Il "nuovo" Saviano spaccia idee vecchie

Sette anni dopo Gomorra, lo scrittore rilancia la sua tesi: il business criminale è il vero motore della nostra economia

Roberto Saviano, quando racconta, lo fa davvero bene. Peccato dunque che non rinunci a scrivere libri a tesi, come ZeroZeroZero (Feltrinelli, in uscita domani), atteso ritorno al romanzo-verità dopo il successo milionario di Gomorra, pubblicato ormai sette anni fa. La tesi è sempre la stessa: alla base del nostro sistema economico c'è il bottino, opportunamente ripulito, proveniente dalle attività criminali. È l'anima oscura del capitalismo, già al centro di Gomorra e di alcuni monologhi televisivi di Saviano stesso. Un romanzo come questo, che affonda le radici nel reportage, dovrebbe essere, almeno in parte, una scoperta che giunge dopo una attenta ricognizione sul campo. Invece Saviano rivela fin dalle primissime pagine il succo di questa lunga indagine sulla cocaina e sul narcotraffico.

I boss comandano i mercati, dettano legge nella finanza, dominano gli investimenti perché hanno una liquidità pressoché infinita grazie allo spaccio di stupefacenti. La caduta del Muro, secondo Saviano, è meno importante degli accordi tra narcotrafficanti alla fine degli anni Ottanta; il messicano Félix Gallardo «El Padrino» e il colombiano Pablo Escobar «El Mágico» sono personaggi storici da collocare sullo stesso piano di Reagan e Gorbaciov. Il libero mercato, nei suoi alti e bassi, non è altro che il volto (più o meno) presentabile della malavita. Le economie criminali, che non risentono della crisi, ne sarebbero però l'origine. Da lì sarebbero arrivati i capitali necessari a sostenere le Borse e la finanza dei titoli tossici. Persino gli scontri fra ideologie e civiltà, i conflitti religiosi e culturali sarebbero incomprensibili senza tenere conto del fattore criminale e della sua influenza. Bisogna dunque guardare negli occhi il vero potere, quello delle organizzazioni internazionali, perché ha costruito il mondo moderno generando «un nuovo cosmo». Questo dovrebbe spiegare tutto, anche se ZeroZeroZero non sembra portare alcun elemento concreto a suffragio di queste idee. Saviano sa, ma non ha le prove. In questo è un epigono di Pasolini.

Comunque sia, nella prospettiva dell'autore, ricostruire la filiera della cocaina, dalla produzione al consumo, passando per lo smercio, è il modo migliore di esplorare il «nuovo cosmo». La polvere bianca infatti è la merce perfetta, l'apoteosi del consumismo, la fonte inesauribile di guadagno. La «neve» è la sublimazione perfetta di una società che vuole sempre di più: più successo, più divertimento, più efficienza, più velocità. Con le parole di Saviano: «La cocaina è un bene rifugio. La cocaina è un bene anti-ciclico. La cocaina è il vero bene che non teme né la scarsità di risorse né l'inflazione dei mercati». Non che la diffusione capillare della cocaina e il riciclaggio del denaro sporco siano notizie fresche. In questi anni sia la letteratura sia la saggistica hanno battuto questi temi in lungo e in largo. Basti qui ricordare solo il titolo più recente, ovvero il bestseller Cocaina (Einaudi) scritto a sei mani da Carlotto, Carofiglio e De Cataldo. Saviano però utilizza il fenomeno cocaina come chiave di lettura di ogni aspetto della realtà economica e sociale.
ZeroZeroZero dunque è un libro molto ideologico. Questo non significa che sia brutto (forse un po' prolisso) perché, come si accennava all'inizio, Saviano quando racconta sa catturare il lettore. Il viaggio nei meandri dello spaccio inizia a New York ma i primi protagonisti sono i boss italiani. Tocca a loro addestrare le nuove generazioni di messicani e latinoamericani, affamati come squali. Le regole del gioco sono spietate ma chiare: non insegnano a essere giusti, buoni, corretti. Insegnano a comandare, a gestire gli affari e gli uomini. Nel girone infernale del narcotraffico, i boss conoscono il loro destino fin dall'inizio: essere traditi o uccisi da qualcuno con cui hanno diviso tutto.

Seguono capitoli efficaci dedicati alla lotta spietata per la supremazia tra «cartelli» messicani; all'ascesa e declino di quelli colombiani; ai feroci squadroni della morte arruolati dai narcos; alla vita senza speranza di bambini che a tredici anni sono sulla strada con un mitra in mano; ai rapporti di affari fra 'ndrangheta, forza in costante ascesa, e latinoamericani; alla nascita di figure imprenditoriali (si fa per dire) che offrono «servizi» alle cosche; alla mafia russa; alle nuove rotte africane della droga; ai pusher che si considerano quasi farmacisti perché in fondo offrono un servizio pubblico; alle testimonianze dei consumatori più disparati; a chi ha pagato per avere infranto l'omertà.
Nelle oltre quattrocento pagine di ZeroZeroZero c'è tutto, insomma. Meno il gusto dell'avventura intellettuale.

