Nuove leggi e doppie letture Ecco perché il teorema vacilla

Norme sulla prostituzione minorile e induzione modificate da poco: ci sono interpretazioni diverse. Per evitare "sorprese" i pm hanno presentato tre memorie alla corte

Il pm Antonio Sangermano e gli avvocati Piero Longo e Niccolò Ghedini

Milano - Il day after di Ilda Boccassini somiglia ad un giorno come tutti gli altri: il procuratore aggiunto è in ufficio, riceve i poliziotti, coordina una retata contro un paio di amministratori locali. Ma dietro la calma apparente la Procura milanese sa che è in corso una partita delicata, e il cui esito è tutt'altro che segnato. La richiesta di condanna di Berlusconi a sei anni di carcere si appoggia su una massa imponente, in puro Boccassini-style, di intercettazioni, tabulati, rilevamenti. Ma anche su considerazioni di diritto altrettanto decisive per tramutare le accuse in condanna. Ed è qui che la Boccassini e i suoi colleghi sanno di rischiare di più.
Prima ancora di iniziare la requisitoria, lunedì mattina, la Boccassini e il suo collega Antonio Sangermano hanno depositato tre memorie scritte al tribunale che dovrà emettere la sentenza. Una è un bestione da settecento pagine dedicato all'analisi - giorno per giorno, passo per passo, - dei movimenti dei protagonisti delle serate di Arcore, da Ruby, alle ragazze, ad Emilio Fede, per dimostrare che «è falso, Signore del Tribunale, è falso che le “cene” di Arcore fossero degli ordinari convivi, al più arricchiti da qualche goliardica scenetta di burlesque»: una dimostrazione che la procura riteneva di avere già fornito a voce ma che, a ogni buon conto, ha ritenuto preferibile mettere per iscritto.
Ma il tema cruciale è quello che affrontano le altre due memorie, assai più agili, tutte incentrate su questioni di diritto: una sulla legge che regola la prostituzione minorile, che nel tempo è stata modificata ripetutamente; l'altra sul reato di concussione, modificato dal governo Monti nel novembre scorso. Per entrambi i reati contestati a Berlusconi, insomma, le leggi sono cambiate. Ed in questa evoluzione, come la Procura sa bene, il processo rischia di incagliarsi.
La prima memoria ricorda che per quanto riguarda l'utilizzo della prostituzione minorile, la Convenzione di Lanzarote, firmata dall'Italia nel 2007, stabilisce che il «cliente» sia punibile anche se non conosceva l'età della vittima «salvo che si tratti di ignoranza inevitabile». Se la norma si applicasse al caso Ruby, la Procura scavalcherebbe d'un salto uno degli ostacoli più insidiosi del processo: dimostrare che Berlusconi sapeva che la ragazza era minorenne. Ma la convenzione è stata convertita in legge in Italia solo nell'ottobre scorso. E quindi, come ammette la memoria dei pm, non si può applicare al caso Ruby, che è precedente. E il problema di dimostrare che «Silvio sapeva» rimane.
Ancora più complesso il tema del reato di «induzione», per il quale è stata chiesta la condanna di Berlusconi per la telefonata in questura. La memoria dei pm dà atto che esistono due interpretazioni della nuova norma: e una ritiene che il reato c'è solo se l'«indotto» (in questo caso i tre funzionari della questura di Milano) abbia accettato le pressioni «perseguendo un proprio obiettivo utilitaristico». E poiché di questo nel processo non c'è traccia, la faccenda per i pm si farebbe difficile. Ma per fortuna esiste un'altra interpretazione più adatta al caso: ed è questa, ovviamente, che la Procura di Milano dichiara di condividere.

