Moncler, la geometria non è un'opinione Ecco lo stile a rombo

Una questione di uniforme e non di uniformità: nelle collezioni per il prossimo inverno viste ieri in passerella a Milano aleggia lo spirito di un'eleganza che si faccia rispettare e ricordare anche se, il fascino della divisa, spesso mette in ombra chi la indossa. Ma l'obiettivo dei designer è sempre quello di partire da uno spunto per offrire soluzioni nuove o comunque non viste. È il caso di Tom Browne, immaginifico stilista americano che per Moncler disegna la collezione Gamme Bleu. Ieri in un affascinante spazio allestito come la biblioteca di una club house inglese, lo stilista ha mandato in scena quella che secondo lui sarà la divisa più originale e chic del prossimo inverno: una serie di disegni argyle declinati in raffinate combinazioni di colori e tessuti. Giacche, bermuda, pantaloni e accessori, tutto era rigorosamente argyle.
In questa uniformità di disegno le sorprese non sono mancate: intanto il debutto della collezione donna Gamme Bleu e poi il pregio di materiali insospettabili. Fra 22 outfit per la donna e 30 per l'uomo, si potevano ammirare preziose giacche di visone intrecciate a mano con la lana, giacche in cashmere e shetland illuminate da rimani con paillettes o in tweed stampato, bermuda e gonne strette all'orlo. Inutile dire che l'elaborazione di ogni modello, dai cappotti Chesterfield, ai trench, alle mantelle è frutto di un'accurata lavorazione sartoriale. Belle le nuance di colori che al rosso bianco e blu accostano anche il rosa e il verde. «Sin da quando ho iniziato nel 2009 a lavorare al progetto Gamme Bleu avevo in mente di disegnare anche la donna: è arrivato il momento di coronare questo sogno» diceva lo stilista dopo aver raccolto gli applausi di molti ospiti fra i quali la coppia Federica Pellegrini e Filippo Magnini. Uniformi ma in senso completamente diverso anche nella collezione più concettuale disegnata da Italo Zucchelli per Clavin Klein. «Mi sono ispirato all'abbigliamento da lavoro» spiegava lo stilista mentre in passerella uscivano completi di camicie e pantaloni dello stesso tessuto, esempio di una nuova uniforme in cui si vive a proprio agio. Interessante il gioco delle sovrapposizioni insolite come il bomber sul bomber, divertenti le felpe decorate con i nomi dei profumi più celebri della maison tra cui «Obsession» e gli impeccabili paltò di cashmere di cui, bellissima, la versione color caramello. L'uniforme dell'uomo Marni prende elementi e ossessioni sia dallo sport sia dal classico, come dal workwear o dalla sartoria per rimettere insieme secondo una logica cara alla designer Consuelo Castiglioni: capi essenziali e molto funzionali, parka e bomber fusi anche in un solo modello, pantaloni e bermuda in pelliccia di capra da spedizioni polari e bellissime camicie di seta stampata. Per i fan dello stile Missoni l'ossessione è quella delle onde e dei surfer, da inseguire e catturare. «Una fuga dalla città e un costante richiamo alla natura» diceva Angela Missoni prima di mandare in passerella la divisa del vero uomo rilassato e a proprio agio nelle belle giacche di maglia, un must della maison, nei pantaloni comodi, nel grande giaccone di maglia foderato di shearling. Indispensabili per una vita di libertà ed emozioni, la lunga coperta di maglia all'uncinetto, un vero capolavoro, da portare sulle spalle in caso di brezza e i sandali foderati di pelliccia.
Affascinante anche il lavoro di Giancarlo Petriglia, bravissimo designer che ha debuttato con la collezione Opera di Piquadro: borse, borsoni, trolley e zaini in vari materiali e abbinamenti cromatici straordinari, per garantire massimo trasformismo e funzionalità. «La parte più difficile è stata rendere il trasformismo esteticamente bello» diceva lo stilista mentre i visitatori ammiravano la magnifica location: le sale dell'Accademia di Brera alla quale Marco Palmieri, presidente Piquadro, ha voluto donare tre borse di studio per gli allievi più talentuosi.