Nuovo ministro, nuova riforma della scuolaCome tutti i predecessori, la Carrozza «non pensa a una norma ma a un disegno»

nostro inviato a Rimini

L'attenzione verso l'istruzione è da sempre il core business del Meeting e della Compagnia delle Opere. E così quando Giorgio Vittadini introduce il ministro Maria Chiara Carrozza ci tiene subito a mettere in chiaro che «per noi è la questione delle questioni, la priorità assoluta della politica, il punto cruciale di uno sviluppo». D'altra parte è famoso lo slogan di Don Giussani: «Mandateci in giro nudi, ma lasciateci liberi di educare», perché il grande problema della società è innanzitutto educare i giovani.
Certo l'ex Rettore della Scuola Superiore Sant'Anna non regala grandi soddisfazioni agli organizzatori quando alla domanda di un giornalista sui buoni scuola, risponde candida: «E cosa sono?», dimostrando di non essere precisamente una appassionata di quella che rappresenta una misura simbolo nel campo delle politiche sussidiarie nel settore dell'istruzione. Fatto sta che poi la Carrozza recupera e piazza un paio di affondi. Il primo riguarda l'idea di una convocazione plenaria di operatori del settore. «È il momento di pensare a una Costituente della scuola», dice il ministro.
«Mi aspetto che insegnanti, dirigenti scolastici e alunni, studenti, genitori - spiega - siano coinvolti in una grande Costituente della scuola italiana in cui lo stato della scuola venga discusso davvero, come se fosse lo stato dell'Unione. Una Costituente dove si discuta davvero, senza pensare alle esigenze della singola categoria, che pure sono importanti. Però bisogna fare la somma di tutto e pensare a una scuola a servizio del Paese». Poi annuncia, senza fornire i dettagli, l'approssimarsi di un provvedimento di riforma della scuola, le cui linee-guida potrebbero arrivare già a settembre. «Non vogliamo dare alla scuola solo una norma, ma penso a un disegno complessivo che segni un percorso, individui le risorse e abbia un pensiero di fondo». Insomma, una riforma. Proprio come hanno fatto, o tentato di fare, tutti i ministri della Pubblica istruzione dalla Falcucci in poi. Resta da vedere in che direzione andrà Maria Grazia Carrozza. E se anche stavolta verrà travolta dall'ormai annuale protesta del movimento studentesco.
Il ministro esprime anche la sua soddisfazione per le assunzioni, ben 11.278, vidimate dal Consiglio dei ministri per coprire le cattedre vacanti in vista del prossimo anno scolastico. «Sono contenta che il Consiglio dei ministri si sia espresso in modo positivo sulle assunzioni nella scuola. È una scelta importante e un segnale. Voglio vedere quale altro settore assume undicimila persone in questo momento. Siamo gli unici che lo facciamo, e fa parte di un'inversione di tendenza che il governo ha voluto dare». In ogni caso, aggiunge, sul reclutamento dei docenti «dobbiamo superare il transitorio e avviarci verso una soluzione a regime, ad esempio attraverso una laurea abilitante e un concorso. Tutelando anche i più giovani».
Le paritarie? «Non ne potremmo fare a meno. Occorre una stabilizzazione delle risorse a sostegno delle scuole paritarie in un'ottica di finanziamento pluriennale e nell'invarianza della spesa pubblica. Credo comunque al fatto che sia possibile una auto- organizzazione da parte delle famiglie. Ma nell'ottica di un provvedimento complessivo».