Nessuna giustizia per Domenico, i tedeschi archiviano l'inchiesta

Il giallo dell'ingegnere lucano ammazzato a Monaco. Dopo sette mesi di indagini vane, gli inquirenti bavaresi gettano la spugna

Nichts. Niente. Sei lettere che, tanto in tedesco quanto in italiano, svuotano l'anima. Niente pietà. Ma, soprattutto, niente giustizia. La polizia di Monaco di Baviera ha gettato la spugna: l'omicidio Lorusso è stato archiviato. Senza colpevoli.
La speciale squadra anticrimine che dal maggio scorso dava la caccia al killer del 28enne ingegnere lucano si è sciolta. Come una candela accesa in chiesa. Il fuoco della speranza è rimasto acceso per sette mesi, ora non resta che un grumo di cera solidificato nella rabbia. La rabbia di chi ha creduto che almeno lì - nell'«efficiente» Germania - l'assassino di Domenico venisse individuato, arrestato, sbattuto in galera. Nulla di tutto ciò.
In un paese dove (così certificano le statistiche) per il 93% degli omicidi viene trovato il colpevole, l'uccisione del nostro connazionale rientra invece proprio in quel 7% di casi destinati a rimanere irrisolti. Chiamiamola pure «sfortunata coincidenza».
Eppure, in quella dannata sera del 28 maggio a Monaco, tutto sembrava a un passo dalla soluzione: un tizio nel parco che costeggia il fiume Isar si avvicina alla fidanzata di Domenico e le sputa in faccia, Lorusso affronta l'uomo e viene accoltellato a morte. La zona è di passaggio, ci sono telecamere. Gli investigatori bavaresi - manco fossero quelli di Garlasco o Cogne - si lasciano sfuggire che «il killer ha le ore contate». Ma ormai i familiari di Domenico hanno smesso di contare. Con la dignità che li ha sempre caratterizzati durante questo dramma sussurrano solo che «speravano in un epilogo diverso». Non diranno mai di essersi sentiti in giro per 7 mesi, ma si vede che lo pensano.
All'indomani dell'agguato mortale, le indagini promettono bene: il killer aveva lasciato la «firma» del suo Dna, non restava altro che dare un volto a quel «nome» genetico e il carnefice di Domenico sarebbe finito in carcere. Passano invece le settimane, i mesi. I controlli si moltiplicano su decine di possibili sospetti. Viene messa una taglia. Fermato un uomo. Spuntano vari testimoni. Sembra la svolta. Ma non accade niente. Nichts. Ma anche nella sua città natale, Potenza, non accade niente. E questo fa altrettanto male. Nel giorno della morte di Domenico il capoluogo lucano era in festa, c'erano i «Turchi», la tradizionale sfilata in onore del santo patrono, San Gerardo.
Da queste colonne chiedemmo al sindaco che la festa venisse interrotta da un minuto di silenzio in onore di Domenico. Non fummo ascoltati. Nei giorni successivi, sempre da queste stesse colonne, lanciammo un appello ai mezzi di informazione locali (Rai, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Quotidiano e La Nuova) affinché sull'inchiesta Lorusso l'attenzione mediatica rimanesse alta per fare da pungolo agli inquirenti tedeschi. Pure in questo caso non siamo stati ascoltati.
E dire che la storia esemplare di Domenico (un «figlio del Sud» che, alla faccia dei vecchi luoghi comuni, in Germania si era affermato professionalmente) avrebbe potuto - e dovuto - dare un'immagine finalmente diversa di una Basilicata ancora troppo arretrata. Un'arretratezza che l'oblio lucano calato sulle sorti di Domenico ha, purtroppo, confermato.

Commenti

edo1969

Mer, 08/01/2014 - 09:33

Questa notizia fa davvero male. Non voglio pensare male, cioè che stiano coprendo qualcuno o che se si fosse trattato di un tedesco la polizia continuerebbe a cercare. Ma dico solo che non dovrebbero abbandonare le indagini cosi', non è giusto. Riposa in pace Domenico, sappi da lassù che non ti dimenticheremo. Un "figlio del Sud", è vero. Tu rappresenti un'Italia, bella pulita e coraggiosa.

Ritratto di stufo

stufo

Mer, 08/01/2014 - 10:34

Là ognuno si fa i fatti suoi. Omertà alla crucca.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Mer, 08/01/2014 - 10:57

7 mesi sono troppo pochi per archiviare un'inchiesta. In Italia non succederebbe mai, per fortuna.

gibuizza

Mer, 08/01/2014 - 11:18

Onore comunque alla Germania, 93% dei casi risolti e ammissione di incapacità quando non ci riesce. In Italia il 93% sono i casi irrisolti e tra quelli risolti ci sono Perugia, Erba, Cogne, Garlasco, via Poma dove c'è evidente ricerca di un colpevole a qualsiasi costo.

francdelp

Mer, 08/01/2014 - 11:30

Tutto il mondo è paese, con buona pace di franco trier.

Ritratto di Willy Wonker

Willy Wonker

Mer, 08/01/2014 - 11:42

Giusto! E inutile continure un inchiesta che non ha tstimoni certi indizzi certi, o colpevoli certi! Le indaggini sono archiviate non cancellate. Solo in questo paese sgangheratto e di imbecilli vanno avanti anni con teoremi e supposizioni spendendo milioni per niente e senza arrivare a conclusionu certe, basta vedere i varri casi dove i condannati lo sono per teoremi e non prove inconfutabili!! Paese di allocchi!!

Giampaolo Ferrari

Mer, 08/01/2014 - 12:43

QUELLI SONO TEDESCHI PRIMA O POI LO PRENDONO.QUELLI NON DIMENTICANO.

lorenzo464

Mer, 08/01/2014 - 16:05

mi sembra una cosa normale, in cosa consiste la notizia?

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mer, 08/01/2014 - 18:46

francdelp si ma non abbiamo certamente il 41,6% di disoccupati , qui da me sono 3,9% ti sembra che tutto il mondo sia paese?

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Gio, 09/01/2014 - 10:03

francdelp , il fatto è che voi avete i komunisti al governo noi no e non esistono neppure qui.