andata così ieri. Appena i furgoni blindati della Battistolli, partiti prima all'alba dalla sede di Paderno Dugnano (Milano), hanno superato lo svincolo di Saronno, un primo gruppo di banditi ha bloccato la viabilità sulla carreggiata dietro di loro con un camion messo di traverso e sul quale, grazie a un fumogeno, era stato inscenato un incendio. Quando i conducenti dei due furgoni si sono accorti dell'accaduto vedendo il fumo negli specchietti retrovisori, era già troppo tardi: un altro mezzo stava infatti chiudendo loro la strada, obbligandoli a fermarsi.
A quel punto sono arrivati i banditi, con le pettorine della polizia. Che hanno circondato e intimorito i vigilantes della Battistolli sparando raffiche di kalashnikov. Quindi hanno sradicato il portello del furgone portavalori con un flessibile, obbligando i vigilantes a uscire e iniziando così la razzia di quel che conteneva. L'altro furgone non viene neppure sfiorato: segno evidente che la banda sapeva che non era «interessante» dal punto di vista del bottino.
Trasferiti quindi contanti e lingotti d'oro su tre auto, la banda è fuggita a bordo di un 4 vetture, disseminando la carreggiata di chiodi a tre punte per rallentare i soccorsi. Una mossa che ha dato il tempo ai malviventi di abbandonare poi le auto in un casolare per dileguarsi, probabilmente su mezzi «puliti», verso Chiasso.
L'autostrada, intanto, è piombata nel caos. Il tratto Lainate-Como-Chiasso e quello dell'allacciamento A8/A9 in direzione di Como, è stato riaperto solo alle 15.15.
Il ripristino completo del traffico autostradale in entrambe le direzioni c'è stato solo poco prima delle 17.