Il mondiale dell'Italia con l'incubo dell'afa

Inghilterra, Costarica e Uruguay. Prepariamoci e partite. In attesa dei figli e dei nipoti del polpo Paul, da ieri possiamo stampare tutti i tipi di almanacchi, bollettini, gratta e vinci per conoscere il campione del mondo di fucibòl del 2014, con il solito sogno segreto e meraviglioso di alzare la coppa verso il Cristo Redentore, così affiancando, in casa sua, il Brasile con cinque titoli mondiali. Andiamo a letto con tre fotografie sul comodino: Fernanda (...)

(...) Lima, la pubblicità spettacolare della femmina, don Alcide Ghiggia la leggenda uruguagia più eterna del football e sir Jeoff Hurst, un signore inglese che i turisti a Londra possono vedere raffigurato, nella zona di Newham, in una statua accanto a Bobby Moore, Martin Peters e Ray Wilson campioni del mondo nel '66. La mano del settantunenne baronetto ci ha regalato la sua Inghilterra come prima avversaria, il fatto accadrà alle 3 di notte del 15 giugno a Manaus. Il resto non mi sembra preannunciare particolari tragedie e ansie, visti anche certi precedenti. Peggio di noi stanno i campioni del mondo di Spagna che hanno due trappole micidiali, Cile e Olanda, così come il Brasile con il Messico e gli africani del Camerun. Direi che la Francia, vessata dalla tasse di Hollande, si è rifatta pescando robetta da subbuteo come Ecuador e Honduras, provocando gelosie e malignità da condominio.
I giochi sono fatti, già si parla di biscotto con gli uruguagi nella partita conclusiva del gruppo, ovviamente a sfavore dei perfidi albionici, il lupo italiano perde il pelo ma non il vizio. Fuori gli atlanti, i barometri e i termometri, tutti alla ricerca di quale indumento indossare e quanti liquidi dovremo ingerire là dove la terra scotta o, improvvisamente, cala l'inverno.
Ci sfideranno un paio di ex salariati nostrani: Tabarez e Hodgson sono passati dai nostri campi di football, isole comprese, non lasciando particolari memorie, uruguagi e inglesi fanno parte dei nostri libri di scuola, Ghiggia e Hurst erano i soli non distratti dalla vicinanza di Fernanda Lima ma pronti a rinfrescare la memoria calcistica.
Sei mesi per giocare con i sogni e con il fantacalcioazzurro, cercando di capire se Balotelli, se Rossi, se Totti, se Pirlo, se Buffon, insomma se fatta l'Italia sarà, come sempre, opportuno fare gli italiani. Lo show di calcio, musica e danze, costato soltanto sette milioni di euro, si è aperto con l'invito della presidente brasiliana Dilma Rousseff a osservare un minuto di silenzio nel ricordo di Nelson Mandela. Il colonnello Blatter ha abbassato appena il capo e poi lo ha rialzato, pensando bene di ridurre a venti secondi il cordoglio degli astanti e del resto dei teleutenti, anche il silenzio dipende dal capo della Fifa.
Non lamentiamoci, poteva andare meglio ma anche peggio. Per il momento si gioca con il pallone del nostro campionato. Quando verrà l'estate allora sarà il tempo del fucibòl, della torcida, del samba e delle Fernanda Lima. E che il cielo sia azzurro.

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Di Dio e Ordine alle pagine 34 e 35

di Tony Damascelli