Commenti

egi

Mer, 15/05/2013 - 08:45

Quando si è mossi dalla bestialità, non si è più umani, se poi si ha l'immunità al killeraggio, è dittatura, per fortuna dell'Italia questa, ha trovato un personaggio fuori dalla norma e alzando continuamente il tiro ha rivelato i metodi bestiali. (non animali)

nonnoaldo

Mer, 15/05/2013 - 14:27

Esimia Dr.ssa Boccassini. Poichè pare che lei abbia dimenticato i principi fondamentali cui dovrebbe ispirarsi, le riporto questo paragrafo, chiarissimo, del Dr. Orazio Longo. Buona lettura. "Il principio dell’oltre ogni ragionevole dubbio, come affermato dalla giurisprudenza di legittimità, rappresenta il limite alla libertà di convincimento del giudice, apprestato dall’ordinamento per evitare che l’esito del processo sia rimesso ad apprezzamenti discrezionali, soggettivi e confinanti con l’arbitrio: si tratta di un principio che permea l’intero ordinamento processuale e che trova saliente espressione nelle garanzie fondamentali inerenti al processo penale quali la presunzione di innocenza dell’imputato, l’onere della prova a carico dell’accusa, l’enunciazione del principio in dubio pro reo e l’obbligo di motivazione e giustificazione razionale della decisione a norma degli artt. 111 c. 6 Cost. e 192 c. 1 c.p.p. (Cass. pen. sez. I 14 maggio 2004)."

precisino54

Mer, 15/05/2013 - 15:08

Secondo invio. Da quanto era in previsioni mi pare di ricordare che l'aspettativa fosse di una richiesta lievemente superiore, a parte questo è evidente la assurda dicotomia tra la massa di documenti prodotta e una effettiva dimostrazione di alcunché. La classica montagna che partorisce il topolino. Appare quasi evidente il tentativo di mettere in mezzo un volume di documenti poco probanti pur di raggiungere lo scopo della condanna. Forse c'è l'intento di far dire a chi deve giudicare che: "forse non ho capito bene, mi sarò perso nella logica, ma tutte queste carte vogliono certamente dire qualcosa". Non è così! Le parole sono parole e dieci cento di più non fanno un ragionamento più valido, al più possono esplicitarlo meglio. In assenza di pisola fumante, o scherzosamente del "pistolino" fumante, parole sono e tali restano, fatti certi e provati di qualcosa che sia reato e non semplici e volgari elucubrazioni di menti disturbate, per favore!

precisino54

Mer, 15/05/2013 - 15:14

X nonnoaldo, grazie per le parole che riporti, e la misura con cui le offri ai nostri ragionamenti.

killkoms

Mer, 15/05/2013 - 15:57

@precisino54,da come la cosa era stata presentata dai meneghini e loro manutengoli(fatto loro,ripubblica,la)la cosa più grave doveva essere la prostituzione minorile!e invece?la fxxxxxa,che per strada ha perso"l'acchiappamostri",chiede un anno per la prostituzione minorile,e 5 per la concussione,(mai denunciata)verso pubblici ufficiali!a parte la competnza del foro,solo una personalità disturbata poteva imbastire una cosa simile!

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 15/05/2013 - 16:03

le prove che presentava boccasini erano inadatti! esse NON, e ripeto, NON presentano alcun requisito di verificabilità, di obiettività, di concretezza. quindi, come magistrato boccasini fa proprio schifo. non sa fare il suo mestiere :-)

Ritratto di Nopci

Nopci

Mer, 15/05/2013 - 16:10

ASPETTIAMO LA DOTTA INTELLIGENZIA "SINISTRI" DEPUTATI A VERGARE SULLE ARRINGHE "MAGISTRALI DEL MAGISTRATO"LE ESTERNAZIONI "OCULATE?" DEGLI ARTT.DEL CODICE CIVILE E PENALE. PRONI DI TANTA INTELLETTuallera DAL LORO CRANIO.

FabrizioLUM

Mer, 15/05/2013 - 17:17

RAMMENTO AI SOLITI SMEMORATI CHE L'EVENTUALE CONDANNA SARA' EMESSSA DAI GIUDICI E NON DAL PM. DIMENTICAVO, SE VERRA' ASSOLTO IL GIUDICE ERA BUONO E ONESTO, SE VERRA' CONDANNATO SARA' UN COMUNISTA.

mbotawy'

Mer, 15/05/2013 - 18:22

Certo che qualcosa di grosso,o cambiamento,presto succedera'. Io non vorrei stare nei panni della Boccassini.

killkoms

Mer, 15/05/2013 - 21:55

@fabriziolum,lo devi ricordare alla bokassa,che pare che col "condanniamo"si sia arrogata anche tale cosa!in Italia NON c'è una separazione delle carriere tra pm e giudici,come in paesi più civili del nostro,per cui il piemme tende a fare invasioni di campo!