Commenti
Ritratto di oliveto

oliveto

Gio, 04/04/2013 - 08:59

E' questo ancora sta in giro? Ma non si vergogna.

Ritratto di ettore muty

ettore muty

Gio, 04/04/2013 - 09:25

grazie a giovanardi e fini coca a gogo'

CHOLO67

Gio, 04/04/2013 - 09:41

@OLIVETO: MA COSA SIGNIFICA IL TUO POST?.....DI COSA SI DOVREBBE VERGOGNARE SAVIANO?............ILLUMINAMI !!

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Gio, 04/04/2013 - 09:45

Il vero "business criminale" è proprio quello praticato da Saviano. Fare quattrini a palate raccontando storie scopiazzate, trite e ritrite, note anche ai sassi. Forse non si è neanche accorto che la Mafia si è notevolmente sviluppata e rafforzata soprattutto da quando lui ha iniziato a parlarne. La prova provata che deve abbandonare la penna e impugnare la zappa.

elio2

Gio, 04/04/2013 - 10:22

Chissà da chi avrà scopiazzato stavolta, per dire le solite amenità che chiunque conosce.

Ritratto di ettore muty

ettore muty

Gio, 04/04/2013 - 10:37

ma 3000 kili di coca a settimana consumati nel solo milanese un po' di soldini li produce , che ne dite bananas??? a beh e' vero per voi bananas in lombardia la mafia non c'e' ahahahahahaha

viento2

Gio, 04/04/2013 - 10:49

CHOLO67- si deve vergognare di essere aditato come colui che combatte la camorra questo tutto quello che dice e scrive lo ha sentito questo non ha mai fatto un 'inchiesta sul territorio la camorra a questo non lo ca.ga xchè gira con la scorta pagata da noi allora a tutti quelli che subiscono veramente cosa gli vogliamo dare i carri armati il vero eroe anticamorra era G.C.Siani no questo buffone domandate a Don Manganiello sè lo ha mai visto a Scampia

elio2

Gio, 04/04/2013 - 11:01

Caro Viento2, lo sa che i giudizi di un qualsiasi sinistro si fermano a riportare le direttive di ideologia, confermando sin dalle prime battute che quando madre natura distribuì l'intelligenza loro erano ad ascoltare le idiozie di Marx.

diego_piego

Gio, 04/04/2013 - 11:06

mi pare esattamente il contrario di quanto dice l'articolo: Saviano è uno scrittore estremamente noioso e che scrive male, ma dice la verità (è un ottimo giornalista, mediocre scrittore).

vince50

Gio, 04/04/2013 - 11:34

Beh,per alcuni aspetti onore al merito,Ha semplicemente trovato il modo si fare soldi(anche lui)raccontando di verità vecchie e nuove che siano.Esistono le mafie i corrotti gli interessi personali etc.etc. lo sappiamo tutti.Ma non importa,lui lo scrive fa i soldi,così in tanti potranno dire:c***o non lo sapevo.

Lu mazzica

Gio, 04/04/2013 - 11:36

Questo Saviano è scrittore o scrivano ?? Con Gomorra ha fatto pubblicità alla malavita , con il nuovo libro, alla ocaina !!Questo quaqquaraqquà , perchè fa tanta pubblicità ?? Rgds., Lu mazzica

Ritratto di Geppa

Geppa

Gio, 04/04/2013 - 11:37

"idea vecchia" quindi?

Ritratto di WjnnEx

WjnnEx

Gio, 04/04/2013 - 11:50

Soprattutto perché non lavora più con Mondadori,...

Ritratto di frank.

frank.

Gio, 04/04/2013 - 15:24

quando Saviano parlava di mafia al Nord, tutti i bananas a insultarlo urlando sguaitamente: al nord la mafia non esiste...(e infatti si è visto...come no)! Adesso che parla di cocaina sono già pronti con il loro urlo di battaglia: Al nord la cocaina non esiste!!! ....ridicoli...non ci sono altri aggettivi per descrivervi.

