Nuovo salasso Imu per pagare i debiti con le imprese

Gli enti locali potranno ritoccare anche Irpef e Tares per trovare i soldi. E già si avvicina una manovra bis

La pagina del modello F24 alla voce Imu

Roma - Lo Stato centrale anticipa i pagamenti alle imprese creditrici, poi Regioni ed enti locali restituiscono i soldi allo Stato e danno garanzie. A spese dei cittadini e delle stesse imprese. Il rischio che l'operazione di estinzione del debito commerciale della pubblica amministrazione si trasformi in un giro contabile che inizia e finisce dentro le tasche dei contribuenti è sempre più concreto.
C'è stato un tentativo di metterlo nero su bianco dentro il decreto legge sui debiti della Pa, sotto forma di un anticipo al 2014 della possibilità alle Regioni di portare l'addizionale Irpef al massimo, cioè al 3,23%.

Nel testo approvato dal Consiglio dei ministri questa possibilità è scomparsa, ma restano tutte le altre leve fiscali in mano alle autonomie locali. Con il decreto - e questa è la novità - Regioni e Comuni potrebbero essere costretti a utilizzarle. Nel provvedimento - ha rilevato il Sole24ore - si precisa che le Regioni devono approvare «misure, anche legislative, idonee e congrue» per coprire il debito che contrarranno nei confronti dello Stato.
Il fatto è che in parte le autonomie locali potranno utilizzare gli avanzi di cassa, nel caso ne abbiano. In caso contrario potranno ricorrere al fondo da 26 miliardi. Soldi che lo Stato «presterà» a sindaci e presidenti.

Su questi le autonomie locali pagheranno interessi (tanto che la spesa per interessi sui 40 miliardi di euro che andranno alle imprese, lo Stato centrale pagherò solo 500 milioni di euro). E dovranno restituirli.
L'unico modo che molte Regioni hanno per garantire le misure «idonee e congrue» è aumentare le addizionali Irpef. Lo possono già fare tutte nella misura di mezzo punto percentuale. Quelle che hanno i conti della sanità in rosso, possono portarle fino al 2,63%. Nel 2015 potranno portare l'aliquota al massimo, cioè al 3,23%. A rischio Piemonte, Campania, Sicilia e Sardegna.

Ce n'è anche per i Comuni. La parte di debito con le aziende non coperta dagli avanzi di cassa, sarà anticipata dalla Cassa depositi e prestiti e andrà restituita. Se il Comune salterà una rata, gli sarà automaticamente bloccata una corrispondente cifra dalla quota Imu che gli spetta (la metà va già allo Stato centrale).
A rischio, in questo caso, i Comuni che non hanno avanzi di cassa da sbloccare, quindi città prevalentemente del Sud. Le amministrazioni potranno decidere di giocare di anticipo e ritoccare le aliquote. E fare pagare preventivamente il debito restituito, ai contribuenti.
Il fatto è che l'operazione di restituzione dei debiti della Pa si inserisce in una situazione dei conti precaria. Dal Def, documento di economia e finanza, arrivano le prime ammissioni su possibili «aggiustamenti». Cioè manovre.

Serviranno sicuramente dopo il 2014. Sul breve termine, il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ieri ha assicurato che i conti sono strutturalmente in equilibrio e che ci saranno da coprire solo eventuali misure di spesa. Il problema è che ci sono spese inevitabili, come gli ammortizzatori sociali e missioni militari all'estero, che non sono nel Def. E andranno finanziate.

