Morta dopo venti giorni d'agonia il sindaco ferito dal vigile impazzito L'agente era stato cacciato e le aveva sparato per vendetta

Era stata colpita, nel suo ufficio in Municipio, la mattina del 2 luglio, a colpi di pistola insieme al suo vicesindaco Costantino Iametti dall'ex funzionario della polizia locale Giuseppe Pegoraro, 61 anni. Ieri, dopo 20 giorni di agonia, Laura Prati, 48 anni, borgomastro pidiessina di Cardano al Campo è morta. Il vigile, che voleva vendicarsi per essere stato sospeso dal servizio dopo una condanna per truffa e peculato, attorno alle 9,30 era entrato nell'ufficio del sindaco e aveva sparato diversi colpi di pistola, ferendo i due amministratori. Poi era fuggito in auto, gettando un ordigno incendiario artigianale nella sede dello Spi-Cgil in paese. Aveva aperto il fuoco anche contro un suo collega e contro l'auto degli agenti di polizia che lo inseguivano: alla fine venne catturato grazie all'intervento di un commissario di polizia. Laura Prati e Costantino Iametti, raggiunti da diversi colpi di pistola, erano stati sottoposti a delicati interventi chirurgici in ospedale. Iametti è stato dimesso nei giorni scorsi, grazie a un costante miglioramento della sue condizioni di salute.
Le condizioni di Laura Prati, nonostante l'iniziale ottimismo dei medici, si sono invece fatte disperate dopo un aneurisma che l'ha colpita un paio di giorni fa al termine di un'altra operazione: prima i medici hanno dichiarato la morte cerebrale, ieri alle 8.30 è stata «staccata» la spina. E ieri per lei, anche a Palazzo Marino, (Milano) in consiglio comunale, si è tenuto in minuto di silenzio.
La giustizia «privata» di Giuseppe Pegoraro quel giorno voleva fare una strage: ella sua black list c'era anche il giudice che lo aveva condannato a due anni in primo grado e alcuni giornalisti che avevano scritto della vicenda. La presidente della Camera, Laura Boldrini, non trova di megli che dire: «Il suo omicidio è un'ulteriore dimostrazione di quanto pericoloso sia il possesso di armi».