Muore a 16 anni giocando a calcetto

Tragedia a Pompei: ragazzino stroncato da un malore. È polemica sui soccorsi: "Arrivati tardi"

Tragedia su un campo di calcetto a Pompei: un ragazzino di 16 anni, Gabriele Caccavale, è morto sul colpo vittima di un malore che lo ha colpito nel corso della partita.

La disgrazia si è verificata intorno alle 20 di ieri, sul campo della parrocchia del Santissimo Salvatore, a pochi passo dal Santuario di Pompei. Il ragazzo era in campo solo da pochi minuti quando si è avvicinato alla panchina per bere, ma a quel punto si è sentito male, accasciandosi a terra senza vita.

Quando sono giunti i sanitari il ragazzo era già morto. È subito scoppiata la polemica sui - tardivi? - soccorsi e la rabbia degli amici e dei familiari. "Soccorsi non tempestivi". Ma il personale sanitario presente respinge le accuse. "Mai sofferto di problemi cardiaci" , fanno sapere i genitori del ragazzo, sotto shock e senza pace per avere perso un figlio in un modo così crudele. Ora le indagini. Il magistrato ha disposto l’autopsia per accertare la causa del decesso.

Commenti

Holmert

Lun, 04/03/2013 - 10:58

La morte è evento ineludibile,arriva e nessuno di noi sa nè il giorno nè l'ora. E così è arrivata per il povero ragazzo,inaspettata. A prescindere dal rispetto che la sacralità della morte impone,al solito si accendono le polemiche per i ritardi dei soccorsi. Come se le ambulanze fossero dei siluri o dei razzi a comando e come se la loro presenza fosse in grado di risolvere situazioni drammatiche. Penso che ,per il ripetersi di episodi del genere,ogni genitore,sapendo che il figlio fa dello sport,un qualsiasi sport,o corsa,o fatica,debba di necessità fare eseguire una serie di analisi chimico-fisiche e di esami strumentali,atti a riconoscere difetti cardiaci,polmonari e perchè no,cerebrali. Se poi,nonostante ciò,succede l'irreparabile,vorrà dire che l'evento non era prevedibile. Basti pensare alle tante patologie cardiache che non si possono rilevare con un semplice esame auscultatorio o un ecg standard,di qualche minuto di tracciato elettrocardiografico. Una volta bastava una semplice visita medica,ora non più. La legge dice che per accertare e curare bisogna mettere in atto tutti i mezzi a disposizione.Ed i mezzi ora sono tanti. Meglio prevenire.

linoalo1

Lun, 04/03/2013 - 12:22

Siamo alle solite!La colpa viene sempre data ai soccorsi tardivi!Certo,fa dispiacere la morte di un giovane!Ma nessuno ha pensato che,comunque,era il suo destino??Chiunque nasca con una malformazione è a rischio.Se viene individuata in tempo,forse ci si può convivere.Però,trovo da ignoranti,dare la colpa al ritardo dei soccorsi,perchè tutti siamo destinati,prima o poi,per malattia o vecchiaia,a morire!E' ovvio che tutti vorremmo morire di vecchiaia!Ma,se cosìfosse,oggi non saremmo solo 7 miliardi ma,bensi più di dieci con le relative conseguenze.Lino.

Ritratto di marforio

marforio

Lun, 04/03/2013 - 14:39

Questa smania di fare sport senza farsi un controllo medico.Questi fatti sono evitabili se si facessero visite contollate anche per i giovani .Sicuramente il giovane aveva qualcosa.Non si puo ora incolpare i soccorsi, , ma tante, quando finiremo di piangere sara sempre tardi.