Ritratto di alejob

alejob

Gio, 04/04/2013 - 16:51

CHOLO67, in un certo senso Saviano non si deve vergognare, ma se non lo hai capito è un furbastro come Travaglio. Si prendono un personaggio combattuto, scrivono un sacco di stronzate e guadagnano fama e soldini. Guarda la Bocassini, chi era la Bocassini prima che il Berlusconi non arrivasse sotto la sua "Tonaca", nessuno, un pubblico ministero qualsiasi, arrivato il Berlusca è passata in prima pagina, ma di che cosa!!!!!!!!

david71

Gio, 04/04/2013 - 17:59

alejob, per rispondere alla sua domanda “chi era la Bocassini prima che il Berlusconi non arrivasse sotto la sua "Tonaca"? Era solo una dei sostituti della “Duomo Connection” ,ha collaborato con Falcone e Borsellino e quando questi muoiono, si fa trasferire a Caltanisetta per indagare sui loro assassini riuscendo a scoprire mandanti ed esecutori, partecipa alla cattura di Riina, a Milano si occupa di Mani pulite prima e terrorismo poi ….

baio57

Gio, 04/04/2013 - 18:01

A proposito ,nel libro si nomina anche E-speraza-de-scobar ?

elio2

Gio, 04/04/2013 - 20:28

Caro david71, ma allora secondo lei visto che è così brava perché è ancora in trincea?

Ritratto di Fratello Allman

Fratello Allman

Gio, 04/04/2013 - 21:46

guai a criticare un eroe comunista

Ritratto di dalton.russel

dalton.russel

Gio, 04/04/2013 - 21:57

cholo67: hai presente la scoperta dell'acqua calda?oppure quel che si dice, sfondare le porte aperte? Anche a te voglio consigliare la lettura di un libro-reportage fatto de visu da un giornalista a nome Luca Rossi: Camorra con postfazione di Pino Arlacchi.Dimenticavo il dato più importante: credo fosse il 1982.Inoltre, sai chi è Pino Arlacchi? Non dico Luca Rossi perchè sarebbe chiederti troppo.Hai capito ora il concetto di acqua calda? Spero di averti "illuminato".Dalton Russell.

gpl_srl@yahoo.it

Ven, 05/04/2013 - 10:14

buffonate marxiste leniniste basate solo su odio e su invidia: Stalin prima o poi lo avrebbe fatto eliminare senza pietà

giovauriem

Ven, 05/04/2013 - 10:23

saviano è uno che fa la ricotta(come diciamo a napoli)sulle spalle della nostra povera regione,i suoi scritti e i suoi film,sono tutte rimasticature conosciute da tutti,questo è uno che cerca visibilità e soldi camuffandosi da uomo di "sinistra"

Ritratto di enkidu

enkidu

Ven, 05/04/2013 - 10:43

Kim Jong-Un a quale banda apparterrebbe? Oggi il mondo sta trattenendo il fiato per le minacce di un dittatore. Se tali minacce andranno avanti ne parleranno i libri di storia del futuro. Anche lui in una guerra fra bande per spacciare sul suo territorio? Il vizio dellla storiografia Marxiana di ridurre tutto a storia di lotta fra classi è stato portato sulla dimension delo crimine: la storia come lotta fra cosche. Un po' poco per interpretare il mondo che è sempre più complicato di quanto gli interpreti non riescano a comprendere.

david71

Ven, 05/04/2013 - 11:51

Caro Elio2, ho solo risposto ad alejob circa chi fosse la Boccassini…nel mio post non ho scritto che è brava… evidentemente lo deduce lei leggendo il suo curriculum. Al limite posso dire che sono contento che se ne sia accorto. Rispondendo invece alla sua domanda "del perché sia ancora in trincea visto che è così brava", in verità non posso risponderle in quanto davvero non la capisco. Cosa vuol dire… che quando si è bravi bisogna ritirarsi un po’ dietro le quinte? Quindi Falcone, e Borsellino ad un certo punto avrebbero dovuto cominciare ad occuparsi di liti condominiali visto che erano bravi??.... Davvero non capisco la sua domanda...

Atlantico

Ven, 05/04/2013 - 12:13

Per assaporare il "gusto dell'avventura intellettuale" bisognerà attendere l'ultimo libro dello Gnocchi. Ehehehe ! Ma chi è, il figlio del comico o è comico in proprio ?

Travaglio

Ven, 05/04/2013 - 13:07

Ecco il pubblico di Saviano: strepitii sulla mafia al nord ("che fate finta di non vedere", "vergogna", etc...), droga a palate (che qualcuno parrebbe peraltro aver assunto prima di affermare che è "colpa di Giovanardi"), insulti a chi critica (Gnocchi, qui in veste di critico, non è tenuto a scrivere un libro; Saviano lo fa, si prenda onori ed anche oneri). Ora manca solo il canonico tertium non datur "o sei con Saviano o sei con la camorra" e il quadro sarà completo. Ah, nota a margine: nell'Italia di oggi latitano scrittori che meritino davvero uno scaffale; l'ultimo, Giuseppe Pontiggia, ce lo siamo giocati dieci anni fa. Quanto alla grande curtura de sinistra, perchè essa non ha mai sfornato un capolavoro non dico sulla Resistenza, ma anche solo sul ventennio "berlusconiano"?