A New York la presentazione di Marchionne agli analisti

Nuova esclusione per l'Italia. Sergio Marchionne, infatti, avrebbe scelto New York per presentare ad analisti e banche d'affari, alla fine di aprile, il piano triennale di sviluppo di Fiat Chrysler Automobiles. Successivamente, all'inizio di maggio, l'amministratore delegato del futuro settimo gruppo mondiale dell'auto, incontrerà in Italia i sindacati per confrontarsi sulla linee strategiche. La scelta è ovviamente legata alla centralità della Grande mela nel contesto finanziario mondiale e al fatto che il prossimo 1 ottobre, se non ci saranno intoppi, la campanella di Wall Street segnerà il debutto al Nyse del titolo Fca.
Ieri, intanto, a Piazza Affari, dove le azioni di Fca saranno pure quotate, Fiat ha recuperato in parte le forti perdite coincise con la presentazione, mercoledì, dei conti 2013 e delle stime sull'anno in corso. Il titolo ha così ripreso fiato, guadagnando il 2,97% a 7,4 euro. Le reazioni alla svolta di Fiat, con la decisione di trasferire in Olanda e Regno Unito le sedi legale e fiscale, hanno trovato ampio spazio sulla stampa mondiale. Nella «Lex Column», il Financial Times, nel commentare i risultati dell'esercizio 2013, sottolinea la debolezza del marchio Fiat che, senza Chrysler, avrebbe chiuso lo scorso anno con una perdita netta superiore del 15%, mentre tra analisti e investitori restano i timori per il rischio di un peggioramento dei conti del gruppo. Anche il Wall Street Journal dedica spazio alle questioni finanziarie in un articolo intitolato «Fiat taglia il dividendo e presenta prospettive cupe per il 2014», mentre in un altro pezzo di commento si sottolinea come l'assunzione del pieno controllo di Chrysler abbia messo ancora «più sotto pressione i conti di Fiat», e come il mercato del Brasile sia «uno delle maggiori maggiori preoccupazione per Marchionne».
Ieri, intanto, anche il cda di Cnh Industrial ha approvato i conti 2013. Negativa la reazione della Borsa dove il titolo ha perso il 3,41% a 7,94 euro: la società di macchine agricole e camion ha chiuso l'esercizio con un utile netto di 917 milioni (+2%). A preoccupare, però, sono le stime sul debito per il 2014, previsto tra 1,5 e 1,7 miliardi, contro le attese per 1,2-1,3 miliardi.