Moratti jr dalla Batcasa alla moda

Gabriele, il figlio dell'ex sindaco di Milano, ora disegna vestiti. Sono di alta qualità ma in stile biker

Parigi«Adesso nella casa di Batman ci può anche andare Superman, non certo io: ha portato troppa negatività nella mia vita»: Gabriele Moratti, detto Bebe, risponde all'inevitabile domanda sul pasticciaccio brutto in cui è stato coinvolto un paio d'anni fa, quando fu accusato di aver trasformato senza i dovuti permessi un capannone industriale in una lussuosa dimora ispirata alla casa del supereroe. In quei giorni sua madre, Letizia Brichetto Moratti, era nel bel mezzo della campagna elettorale per la rielezione a sindaco di Milano contro Giuliano Pisapia. La storia della Bat-caverna abusiva finì sui giornali e lui venne fatto a pezzi. «Mi assumo tutte le mie responsabilità - sostiene - ho patteggiato una condanna a sei mesi di reclusione con una multa da 49mila euro, ma adesso vorrei parlare d'altro».

Ora Bebe con due soci (Daniele Sirtori e Vanni Vaghi) ha fondato Redemption Choppers, marchio del lusso made in Italy che ha le carte in regola per diventare nel campo del motociclismo ciò che Hermés è in quello dell'equitazione. Presentata in questi giorni a Parigi con una mostra di foto tratte dal volume Beauty Walks a razor's edge, la collezione della prossima estate di Redemption Choppers è la quintessenza dell'estetica biker con una qualità inimmaginabile: il cashmere più bello, la pelle nera più preziosa, le più costose e avveniristiche soluzioni anche a livello d'immagine. Tanto per dare un'idea le foto scattate in Islanda dallo stesso Bebe a una magnifica Isabeli Fontana sono interattive, grazie a una app che permette di vedere il backstage filmato di ogni singolo scatto.

Inoltre il 50 per cento del ricavato viene donato in beneficenza e questa griffe in due anni ha già devoluto un milione e mezzo di euro. Del resto il ragazzo Moratti a 35 anni aveva già due lauree (in sociologia e storia dell'arte) nella stessa Duke University di Durham in cui ha studiato Nixon, uno stage nel reparto fusioni e acquisizioni della JP Morgan, varie esperienze da volontario (in Sri Lanka per lo tsunami del 2004, all'Aquila per il terremoto del 2009). Senza contare la storia di San Patrignano, che è strettamente legata a Redemption Choppers. Parla lui per tutti ma gli altri soci sono presenti e più che attivi come del resto il consulente finanziario, Antonio Padula, che ha già partecipato al successo di Costume National, altro brand che fa onore all'Italia.

Come avete iniziato e perché?
«Io e Daniele siamo cresciuti a San Patrignano, dove Vanni, che si occupa del verde, è sempre stato il nostro maestro. In casa sua abbiamo scoperto la musica dei Led Zeppelin, il rock duro e puro degli anni '70 e la passione per le moto. L'abbiamo aiutato a ricostruire una vecchia Harley Davidson e da quel momento in poi lo stile biker diventa il nostro stile, una seconda pelle».

Ma Redemption Choppers come nasce?
«Nel 2009 siamo all'Aquila ad aiutare i terremotati e lui ci telefona per dire che vende la moto. Entriamo nel panico e lo preghiamo di aspettare. Appena possibile torniamo a San Patrignano e decidiamo di lanciarci in una nuova avventura: costruirà le moto più belle del mondo, il mitico chopper che tanto ci ha fatto sognare in Easy Rider, mentre noi ci occuperemo dei vestiti».

Competenza stilistica?
«Zero. E in più nessuno dei due sa disegnare. Però abbiamo ben presente il tipo di vestiti che la nostra donna ideale vorrebbe indossare. Li sappiamo descrivere nei minimi dettagli. Inoltre siamo esigenti sul fronte della qualità: vogliamo il meglio».

Bebe fa anche le foto, Vanni fa le moto e Daniele cosa fa?
«Ci sta con il fiato sul collo affinché rispettiamo gli impegni che abbiamo preso con la beneficenza».

Giusto, come funziona questa storia?
«Semplice, Vanni fa le moto a mano, 300 ore di lavoro l'una. Ne abbiamo donata una prima all'Amfar che è stata venduta per 160mila euro e una seconda, battuta per 600mila euro all'asta benefica dell'associazione durante l'ultimo festival di Cannes. La sola cosa che ci dispiace è che nessun giornale italiano lo ha scritto».

In compenso sulla casa di Batman hanno versato fiumi d'inchiostro…
«Ma hanno smesso subito dopo le elezioni, guarda caso. Il bello è che nella prima collezione di Redemption Choppers c'era una tuta di cashmere ispirata a Eva Kant, la fidanzata di Diabolik. Ne abbiamo vendute poche, ma non è grave: in un solo anno siamo passati da 5 a 17 punti vendita di livello internazionale e soprattutto abbiamo donato un milione di euro. Non male come redenzione, no?»