Commenti
Ritratto di bobirons

bobirons

Sab, 13/04/2013 - 09:02

I nostri (nostri ???) "esperti" prof, dall'alto delle loro cattedratiche ignoranze sanno solo fare debiti ed imporre nuove tasse. Mai uno sguardo ad una riduzione delle spese ad esclusione di quelle che riguardano il benessere sociale della Nazione. La domanda che uno si pone, ma che concerne anche governi precedenti di qualsiasi colorazione, se la scuola é disastrata, la sanità é da paese quarto mondista, le opere pubbliche non si fanno per mancanza di fondi, l'incentivazione allo sviluppo é equivalente ad un bicchiere d'acqua per riempire lago Maggiore, DOVE SONO FINITI E DOVE FINISCONO TUTTI I SOLDI CHE VERSIAMO IN IMPOSTE, TASSE, ACCISE ecc. ? Vanno forse solo a rifocillare una kasta omnivora, fra pletore di politici di ogni grado, partiti e partitini eterni che sopravvivono anche quando scompaiono dalla scena - e seguitano ad incamerare fondi -, strutture burocratiche arci obsolete fatte solo per mantenere in stipendio schiere di futuri votanti. I dieci saggi nominati dall'azzeccagarbugli occupante il colle alto, oltre ad aver sentenziato il più che ovvio, hanno disposto solo nuove regole per il finanziamento ai partiti - NON L'ABOLIZIONE. Tira tira, la corda si strapperà !

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paola29yes

Sab, 13/04/2013 - 09:11

A mortimer manca solo un decreto dove impone di consegnare qualsiasi nostra entrata allo Stato, poi siamo a posto, vivremo solo con l'aria che respiriamo. ANDIAMO AL VOTO! Altro che (s)governo gargamella grullo!

edoardo55

Sab, 13/04/2013 - 09:25

Il boom economico degli anni 60 poggiò in buona parte sull'utilizzo della cambiale e sulla fiducia dei creditori. Mi viene in mente una proposta lanciata dal prof. Borghi, la quale prevedeva il pagamento dello Stato alle imprese con titoli spendibili, accettati dallo stesso come pagamento delle imposte. Una sorta di cambiale di stato che potrebbe essere utilizzata come moneta parallela ed accettata da qualsiasi italiano perchè, a sua volta, spendibile per pagare qualsiasi imposta. A sua volta lo Stato la riutilizzerebbe per pagare nuovi fornitori. Mi risulta, dalle mie reminiscenze scolastiche, che la cambiale non costituisce un pagamento effettivo, ma una cessione di credito. Pertanto non capisco come possa alterare il debito pubblico, visto che è un dato di fatto. Sarà lo Stato che, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, cambierà, poco alla volta, i titoli in moneta corrente. Se qualche esperto mi vuol correggere?

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Riky65

Sab, 13/04/2013 - 09:40

Follia allo stato purooooo! Sarà come se al titanic dopo avere cozzato contro l'iceberg gli si sparasse pure con palle da cannone di due tonnellate all volta......e si che sarebbe stato su !!!!ma va là! ps i comuni hanno già gambizzato i cittadini con l'aumento dell irpef= italiani,rapinati,per,eliminarli,facilmente!

epc

Sab, 13/04/2013 - 09:50

I nostri amati governanti hanno l'abitudine di lasciare "regalini" di questo tipo ai loro imminenti successori.... Dove sono le oche che tanto starnazzavavano sull'IMU (peraltro completamente diversa da quella di Monti...) lasciata da Berlusconi ai successori?

facendis

Sab, 13/04/2013 - 10:54

Comincino , per prima cosa, a recuperare i 4 miliardi della prima Imu spariti in quel di Siena, poi continuino facendo pagare le giuste tasse alle innumerevoli COOP e ai vari sindacati.Diano una spulciata ai registri contabili del PD per vedere dove trovano i tanti soldi per mantenere la loro megalitica macchina organizzativa! Scommetto che alla fine si parlerebbe meno di nuove tasse!

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Memphis35

Sab, 13/04/2013 - 11:22

L'unica soluzione politica praticabile, a questo punto, resta un ciclo accelerato di lingua greca...tipo quelli che quotidianamente vengono tenuti da volonterosi giovanotti nei quartieri di Atene. Montiani e borghesi, ancora pochi mesi. L'alba è vicina...