«Operazione Alexander» Colpo alla mafia

Ci sono un pub e una macelleria tra i beni, per un valore complessivo di tre milioni, sequestrati dai carabinieri di Palermo nell'operazione antimafia «Alexander» che ha colpito con 24 fermi il mandamento mafioso di Porta Nuova. Nel dettaglio, la misura patrimoniale riguarda l'azienda di macellazione e vendita di carne all'ingrosso «Ovinsicula» di via Stazzone, in cui aveva investito l'anziano boss Antonino Ciresi, braccio destro del giovane capo Alessandro D'Ambrogio; il pub «Day just», di via Nino Bixio, nella disponibilità di Antonino Seranella; un distributore di carburanti sulla strada provinciale 259 nel Comune di Martinsicuro (Teramo), facente capo a una società riconducibile ad alcuni mafiosi. A Seranella sono stati seqeustrati anche un gommone, un motoscafo e una Mini Cooper, che era intestata a una romena considerata una prestanome. Dall'operazione Alexander è emerso come Cosa nostra, complice la grande opera di contrasto messa in atto dalle forze dell'ordine, e soprattutto la grave crisi economica, ha gradualmente diminuito i propri interessi verso il mondo delle estorsioni, per dirottarli maggiormente verso il traffico di droga. A confermarlo è stato il procuratore di Palermo, Francesco Messineo,