Le «note spese» dei santi nel mirino di Francesco

Caro Direttore,
da libera cittadina di uno Stato che si definisce democratico e civile, sento di dover lanciare un grido di dolore per la vicenda della piccola Francesca, la ragazzina di Roma che dopo aver subito molestie sessuali da un conoscente fin da bambina e dopo aver trovato il coraggio di denunciare alla madre quanto accaduto, si trova adesso, dopo due sentenze di colpevolezza a carico del pedofilo, a convivere di nuovo con lui, nello stesso condominio, come se nulla fosse successo.
Da donna e madre, mi domando quale grottesca perversione nel meccanismo delle nostre leggi possa determinare tanta crudeltà, costringendo la ragazzina a soffrire due volte, lasciata sola da uno Stato che si ripromette a parole di proteggere i suoi cittadini, specie quelli più indifesi, e che poi produce queste assurdità, spesso per leggerezza. Vorrei vivere in un Paese in cui la legalità non fosse solo una parola, ma una realtà; in un Paese in cui i responsabili di tanta efferatezza pagassero, e non mi riferisco solo al pedofilo, ma anche a quei giudici che si limitano ad applicare la legge, senza valutare le conseguenze delle loro sentenze. È chiedere troppo? Chi proteggerà Francesca? Toccherà a noi cittadini difenderla, magari con una carezza, magari con una catena umana?
È tutto quello che possiamo fare?

Commenti

Gioa

Sab, 24/08/2013 - 09:46

giudici se avete figli anche voi...e vi toccasse questa sorte che fate?

Ritratto di centocinque

centocinque

Sab, 24/08/2013 - 10:03

Io vogliosapere perchè nessun giornale ha osato pubbloicare il nome del magistrato in questione.

MEFEL68

Sab, 24/08/2013 - 10:41

Cosa passerà in testa a quella ragazzina, quando incontrerà quell'individuo per le scale? Come vivranno quei genitori sapendo che quell'individuo gira fra loro? Possibile che queste domande il Magistrato non se le sia poste?

Ritratto di centocinque

centocinque

Sab, 24/08/2013 - 20:58

come si chiama il magistrato?