"One Night Only Roma": Armani si autocelebra con sfilata, mostra e party

E dopo il mega evento sale al Quirinale da Napolitano e va alla sede del Coni da Malagò

Finita la grande festa-fashion di «One Night Only Roma», Re Giorgio sale al Quirinale per incontrare il suo omonimo Presidente, Giorgio Napolitano.
Così, il grande Armani ottiene il sugello istituzionale per il suo ruolo di stilista-imprenditore numero uno, come ambasciatore del made in Italy nel mondo.
Mancava dalla capitale, con un evento così, dal 2004 quando portò la sua mostra di moda raffinata alle Terme di Diocleziano.
Allora, il Re incontrava l'Imperatore. Ora ha incontrato il Presidente.
E prima tanti rappresentanti del governo e dello spettacolo, della cultura e della politica, dell'imprenditoria e dello sport, che hanno fatto a gomitato per esserci, alla sua mega-festa.

«Servono gesti concreti per sostenere la moda italiana», ricorda Armani.
E aggiunge un omaggio alla capitale, senza timore di offuscare la fama della sua Milano, capitale del fashion.
«Roma -dice - è sempre la più bella città del mondo, ma anche la più bersagliata,maltrattata. A Roma c'è la bellezza, il cinema. Ci sono tanti giovani talenti emergenti della moda. È arrivato il momento di sfatare certi luoghi comuni: ho trovato Roma più pulita di Milano!».
Nel momento in cui il lusso rimane il settore che più resiste alla crisi e contribuisce all'uscita del Paese da una fase delicata, è su personaggi come questi che punta il nostro Paese, dice implicitamente Napolitano ricevendolo sul Colle.

E Giorgio Armani ha dimostrato di saper portare la creatività italiana sugli altari anche nella magnifica maratona di stile, che ha organizzato rivitalizzando la capitale.
Al Palazzo della Civiltà Italiana dell'Eur ha inaugurato la mostra «Eccentrico» dei suoi modelli più significati e ha presentato una bellissima sfilata di 3 marchi del gruppo ( Emporio, Giorgio Armani, Privè) in 110 modelli, affollata di 700 ospiti tra cui moltissimi vip e conclusasi con party animato da dj-set .
L'occasione è la riapertura del negozio, ampliato a 900 metri su 3 piani e ristrutturato con 9 vetrine, nella mitica via Condotti.
C'è stato proprio tutto, in questo appuntamento romano di : eleganza e creatività, mondanità e mercato, istituzioni e anche sport.
Perchè dopo il Quirinale Armani fa la sua prima visita alla sede del Coni, invitato dal presidente del Comitato olimpico, Giovanni Malagò, suo ospite alla sfilata la sera prima.
E tra le statue dello stadio dei Marmi, gli affreschi del Salone d'Onore, la stanza delle Fiaccole olimpiche, Re Giorgio esclama: «Fare una sfilata qui sarebbe fantastico!».
Ma fantastica è stata anche quella di mercoledì sera, tra i marmi razionalisti del «Colosseo quadrato» dell'Eur, rivestiti in total black.

Davanti al Palazzo, enormi caratteri bianchi componevano la scritta GIORGIO ARMANI, che faceva da porta d'ingresso sul mondo dello stilista.
Sul Red Carpet salivano la scalinata Sophia Loren e il ministro degli Esteri Emma Bonino, Tina Turner e Federica Pellegrini, Milla Jovovich e Carlo Verdone, Laura Biagiotti e Sergio Castellitto con la moglie Margaret Mazzantini, Margherita Buy e Guido Crosetto, Stefania Prestigiacomo e Luigi Abete, Mario D'Urso e Lucrezia Lante della Rovere, Raoul Bova e Fiorello, Claudia Pandolfi e Alessandro Preziosi, Maria Grazia Cucinotta e Valeria Golino, Isabella Ferrari e Alessia Marcuzzi.
Tutti hanno assistito alla sfilata e poi hanno partecipato al party, tra abiti da sogno, musica e tartine.

Dietro di sè Armani lascia a Roma, ancora fino al 9 giugno, la mostra «Eccentrico», che dopo Milano, Tokyo e Hong Kong porta nella capitale nuovi pezzi d'archivio.
Tra gli abiti in plastica e quelli in pellicola cinematografica, c'è quello realizzato per Lady Gaga, una sorprendente mini tunica spaziale, di plastica argento, costruita con maxi aculei. Poi, la pelliccia di kidassia fucsia e nera, i vestiti ricamati con folgoranti rose rosse, il lungo abito ricamato con paillettes coriandolo, i due modelli in pavè di pietre della collezione Luce del 2007. E anche il modello da sera in velluto nero, con dragone color verde chartreuse intarsiato a rilievo sul davanti, che è stato il simbolo della sfilata di Pechino lo scorso anno.

Creazioni estrose e altre rigorosa, perfette sul Red Carpet e confortevoli per un consiglio d'amministrazione. Condite da oltre 300 accessori, tra gioielli, pochette, cappelli, profumi a edizione limitata (Crystal e Armani Privè) e 62 capi super colorati, luminosi, «stravaganti alla maniera di Armani», realizzati dal grande designer dal 1985 ad oggi.
Alcuni dei capi in mostra non sono mai andati in pedana e sono a Roma per la prima volta.
Armani multimediale pensa anche al live streaming dell'evento e del backstage, trasmesso sul sito e condiviso su Twitter e Facebook.

Commenti

Sapere Aude

Ven, 07/06/2013 - 07:04

Sarà anche un’Italia di successo che diverte e paga le tasse, ma è un’Italia che non mi piace. Non mi piace perché fatua, tutta paillette e soprattutto identifica se stessa come l’ombelico del mondo. E sarebbe accettabile se parallelamente esistesse anche un’Italia del lavoro non dedita unicamente ad apparire ma a dimostrare che dietro c’è un paese che funziona. Ma non è così. E i fasti di stile imperiale mettono a disagio chi invece sogna un paese diverso.